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Ospedale di Assisi. Votata all’unanimità mozione Lega per il potenziamento

La Lega: “Un piano di valorizzazione è necessario perché avrebbe importanti potenzialità di sviluppo, anche in relazione alla mobilità attiva di pazienti provenienti da altre regioni in quanto il nosocomio” di una città che “può vantare 6 milioni di presenze turistiche annue, oltre ai 70mila residenti”. Il Pd lamenta l’assenza dell’assessore alla Sanità: “Sensazione che si approvino atti di indirizzo già destinati ad essere ignorati”.

12 MAG - L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la mozione per la valorizzazione e il potenziamento dell’ospedale di Assisi, firmata dai consiglieri Stefano Pastorelli e Paola Fioroni (Lega).

L’atto di indirizzo impegna la Giunta - è detto in un comunicato della Regione - a “definire all’interno del Piano sanitario regionale un progetto di valorizzazione e potenziamento dell’ospedale di Assisi, in considerazione del ruolo strategico che riveste e della rilevanza nazionale ed internazionale del luogo in cui è ubicato, in termini sia di presenze turistiche, sia del numero ragguardevole di utenti a cui deve prestare il servizio sanitario nel comprensorio assisano. A valutare con attenzione, per eventuali investimenti nelle attività del nosocomio, il potenziale di mobilità attiva extra regionale, che apporterebbe benefici anche al bilancio regionale”.

Illustrando l’atto in Aula, Pastorelli ha spiegato che “un piano di valorizzazione è necessario perché l’ospedale di Assisi, Comune capofila nella zona sociale, avrebbe importanti potenzialità di sviluppo, anche in relazione alla mobilità attiva di pazienti provenienti da altre regioni in quanto il nosocomio della ‘Città santuario’ italiana per antonomasia, può vantare 6 milioni di presenze turistiche annue, oltre ai 70mila residenti nel comprensorio di riferimento. L’ospedale di Assisi richiede assolutamente una connotazione e collocazione specifica anche nell’ambito dell'attuale panorama sanitario".


“Nell’ultimo decennio - ha ricordato - il nosocomio assisano è stato oggetto di un progressivo depauperamento a seguito delle scelte politiche della Giunta regionale allora in carica, che hanno determinato la chiusura di servizi fondamentali come quelli erogati dal Punto nascita e dalla Chirurgia generale. Pur ispirandosi ad una logica di integrazione e razionalizzazione dei servizi sanitari a livello regionale e nella cornice del Piano sanitario regionale, si potrebbero migliorare e potenziare notevolmente alcuni servizi già erogati dall’ospedale di Assisi rafforzando le attività ad essi afferenti e provvedere ad attivarne di nuovi o ripristinare quelli non più espletati, in attesa dell’approvazione ed attuazione futura dei progetti presentati al governo nell’ambito del ‘Piano nazionale di ripresa e resilienza', tra cui quelli di riqualificazione con adeguamento antisismico del nosocomio assisano e di telemedicina/assistenza per la continuità di cura con una Sanità ‘a portata di mano’ tra territorio ed ospedale, la cui struttura peraltro conosce i primi logorii del tempo e non gode di una condizione ottimale anche in termini di manutenzione”.

Donatella Porzi (Pd) ha affermato che “dopo la pandemia sarà comunque necessario ridisegnare la Sanità di territorio. Le scelte del passato sono legate a parametri nazionali del passato, che dovevano essere rispettati. Oggi però dovremmo votare una mozione in assenza dell’Assessore alla Sanità e senza sapere quale è il parere della Giunta in proposito. Mi dissocio dalle premesse dell’atto, ma la proposta finale la voto”.

Per Simona Meloni (Pd) “sarebbe opportuno che l’Assessore alla Sanità fosse presente quando si affrontano questi argomenti. C’è la sensazione che qui si approvino atti di indirizzo che sono già destinati ad essere ignorati. Quando abbiamo approvato la mozione sul Lago Trasimeno ci è statochiesto di allargare il dispositivo per dare la stessa attenzione a tutti i territorio. Questo dovrebbe valere anche in questo caso, prevedendo un riferimento anche agli altri territori che vivono situazioni analoghe”.

Vincenzo Bianconi (Misto) ha sottolineato che “da mesi cerchiamo di sapere quali saranno le strategie alla base del nuovo Piano sanitario. Si accavallano atti di indirizzo che auspicano il potenziamento di singoli ospedali senza che sia chiaro quale è il disegno complessivo per il futuro del servizio sanitario di questa regione. Voterò la mozione”, ha quindi annunciato.

“Abbiamo il dovere - ha detto Valerio Mancini (Lega) – di votare atti di indirizzo e leggi. Possiamo svolgere la nostra funzione votando i Piani sanitari. Con tutte queste azioni possiamo valorizzare gli ospedali, compreso quello di Assisi. L’edilizia sanitaria è rimasta molto indietro, anche l’ospedale di Città di Castello si è notevolmente ammalorato in soli 20 anni”.

Andrea Fora (Patto civico) ha osservato che in “ogni seduta ci troviamo a votare atti presentati da rappresentanti di diversi territori, questo perché non c’è una programmazione che consegni un quadro generale. Anche i consiglieri di maggioranza sono costretti a portare in Aula raccomandazioni alla Giunta per difendere singole istanze territoriali, che sommate insieme non rendono un disegno unitari”.

Michele Bettarelli (Pd) ha detto di condividere l’intervento di Fora. “Si tratta di un atto importante - ha detto - ma non si può continuare ad approvare singoli interventi, peraltro solo quando provengono dalla maggioranza. Serve un quadro complessivo in cui poter inserire queste richieste e manca un referente, come l’assessore, che durante queste discussioni è spesso assente”.

12 maggio 2021
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