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QS Edizioni - giovedì 23 maggio 2019

Governo e Parlamento

Morbillo. Pronto il Piano del Ministero. Vaccinazione trivalente obbligatoria per concorsi Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco. Ma anche per i corsi Erasmus e per iscriversi alle Società sportive

immagine 5 marzo - Questa una delle novità del Piano trasmesso alle Regioni. Ma l'obiettivo principale è quello di raggiungere i nati tra 1975 e 2000 non vaccinati (2,5 milioni di persone), dal momento che quelli nati dal 2001 sono già oggi oggetto di mirate attività di recupero vaccinale. Gli obiettivi generali da raggiungere entro il 2023 sono: eliminare il morbillo e la rosolia endemici e mantenere l'incidenza della rosolia congenita a meno di 1 caso per 100.000 nati vivi. IL DOCUMENTO
Pronto il nuovo Piano nazionale per l’eliminazione di morbillo e rosolia 2019-2023. Il documento, elaborato dal Ministero della Salute, è stato trasmesso alle Regioni per le osservazioni che, qualora arriveranno, verranno discusse nel corso di una riunione tecnica il prossimo 12 marzo. Diverse le novità introdotte dal nuovo Piano che punta, in particolare, a raggiungere, attraverso molteplici iniziative, i nati tra 1975 e 2000 calcolati in circa 2,5 milioni di persone, dal momento che quelli nati dal 2001 sono già oggi oggetto di mirate attività di recupero vaccinale. Il tutto per raggiungere l'obiettivo di eliminazione del morbillo entro il 2023.
 
Per la prima volta, inoltre, Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco si impegnano alla "verifica dello stato vaccinale al momento dei concorsi per le nuove assunzioni, individuando tra i criteri di esclusione l’assenza della vaccinazione trivalente morbillo-parotite-rosolia". Ma le novità non finiscono qui. Il requisito delle vaccinazioni viene esteso anche all'Agenzia nazionale giovani e così, l’assenza della vaccinazione trivalente morbillo-parotite-rosolia potrebbe diventare criterio per l'esclusione dal programma Erasmus. Ma non solo senza vaccino Mpr poterbbe essere preclusa anche l'iscrizione a società sportive e gare. Il tutto ovviamente andrà discusso tra il Ministero della Salute e i Ministeri e le Agenzie nazionali competenti.
 
Gli obiettivi generali da raggiungere entro il 2023 sono:
- Eliminare il morbillo endemico (incidenza <1 caso di morbillo/1.000.000 popolazione)
- Eliminare la rosolia endemica (incidenza <1 caso di rosolia/1.000.000 popolazione)
- Mantenere l’incidenza della rosolia congenita a meno di 1 caso per 100.000 nati vivi.
 
Nel documento, inoltre, vengono ribaditi i seguenti obiettivi specifici:
1. Raggiungere e mantenere una copertura vaccinale ≥95% per la prima dose di vaccino contro il morbillo e la rosolia entro i 24 mesi di vita e per la seconda dose a 5-6 anni, a livello nazionale, regionale e di ASL e ≥90 % in tutti i distretti, attraverso l’uso del vaccino MPR o MPRV che consente di perseguire anche l’obiettivo di controllo della parotite;
 
2. Aumentare la copertura vaccinale negli adolescenti e negli adulti suscettibili attraverso la realizzazione di iniziative vaccinali supplementari;
 
3. Aumentare la copertura vaccinale nei soggetti a rischio di qualsiasi età, con particolare attenzione per: operatori sanitari e scolastici, militari, gruppi “difficili da raggiungere” quali i nomadi e alcuni gruppi etnici, attraverso l’attuazione di azioni efficaci;
 
4. Ridurre la percentuale di donne in età fertile, suscettibili alla rosolia, a meno del 5%;
 
5. Migliorare la segnalazione dei casi;
 
6. Potenziare la sorveglianza del morbillo, della rosolia, della rosolia in gravidanza e della rosolia congenita;
 
7. Migliorare l’indagine epidemiologica e la gestione dei casi di morbillo e di rosolia e dei focolai;
 
8. Migliorare il monitoraggio e la valutazione degli eventi avversi a vaccino;
 
9. Migliorare la disponibilità di informazioni scientifiche relative a morbillo e rosolia da diffondere tra gli operatori sanitari e tra la popolazione generale.

