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Biosicurezza. Il congresso della Simedet e dell’Usl Umbria 1

Esperti civili e militari si sono confrontati in un convegno che ha affrontato gli aspetti clinici e le strategie organizzative in caso di grandi emergenze come catastrofi ambientali o attacchi bioterroristici. Il professor Rasi: “L’esperienza Covid ci ha fatto capire quanto sia possibile oggi affrontare e gestire una pandemia di proporzioni enormi in maniera coordinata e sinergica rispetto a quanto fatto nel secolo scorso”.

15 NOV - Rischio bioterroristico e aspetti sanitari del bioterrorismo, batteri altamente patogeni a potenziale uso bioterroristico, utilizzo di agenti chimici. E ancora il ruolo della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco nelle maxiemergenze e l’organizzazione del Pronto Soccorso in caso di emergenza sanitaria. Sono questi alcuni dei temi che sono stati discussi nel Congresso Nazionale della Biosicurezza, organizzato dall’ Usl Umbria 1 e dalla SIMEDET, quest’oggi, 15 Novembre.

Il commissario Regionale COVID Umbria Massimo D’Angelo ha aperto l’evento ricordando il grande lavoro che è stato svolto dagli operatori sanitari in questi anni di pandemia e ribadendo che una delle chiavi di successo per affrontare questi eventi è la multidisciplinarità e il coordinamento tra i vari enti e ribadendo il ruolo della formazione fra gli operatori sanitari.

Il professor Guido Rasi, ex direttore dell’Ema e attuale consulente del commissario straordinario all’emergenza Covid, che ha parlato dell’importanza della preparazione del personale e della necessità di avere scorte strategiche per affrontare le nuove emergenze nazionali ed internazionali che affronteremo nei prossimi anni: ”L’esperienza del Covid ci ha fatto capire quanto sia possibile oggi affrontare e gestire una pandemia di proporzioni enormi in maniera coordinata e sinergica rispetto a quanto fatto nel secolo scorso . In passato, mai si sarebbe potuto sperare di arrivare alla realizzazione di una cura vaccinale in tempi così brevi e tantomeno di poter utilizzare al meglio tutte le opzioni farmacologiche di cui già disponevamo per curare le forme di virus più gravi”.

Manuel Monti, direttore del Congresso, ha sottolineato che “In caso di catastrofi ambientali o attacchi terroristici è importante considerare le situazioni cliniche ed organizzative in un’ottica polivalente, senza farsi cogliere impreparati e pertanto è sempre più evidente la necessità di realizzare un percorso formativo comune che preveda la partecipazione di tutte le figure professionali coinvolte”.

Non a caso, durante l’evento, sono intervenuti operatori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ma anche dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) oltre a ricercatori del mondo accademico e clinici che hanno lavorato in questi mesi in prima fila per combattere l’emergenza COVID 19.

“Bisogna lavorare anche dopo la conclusione di questa pandemia, continuando ad investire sulla formazione e sulla cultura della maxiemergenza - continua Monti- situazioni analoghe a quella che stiamo vivendo oggi in futuro potranno ripetersi e quindi è fondamentale non abbassare la guardia”.

Angeloni (Ministero della Salute) ha parlato del ruolo del Ministero nella gestione delle epidemie , presentando il nuovo piano nazionale per le emergenze NBCR e ricordando l’importanza di una pianificazione che sia capace di adattarsi a scenari complessi non prevedibili.

Nel corso dell’evento sono state descritte le caratteristiche delle principali epidemie che hanno colpito la storia dell’umanità, ribadendo l’origine naturale del virus Sars Cov 2 (Leonardo Borgese) ed è stata effettuata un’approfondita analisi dell’infezione da Sars Cov2 in Italia con i dati forniti da Flavia Riccardo dell’Istituto Superiore di Sanità.

Ad oggi in Italia sono stati vaccinati più di 46 milioni di italiani e studiando l’andamento delle curve degli ultimi mesi emerge il ruolo fondamentale della vaccinazione anche fra i più giovani: infatti negli ultimi tre mesi la fascia dai 12 ai 19 anni registra un netto calo di casi grazie anche ai vaccini con una percentuale di vaccinati in quelle fasce d’età che oramai supera la soglia del 72 per cento.

Antonio Palucci e Luigi De Dominicis del Laboratorio Diagnostiche e Metrologia di Frascati hanno illustrato il ruolo dell’ENEA nella prevenzione, nel rilevamento e nella risposta ad atti terroristici e criminali che coinvolgano materiali nucleari e radiologici.

Nella II sessione il referente regionale per le maxiemergenze della regione Abruzzo, Alberto Albani, ha ribadito l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla gestione delle maxiemergenze : “Abbiamo messo a punto una governance del sistema partendo praticamente da zero, perché nessuno di noi aveva mai dovuto affrontare una pandemia come questa. E non esistevano, di fatto, procedure già codificate che poteva essere applicate tout-court. Siamo riusciti, grazie ad un approccio multidisciplinare, a rispondere all’emergenze pandemica imparando ad affrontare un evento, probabilmente imprevedibile a questo livello. Adesso è importante fare tesoro dell’esperienza e utilizzare i fondi del PNRR per continuare la formazione del personale e ristrutturare i Pronto Soccorsi per fronteggiare future maxiemergenze”.

Il vicepresidente dell’Associazione Italiana dei Disaster Manager, Dante Paolo Ferraris, ha ribadito il ruolo centrale della Protezione Civile nel supportare il sistema Paese , attraverso un coordinamento tra amministrazioni locali, aziende sanitarie e organizzazioni governative.

Ha concluso il congresso il professor Gaetano Maria Fara, professore emerito della Sapienza che ha riassunto i principali punti salienti della giornata, invitando tutti i partecipanti alla nuova edizione già prevista per il 2022.

15 novembre 2021
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