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Carenza personale sanitario. Ao di Padova, per l’Anaao mancano almeno 153 medici, 200 infermieri e 80 Oss

La sofferenza di organico sarebbe “diffusa un po’ in tutti i reparti e servizi, attenuata dalla presenza e dalla attività dei medici specializzandi”, spiega il segretario regionale Adriano Benazzato. A rischio la qualità delle cure. Intanto la Regione “è sostanzialmente ferma, in una condizione di stand by nella ‘salvifica’ attesa di questa tanto declamata ‘autonomia’”.

08 MAR - L’Azienda ospedaliera di Padova è un Hub di rilievo nazionale ad alta specializzazione ed in stretto collegamento con la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova. Conta eccellenze che spaziano dalla Cardiochirurgia alla Trapiantologia, dalla Neurochirurgia sino alla Pediatria. E’ caratterizzata dalla presenza di più di 80 reparti di degenza, 5500 dipendenti di cui 980 medici e 2400 infermieri, in grado di effettuare circa 80.000 ricoveri all’anno con più di 100.000 accessi sempre annui nei suoi Pronto Soccorsi. L’attività chirurgica conta 45.000 interventi all’anno: 870 ogni settimana, di cui il 20% in regime di day surgery e il 25% in regime ambulatoriale. I pazienti che accedono per le cure non provengono solo dalle altre regioni dello stivale, ma anche dall’estero.
 
Ma secondo le stime di Anaao Assomed, nell'Ao mancano attualmente 153 medici, circa 200 infermiere/i e 80 OSS. A spiegarci la situazione di precarietà sul personale del nosocomio, Veneto, è il Segretario regionale Adriano Benazzato.

Dr Benazzato, cosa significa prestare servizio in un ospedale così importante trovandosi a corto di personale?

La carenza di personale sanitario, medico ed infermieristico, rappresenta la “madre” di tutti i problemi per ogni ospedale grande o piccolo che sia e può comportare una serie di conseguenze anche gravi; riassumendo molto sinteticamente, la carenza di personale è causa di progressiva riduzione della sicurezza in ospedale e diminuzione della qualità e sicurezza delle cure erogate con contestuale aumento del rischio clinico. Nei fatti, nell'Azienda Ospedaliera di Padova, con la mancanza di 153 medici, circa 200 infermiere/i e 80 OSS non può garantire lo stesso elevato standard prestazionale, nemmeno attraverso l’eventuale utilizzo di medici a contratto libero professionale o procurati per il tramite di cooperative.

E’ vero che la scorsa settimana a causa di un medico assente per malattia, 18 gestanti hanno dovuto rinviare la visita?
Si è vero, è accaduto questo increscioso episodio e non sarà certo l’unico; dovremo farci l’abitudine poiché questi fatti diventeranno sempre più frequenti nei prossimi mesi, in particolare negli ospedali più piccoli e periferici.

Quale o quali sono i reparti più colpiti dalla carenza di personale?
Dalla nostra analisi, la sofferenza di organico è diffusa un po’ in tutti i reparti e servizi, attenuata dalla presenza e dalla attività dei medici specializzandi. E’ certamente più significativa, se non critica, nei Pronto Soccorsi, in Anestesia e Rianimazione, in Ginecologia ed Ostetricia, in Pediatria ed Ortopedia

Secondo Lei, la Regione ed il Dg, cosa stanno facendo per porre rimedio a queste carenze?
La Regione, a mio giudizio, sta facendo ben poco. È sostanzialmente ferma, in una condizione di stand by nella “salvifica” attesa di questa tanto declamata “autonomia” che, benché ritenuta da quest’ultima la panacea di tutti i mali, a giudizio dello scrivente non arriverà o se arriverà lo sarà tardivamente. Mentre il Dg cerca di fare quello che può, e forse anche quello che non può, in queste complesse e difficili circostanze, caratterizzate dalle sempre più crescenti criticità quotidiane.

La carenza di personale sanitario, secondo lei, può essere causa di un aumento degli episodi di malasanità?
Sicuramente. La carenza di personale sanitario può determinare od accentuare situazioni di mala organizzazione delle attività, la cui responsabilità è oggi solo in capo alla azienda sanitaria e non al personale sanitario, con conseguente aumento del rischio clinico e possibili conseguenti episodi di malasanità. Non dobbiamo dimenticare che la maggior parte di questi ultimi episodi, circa il 67% dei casi, è imputabile alla mala organizzazione.

Endrius Salvalaggio

08 marzo 2019
© Riproduzione riservata


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