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Pagamento degli straordinari. È scontro fra Ulss 5 e dirigenti medici

All’ultima riunione con la direzione per la contrattazione, “il tavolo si è rotto alla proposta della parte pubblica di pagare un forfait di 1.750 ore su 30.000 ore eseguite nel 2020”, riferiscono i sindacati. “Una proposta fatta dalla direzione polesana è irricevibile dal punto di vista contrattuale e lesiva della dignità”. Venerdì 15 ottobre le parti si ritroveranno davanti al Prefetto di Rovigo per tentare di raggiungere un accordo.

12 OTT - L’Ulss 5 Polesana vorrebbe pagare ai propri medici, che come molti altri medici si sono adoperati in questo periodo di emergenza sanitaria, solo il 5,83% delle 30mila ore di straordinario effettuate nel  2020. Una ipotesi che ha mandato su tutte le furie i Sindacati dei dirigenti medici , che hanno rotto il tavolo delle trattative e minacciano lo sciopero.

“Dati alla mano nel 2020 ogni Dirigente dell’Area Sanità (Medici, Veterinari e Dirigenti Sanitari) – spiega Davide Benazzo di FP CGIL Medici -  ha fatto una media di 180/200 ore di straordinario con punte che hanno superato le 1000/1200 ore per ogni singolo professionista, in barba a qualsiasi norma di diritto e di sicurezza sul posto di lavoro, oltre ai rischi sanitari e professionali che ne conseguono. All’ultima riunione, con la direzione per la contrattazione, il tavolo si è rotto alla proposta della parte pubblica dove su 30.000 ore fatte nel 2020, ci hanno proposto di pagarne a forfait 1.750. Sembra impossibile, ma è così”.

Secondo i sindacati Fp Cgil Medici, Cimo Fesmed, Aaroi Emac, Anaao Assomed,  Uil Fpl, Fvm E Fassid, la proposta presentata dalla direzione polesana è “irricevibile dal punto di vista contrattuale e lesiva della dignità per chi da quasi due anni sta affrontando una situazione drammatica senza precedenti, oltre al danno ad un settore messo in ginocchio dai tanti anni di tagli e che, malgrado tutto, è riuscito a far fronte alla pandemia. Ora la beffa di una proposta inconcepibile che contesteremo davanti al Giudice del Lavoro”.


La cosa grave, sostengono le sette sigle sindacali, e che ha portato allo stato di agitazione, risiede ne fatto che proporre il pagamento delle ore di straordinarie a forfait “rispecchia la mancanza di volontà di affrontare una situazione drammatica e che viene costantemente messa sotto il tappeto”. La questione della carenza di personale.

“Alla direzione - spiegano i sindacati - avevamo chiesto una seria ed urgente riflessione per un sistema che rischia il collasso e l’ingovernabilità, soprattutto in una provincia come la nostra che già soffre per conformità geografica della periferizzazione di un sistema sanitario concentrato nei grossi centri e che negli ultimi 25 anni ha desertificato e privatizzato il territorio. Ma la risposta ricevuta al tavolo di contrattazione ci conferma che manca la volontà di affrontare in profondità il problema”.

“E’ arrivato il momento delle risposte, altrimenti attiveremo tutte le iniziative come il blocco dello straordinario e sciopero fino a quando la politica, la ULSS 5 e la Regione Veneto, non si assumeranno la responsabilità di fare le necessarie scelte organizzative e di investimento… Diversamente dovranno assumersi la responsabilità di questa protesta con le disastrose conseguenze su di un sistema già fragile e dove a pagarne il prezzo sarà il nostro territorio, già debole, ed i cittadini che vi abitano”, avvisa Davide Benazzo di Fp Cgil Medici, che si fa da portavoce dei sindacati.

Ora la vertenza passa al tentativo di trovare una soluzione venerdì. 15 ottobre, dove si troveranno davanti al Prefetto di Rovigo le OO.SS. della dirigenza medica con la direzione della Ulss 5 Polesana.

Endrius Salvalaggio

12 ottobre 2021
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