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Ulss 5 Polesana. Fp Cgil: “Grave situazione, Pronto soccorso in ginocchio”

Per il segretario generale Fp Cgil Rovigo, Davide Benazzo, “di fatto il servizio di emergenza urgenza di Rovigo si è trasformato una grande medicina d’urgenza senza le risorse necessarie e con circa una quarantina di persone ferme sulle barelle dei corridoi in attesa”. Secondo il sindacato sono urgenti, da parte della direzione, azioni concrete finalizzate a determinare la possibilità al PS di trovare posti letto fruibili in tempi certi

13 GEN - Il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Rovigo della Ulss 5 Polesana è in affanno per non dire in ginocchio. A sostenerlo è lo stesso segretario generale Fp Cgil Rovigo, Davide Benazzo.  “Nella provincia di Rovigo abbiamo l’ospedale di Trecenta che è Covid Hospital – spiega Benazzo – l’ospedale di Adria che delle difficoltà come tanti altri e l’ospedale di Rovigo. Quest’ultimo ha il PS in grosso affanno. Già nel 2019 rappresentava una grossa difficoltà sulla permanenza media dei pazienti in Osservazione Breve Intensiva (OBI), oltre le 48 ore,  che per Rovigo erano il 7%, ossia il triplo della media regionale del tempo di degenza media nelle strutture internistiche”.

Ora, con la conversione da parte della Regione Veneto dai primi di dicembre 2021dell’ospedale di Schiavonia in Covid Hospital, gli utenti della bassa padovana che se si devono recare al PS vanno dritti all’ospedale di Rovigo, che per alcuni dista una manciata di chilometri.

“Da quando è stato riconvertito per la seconda volta l’ospedale di Schiavonia in Covid Hospital  abbiamo avuto un aumento degli accessi al PS di Rovigo di oltre il 30% – prosegue Benazzo – e questo sta causando un imbuto per il grande afflusso, ma soprattutto per la difficoltà alla dimissione/ricovero. Tale situazione rappresenta un dramma con decine di pazienti in attesa di trovare posto letto mentre altri devono stazionare in un PS inadatto sia dal punto di vista strutturale che per gli organici insufficienti. Di fatto, ad oggi, il servizio di emergenza urgenza di Rovigo si è trasformato una grande medicina d’urgenza senza le risorse necessarie e, come spesso accade, con circa una quarantina di persone ferme sulle barelle dei corridoi in attesa”.

La FP CGIL Rovigo chiede alla direzione dell’Azienda sanitaria azioni concrete ed urgenti che determinino la possibilità nel PS di trovare posti letto fruibili in tempi certi in modo da permettere al personale di poter gestire le urgenze che affluiscono, senza dover avere costantemente in carico pazienti già trattati, bisognosi di ricovero e cure, ma che non riescono a trovare spazio per la necessaria degenza. Inoltre, continua la nota FP CGIL provinciale è necessario un aumento degli organici, in particolare infermieristici, che permetta di far fronte all’eccezionale ed ormai ingestibile bisogno. Non è più il momento di verifiche e tentennamenti, bisogna agire subito, ne va della salute dei cittadini e della tenuta di un servizio centrale come il pronto soccorso.

“Chiediamo a gran voce alla direzione generale un urgente accordo con la sanità privata che si faccia carico anch’essa della situazione attraverso la rimodulazione dei posti accreditati e la capacità di accogliere parte dei ricoveri dal pronto soccorso”, conclude Benazzo.

Endrius Salvalaggio

13 gennaio 2022
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