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Aou di Padova. Sindacati divisi sull’accordo per gli incarichi dirigenziali

Per Anaao Assomed, Aaroi Emac, Fp Cgil e Cisl Fp “l’accordo sottoscritto scioglie definitivamente il nodo della retribuzione accessoria” ma per Anpo Ascoti, Cimo Fesmed e Snr Fassid “con le cifre espresse in euro lordi/anno, per le più elevate competenze e professionalità i medici di questo ospedale, restano l’ultima ruota del carro della sanità del Veneto con le cifre più basse”.

10 MAG - Fra i rappresentanti sindacali e l’Azienda Ospedaliera Università di Padova è stato raggiunto l’accordo sull’applicazione del nuovo CCNL in vigore dall’1 gennaio 2020 in ordine alla retribuzione per gli incarichi dei dirigenti medici e sanitari (retribuzione di posizione). Anaao Assomed, Aaroi Emac, Fp Cgil e Cisl Fp, dopo una trattativa durata un anno, hanno firmato l’accordo definendolo storico. “Storico perché - sottolinea Anaao Assomed -  finalmente è stata resa attuabile una architettura di carriera che rende reali le prospettive di crescita per tutti i dirigenti del ruolo sanitario e che valorizza in ugual modo sia le elevate capacità professionali cliniche  e sia le capacità gestionali e manageriali”.
  
“Il presidente Anpo Ascoti,Giampiero Avruscio, il segretario Cimo Fesmed Benito Ferraro e segretario Snr Fassid Emilio Pagiaro - riferisce il segretario aziendale Anaao Assomed, Maria Antonella Muraro - hanno  firmato l’accordo ma  con note a verbale, dove si critica l’equiparazione economica degli incarichi di elevata professionalità agli incarichi gestionali”.

Nel tentativo di accorciare la forbice sulla disparità di retribuzione fra le altre Ulss venete, l’accordo prevede anche la distribuzione da parte della Regione Veneto di ulteriori 2,2 milioni di euro al lordo degli oneri riflessi. Nonostante ciò, gli stessi medici, in termini retributivi rispetto a tutti gli altri medici delle varie Ulss regionali, restano fra i più penalizzati e come spiega la dott.ssa Maria Antonella Muraro, “questa penalizzazione è dovuta alla conseguenza di errori amministrativi passati e di una politica del personale penalizzante, condotta dalle precedenti Amministrazioni. L’unica soluzione che resta per equiparare gli stipendi, è un intervento adeguato della Regione Veneto sui relativi fondi”.

Fatto questo inciso, per il segretario aziendale Anaao Assomed, l’accordo sottoscritto insieme alla maggior parte delle sigle sindacali scioglie definitivamente il nodo della retribuzione accessoria in Azienda Ospedaliera -Università di Padova, fra le più basse d’Italia, e costituisce un primo passo importante verso una valorizzazione economica più consona alla professionalità presenti ed al loro ruolo.
 
Anche secondo Fabio Turato della Cisl Fp, l’accordo sulla retribuzione di posizione appena firmato resta un buon accordo che ci permette di procedere con tutto il decentrato per i dirigenti, che non sono solo i medici, ma i dirigenti medici, sanitari e delle professioni sanitarie. Ecco il motivo perché è stato un accordo lungo e anche  difficile, proprio perché sono state messe insieme tre realtà storiche diverse”. 

Di tutt’altro parere, almeno in parte, sono le tre sigle sindacali Anpo Ascoti, Cimo Fesmed e Snr Fassid, che hanno firmato il decentrato con le note a verbale. 
Giampiero Avruscio, presidente di Anpo Ascoti, si legge in una nota, ha posto la propria firma “per senso di responsabilità”, avendo in prima linea combattuto a tutti i livelli con forza e caparbietà contro la discriminazione subita da molti anni dai dirigenti medici in Azienda Ospedaliera di Padova e che ha portato all’incremento dei fondi regionali, anche se non ancora adeguati.  “Dei 2,2 milioni di euro che sono serviti – spiega Anpo Ascoti - tolti gli oneri riflessi e la spartizione fra gli 855 dirigenti dell’area sanitaria sono rimasti 1.222,80 euro/lordi pro-capite annuo e che insieme ai fondi del contratto nazionale, permettono di “equiparare” ai colleghi delle altre aziende sanitarie del Veneto lo stipendio di posizione per dai neo-assunti e fino ai 5 anni di anzianità. L’amara riflessione posta nero su bianco nelle “note a verbale” che fanno parte integrante della documentazione contrattuale, condivise anche con Benito Ferraro di Cimo Fesmed e con Emilio Pagiaro di Snr Fassid è che nonostante i (pochi) fondi derivati dal nuovo contratto nazionale, il Decreto  Calabria e il misero incremento dei fondi regionali, per le più elevate competenze e professionalità i medici di questo ospedale restiamo ancora l’ultima ruota del carro della sanità del Veneto”. 

Non c’è quindi nulla da “esultare”, fanno sapere le tre OO.SS., che dal loro punto di vista, per un contratto aziendale che da anni continua a discriminare i medici ospedalieri patavini, rendendo anche le loro pensioni più povere rispetto ai colleghi delle altre aziende sanitarie e senza alcuna volontà di “risarcimento” per il pregresso. 

“Basti pensare che in Azienda Zero, importante realtà regionale di tipo soprattutto amministrativo che non ha al proprio interno  rischio clinico dei pronti soccorso, rianimazioni, sale operatorie, ecc... non è stato firmato ancora il nuovo contratto aziendale - proseguono Anpo Ascoti, Cimo Fesmed e Snr Fassid – con stipendi di posizione notevolmente più vantaggiosi rispetto a noi. Inoltre, l’Azienda Ospedaliera di Padova costituisce un punto di riferimento Hub strategico per la Regione del Veneto per cui i medici che sono chiamati a dirigere UOSD/UOS, hanno un elevatissimo curriculum professionale e oltre a questo hanno anche il “fardello” che grava sulle proprie spalle della responsabilità  gestionale, che vuol dire rispondere non solo del proprio operato, ma anche della proprio reparto/servizio e gli esempi clinici sono innumerevoli e ben conosciuti”.

“Dispiace -concludono le tre OO.SS. - che da parte sindacale non ci sia unanimità di visione su questi punti e che non si sia voluta firmare una dichiarazione congiunta come da noi proposta, per richiedere per Padova un aumento più consistente dei fondi regionali. Dispiace altresì che qualcuno non considerando le peculiarità di questa Azienda Ospedale-Università, si ostini quasi “ideologicamente” a volere l’appiattimento delle professionalità, invece che valorizzarle al meglio, secondo competenze e responsabilità”. 

 Endrius Salvalaggio

10 maggio 2022
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