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La vittoria degli “esigenti”

26 MAG - Gentile Direttore,
una mattina, il guaritore-sciamano fustigato da una notte insonne, a causa di una scodella di radicchio trevigiano, ebbe una illuminazione taumaturgica: e se provassi con la tintura di arnica e artiglio del diavolo delle alpi? Come si fa una terapia? Con la sperimentazione in doppio cieco versus placebo. Troppo tempo e poi mi tocca corrompere i dati. Meglio il passaparola, incominciamo con i vicini a cui ho già curato i brufolii con la crema di cervo. Tempo due settimane e copriamo tutta la provincia.

Qualcuno avrà anche l’ardire di chiedere al proprio medico se questa terapia funziona e il poveretto, dopo aver consultato le sue fonti ministeriali e scientifiche, non troverà nulla e nel dubbio che è il fondamento di ogni sano atteggiamento scientifico, concluderà: non ho notizie al riguardo ma se le procura giovamento, faccia pure, male non fa. E questa è una mezza vittoria. L’altra metà sta nelle aspettative del paziente che preferisce sempre la succulenta pietanza della magia piuttosto che il brodino caldo e scotto della medicina ufficiale.
Vittoria completa: la tintura di  arnica e artiglio del diavolo delle alpi funziona. Come volevasi dimostrare.

Cosa c’è di sbagliato in tutto questo? Assolutamente nulla, se partiamo dal concetto epistemologico della cura come sollievo dalla malattia, una parvenza di benessere, da qualunque parte venga, è la benvenuta. E l’autorità della Scienza, con i suoi numeri? Nulla è cambiato, il metodo scientifico, da Galileo in poi, è sempre ben saldo nello scientismo della culturale occidentale, ma non basta più: il positivismo è finito, si è passati dall’assoluto della medicina paternalistica al relativismo della persona come misura di tutte le cose: l’individualismo della nostra epoca. Non esiste più il paziente ma l’esigente.

E’ finita l’epoca dell’ipse dixit e pacca sulla spalla, l’esigente pretende un trattamento di alta sartoria cucito su misura sulle sue esigenze, le terapie industriali di serie posso trovarle su Amazon, mi serve non il medico di base ma un personal trainer della mia salute, le medicine dell’Aifa datele ai nonnetti, noi esigenti siamo autodeterminati, decidiamo noi se una terapia è valida oppure no. Lo dice anche l’articolo 32 della Costituzione che siamo noi a decidere, il medico, al massimo, sottoscrive un consenso informato. Così è cambiata la medicina in questo ventennio, persa ogni autorevolezza ha cercato la strada dell’autorità di tipo ministeriale: ti becchi il vaccino perché lo dice la Legge. Punto e basta. Il risultato è stato devastante: insurrezione degli esigenti autodeterminati, botte da orbi con i no vax. Non poteva essere altrimenti, non si può fare medicina con i diktat e le purghe staliniane.

Una medicina che ha perso autorevolezza, perché è cambiato il tessuto sociale e rimane ferma sulle posizioni vecchie e obsolete del paternalismo terapeutico, non può trincerarsi nell’autoritarismo scientista. Così oltre a perdere la faccia si perdono anche i pazienti. La musica è finita e noi continuiamo a ballare sul lussuoso ponte del Titanic mentre la nave affonda. Il dramma è che il ponte ha anche smesso di essere lussuoso, quanti ospedali pubblici sono ormai fatiscenti e sorretti da quattro poveri disgraziati che lavorano con un occhio sul paziente e l’altro sullo scivolo pensionistico? Vince il guaritore con la sua scodella di radicchio e la tintura di arnica e artiglio del diavolo. Noi medici, abbiamo finito le munizioni e siamo passati alle pietre e ai calci negli stinchi. Ci vuole un nuovo risorgimento, ma i patrioti dove sono?

Enzo Bozza
Medico di base a Vodo e Borca di Cadore


26 maggio 2022
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