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Tumori. A Terni parte il progetto per la delocalizzazione delle cure oncologiche sul territorio


La fase pilota partirà nell'area del centro di salute Tacito a Terni. L’obiettivo  è facilitare l’accesso ai servizi e ai percorsi di diagnosi e cura nei pazienti oncologici cronici portando parte delle attività assistenziali a medio-bassa intensità di cura nelle strutture sanitarie del territorio e quindi più vicine ai loro domicili. Le prestazioni ambulatoriali candidate ad essere delocalizzate sul territorio riguardano in particolare le visite di controllo e per terapie orali, visite nutrizionali, visite psiconcologiche e prelievi ematobiochimici.

09 SET - L’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni dà il via alla delocalizzazione delle cure oncologiche sul territorio, un nuovo e più evoluto modello di presa in carico “globale” del malato oncologico che avvicina al domicilio dei pazienti le attività ei percorsi diagnostici, assistenziali e terapeutici. 

Il progetto denominato LOOP (Lower Umbria, Up & Down Project), su cui il direttore generale Pasquale Chiarelli lavora fin da quando è andato alla guida dell’ospedale di Terni, anticipa quanto previsto anche dal Pnrr in tema di potenziamento dell'integrazione ospedale - territorio. Sarà Roche Italia, che ha risposto a un bando di sponsorizzazione per la ricerca di partnership tra settore pubblico e aziende private, a supportare economicamente il progetto nella fase di implementazione dei primi due anni. L’accordo è stato firmato il 7 settembre con avvio della fase pilota entro sessanta giorni. 

Il progetto LOOP intende delocalizzare sul territorio alcune delle attività assistenziali di bassa e media intensità di cura, portandole più vicine al paziente che non dovrà effettuare spostamenti verso il centro specialistico ospedaliero per usufruire di esami e terapie. 

“Parlare di paziente al centro - commenta in una nota Sergio Bracarda direttore del Dipartimento Oncologico dell'ospedale di Terni - non è solo un modo di dire, significa erogare servizi di qualità in tempi e modi adeguati nel rispetto delle aspettative del paziente e dei suoi caregiver. E siamo fra i primi in Italia a muoverci in tale  direzione”.

L’auspicio è che la struttura ospedaliera resti maggiormente dedicata ai pazienti ad alta complessità, liberando contestualmente risorse per mettere a punto percorsi diagnostici e terapeutici più rapidi e efficaci.
 
“Il progetto LOOP - spiega il direttore sanitario dell'Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni Alessandra Ascani - rappresenta un tassello importante per un nuovo modello delle cure ed è un esempio di vera integrazione ospedale-territorio al servizio del paziente, frutto di una percorso di proficua collaborazione fra l’Azienda ospedaliera e l’USL Umbria 2”. 

Il Dg Pasquale Chiarelli fa notare come “tutte le strutture che hanno una forte vocazione all’emergenza- urgenza siano sotto una forte pressione e il nostro ospedale non ne è esente. Modelli integrati di assistenza e cura come questo, che non possono prescindere dal fondamentale coinvolgimento delle associazioni di pazienti e familiari presenti sul territorio, sono preziosi per supportare l’efficienza e le risorse organizzative, in linea con quanto dettato dalla missione del Pnrr sul potenziamento della sanità territoriale”. 

È quanto ribadisce anche Maurizio De Cicco, presidente e amministratore delegato di Roche Italia: “La pandemia ha dimostrato che l'integrazione tra ospedale e territorio rappresenta una sfida cruciale per il Sistema Salute. Vogliamo dare il nostro contributo per rendere i percorsi di presa in carico e assistenza più equi, sostenibili e vicini ai bisogni di pazienti e caregiver”. 

Per testare il modello organizzativo di delocalizzazione ospedale-territorio è stata prevista una fase pilota che interesserà l’area eterogenea del Centro di Salute Tacito di Terni, in quanto comprensiva sia di una parte dell’area cittadina di Terni che di alcune cittadine della bassa Valnerina (Arrone, Ferentillo, Montefranco, Polino) per una popolazione complessiva di circa 45.000 abitanti. 

Le prestazioni ambulatoriali candidate ad essere delocalizzate sul territorio riguardano in particolare le visite oncologiche di controllo (follow up) e per terapie orali, visite nutrizionali, visite psiconcologiche e prelievi ematobiochimici.

09 settembre 2022
© Riproduzione riservata

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