Obiettivo 1. Raggiungere e mantenere una copertura vaccinale >95% per la prima dose di vaccino contro il morbillo e la rosolia entro i 24 mesi di età e per la seconda dose a 5-6 anni, a livello nazionale, regionale e di ASL e > 90 % in tutti i distretti, attraverso l’uso del vaccino MPR o MPRV 
Diverse le azioni proposte per raggiungere quest'obiettivo, quali, ad esempio, la realizzazione o il consolidamento di una anagrafe informatizzata completa ed aggiornata della popolazione target in tutte le regioni, interoperabile con quella nazionale; il dare sempre la priorità alla vaccinazione MPR/MPRV suggerendo di posticipare le vaccinazioni anti-pneumococcica e anti-meningococcica; utilizzare tutte le occasioni opportune (visita al centro vaccinale o dal pediatra) per verificare lo stato vaccinale del bambino e vaccinarlo se necessario; anticipare la somministrazione della seconda dose nei bambini che si recano in aree geografiche ad alto rischio; e in presenza di focolai di morbillo (inclusi quelli nelle comunità infantili, come scuole dell’infanzia, centri sportivi, ludoteche, etc), oltre ad offrire la vaccinazione ai contatti mai vaccinati in precedenza, offrire la seconda dose ai contatti vaccinati con una sola dose, anche se si tratta di bambini di età < 5 anni.
 
Obiettivo 2. Aumentare la copertura vaccinale negli adolescenti e negli adulti suscettibili attraverso la realizzazione di iniziative vaccinali supplementari
Si suggerisce qui, per interrompere la circolazione del virus, di indirizzare le attività supplementari di vaccinazione verso i soggetti nati dopo il 1975. In ogni caso si chiarisce che, in considerazione del loro rischio più elevato di contrarre il morbillo e/o di avere un decorso grave in caso di malattia, l’essere nati prima del 1975 non dovrebbe essere accettata come evidenza di immunità negli operatori sanitari, nelle donne in gravidanza e nelle persone con deficit immunitari. Si sottolinea poi la necessità di completare le azioni di recupero dei minori fino a 16 anni, come previsto dalla legge Lorenzin. Altro suggerimento è quello di sfruttare le occasioni opportune di qualunque tipo e, in particolare, altre vaccinazioni (vaccinazioni per i viaggiatori, ecc.), certificazioni (iscrizione a società sportive, altre certificazioni), ricoveri, altre visite mediche dal pediatra/medico di base, per somministrare il vaccino MPR o promuovere la vaccinazione.
 
Obiettivo 3. Aumentare la copertura vaccinale nei soggetti a rischio di qualsiasi età, con particolare attenzione per: operatori sanitari e scolastici, militari, gruppi “difficili da raggiungere” quali i nomadi e alcuni gruppi etnici, attraverso l’attuazione di azioni efficaci
Qui si punta ad acquisire informazioni sulla presenza e numerosità dei gruppi di popolazione difficile da raggiungere (nomadi, Roma/Sinti) nel territorio della ASL e considerare le modalità più opportune per offrire attivamente la vaccinazione ai soggetti suscettibili. Ci si concentra inoltre sul personale sanitario e scolastico offrendo loro la vaccinazione MPR al momento dell’assunzione. Viene inoltre richiesto di segnalare lo stato immunitario nei confronti del morbillo (documentazione scritta di avvenuta vaccinazione o malattia) degli operatori già assunti e proporre la vaccinazione/vaccinare i soggetti suscettibili. Si punta poi ad individuare un indicatore specifico sulla copertura immunitaria degli operatori sanitari nella valutazione dei Direttori Generali ed uno per il sistema regionale di Accreditamento delle strutture sanitarie.
 
Obiettivo 4. Ridurre la percentuale di donne in età fertile, suscettibili alla rosolia, a meno del 5%
Il suggerimento è quello di informare e formare gli operatori sanitari (in particolare i MMG, i pediatri di famiglia, i ginecologi, le ostetriche, i neonatologi, i medici competenti, i medici scolastici) sui rischi della rosolia e del morbillo in gravidanza, sui benefici e rischi della vaccinazione MPR, sulle false controindicazioni alla vaccinazione, sulla sicurezza della vaccinazione nel post-partum, e sull’importanza di utilizzare tutte le occasioni opportune per informare le donne, prima e durante l’età fertile, verificarne la situazione immunitaria e offrire attivamente la vaccinazione alle donne suscettibili o indirizzarle ai servizi vaccinali. Devono essere considerate suscettibili le donne senza documentazione scritta di avvenuta vaccinazione antirosolia (una dose) o di positività per anticorpi IgG rosolia-specifici. Si richiede, inoltre, di vaccinare le donne straniere al loro primo contatto con il sistema sanitario.
 
Obiettivo 5. Migliorare la segnalazione dei casi
Nel documento si sollecita ad informare e formare i MMG, i pediatri di famiglia e i medici ospedalieri inclusi i medici di Pronto Soccorso, i medici infettivologi ed i neurologi, della necessità di segnalare i casi sospetti di morbillo secondo le modalità e i tempi previsti dal sistema di sorveglianza integrata di morbillo e rosolia; e ad informare gli stessi della necessità di segnalare i casi sospetti di morbillo e rosolia anche secondo le modalità e i tempi previsti dal sistema routinario di notifica per le malattie di classe II.
 
Obiettivo 6. Potenziare la sorveglianza del morbillo, della rosolia, della rosolia in gravidanza e della rosolia congenita
Qui, tra le azioni suggerite troviamo: avviare tempestivamente l’indagine epidemiologica per ogni caso sospetto di morbillo e rosolia, inclusa la conferma di laboratorio della diagnosi, e segnalare tempestivamente il caso al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità. Garantire una sorveglianza dei casi sospetti di morbillo e di rosolia, epidemiologica e di laboratorio, in grado di stabilire se si tratta di un caso sporadico o appartenente a un focolaio e classificarlo come autoctono o importato, possibile, probabile o confermato (vedi definizioni di caso aggiornate secondo la normativa europea del 2018, con l’inserimento nella piattaforma web della sorveglianza integrata morbillo-rosolia. Diffondere ai pediatri un protocollo operativo per il follow-up dei bambini nati da madri con rosolia accertata in gravidanza.Informare e formare i MMG, i ginecologi e gli ostetrici della necessità di segnalare i casi sospetti di rosolia in gravidanza.
 
Obiettivo 7. Migliorare l’indagine epidemiologica e la gestione dei casi di morbillo e di rosolia e dei focolai
Si suggerisce di attivare tempestivamente l’indagine epidemiologica in presenza di un caso o di un focolaio di morbillo, per poter attuare in tempo utile le misure di controllo della diffusione del virus; e di offrire attivamente la vaccinazione ai contatti suscettibili di casi di morbillo entro 72 ore dall’esposizione, a partire dai 6 mesi di età. Nel caso di bambini sotto i 6 mesi di età, donne in gravidanza suscettibili e soggetti immunodepressi, in cui il rischio di complicanze è aumentato se dovessero sviluppare la malattia, si raccomanda di somministrare le IgG preferibilmente entro le 72 ore e, comunque, non oltre i 6 giorni dall’esposizione, previa valutazione del rischio epidemiologico e clinico effettuata dall’operatore sanitario responsabile. In presenza di un aumentato numero di segnalazioni di casi di morbillo o rosolia, allertare i medici di medicina generale, i pediatri, i ginecologi e i medici ospedalieri e di Pronto Soccorso.
 
Obiettivo 8. Migliorare il monitoraggio e la valutazione degli eventi avversi a vaccino
Tra le azioni previste troviamo quella di informare i servizi vaccinali della necessità di segnalare tutti gli eventi avversi a vaccinazione e di informare anche i cittadini della possibilità per loro di effettuare la segnalazione online. Attivare in ogni regione un Centro regionale per la vaccinovigilanza con referenti possibilmente a livello di singola ASL. Effettuare un’analisi semestrale degli eventi avversi.
 
9. Migliorare la disponibilità di informazioni scientifiche relative a morbillo e rosolia da diffondere tra gli operatori sanitari e tra la popolazione generale
Si punta a diffondere il nuovo Piano in tutte le ASL, servizi vaccinali e professionisti coinvolti (inclusi i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i ginecologi sia del settore pubblico che del settore privato). Organizzare incontri e seminari per sensibilizzare medici e pediatri di libera scelta, ginecologi (sia del servizio pubblico che del settore privato), neonatologi, e laboratoristi nei confronti di morbillo e rosolia, coinvolgendo anche altre figure professionali quali medici sportivi, medici del lavoro, medici competenti. Coinvolgere anche i medici ospedalieri (es. pediatri che seguono bambini diabetici o con altre patologie croniche o congenite) per informarli, in particolare, sulle false controindicazioni alla vaccinazione MPR.
 
Istituire una Alleanza italiana per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, per perseguire l’obiettivo di coinvolgere le Istituzioni sanitarie nazionali e regionali, la professione medica in generale, le Società Scientifiche e la Società civile, altri possibili stakeholder per il sostegno e la promozione degli sforzi di eliminazione e per facilitare azioni di advocacy a ogni livello. Si punta infine ad organizzare un'ampia campagna di informazione a livello nazionale.
 
Giovanni Rodriquez
5 marzo 2019
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