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QS Edizioni - sabato 22 giugno 2024

Lettere al Direttore

Certificati e note limitative, tre proposte per alleggerire il carico burocratico dei mmg 

di Antonio Galli
immagine 23 maggio - Gentile Direttore,
l’enorme carico burocratico riempie le giornate lavorative del Medico di Medicina Generale. Forse la metà dell’attività consiste nel riempire moduli e nel certificare: faccio tre esempi con relative proposte per semplificare le cose.

Uno degli impegni maggiori che il medico si trova ad affrontare è la certificazione a fini Inps dei giorni di malattia. Per almeno il 50%, ma forse sono di più, e l’Inps conosce senz’altro i dati reali, si tratta di prognosi di malattie di durata non superiore ai 3 giorni, che negli altri paesi europei sono autocertificate dal lavoratore stesso. In Italia per certificare queste malattie, anche per un giorno e per patologie non oggettivabili, occorre la visita domiciliare o ambulatoriale di un medico. Se p.e. un paziente viene in ambulatorio la sera, riferisce una cefalea avuta al mattino per cui non è andato al lavoro, il medico cosa può fare? Gli crede sulla parola e certifica: prognosi: un giorno! Negli altri paesi europei il cittadino per questo motivo non va a intasare gli ambulatori medici.

Prevedere che sia il lavoratore a autocertificare i primi tre giorni di malattia come avviene negli altri paesi europei sarebbe una soluzione; sarebbe di grande aiuto anche solo la possibilità di poterlo fare per il primo giorno di malattia, ovviamente prevedendo un tetto massimo annuale di giorni e un sistema che premi chi non ne usufruisca. Se questa autocertificazione non fosse proprio possibile in Italia per una serie di motivi, auspico che sia consentita e normata la televisita per malattie con prognosi di 1-2 giorni. Questa possibilità darebbe un taglio notevole all’intasamento degli ambulatori.

Un altro compito che il nuovo Accordo Collettivo Nazionale assegna alla Medicina Generale è rappresentato dai certificati di malattia professionale e di infortunio del lavoro. In Italia esiste un istituto che si occupa degli infortuni sul lavoro: l’Inail. Questi certificati che dovrebbero essere inviati per via telematica sono, a differenza di quelli Inps, farraginosi, con dati da ripetere almeno tre volte da parte del sanitario, tra cui anche il nome della ditta del lavoratore con relativo indirizzo legale. E’ urgente semplificare la redazione di questi certificati, facendo sì che contengano solo dati clinici e non quelli di uso amministrativo, che potranno essere estratti in un secondo momento da chi interessato dalla banca dati dell’Istituto. Insomma, sarebbe necessario avere un modello di certificato per gli infortuni sul lavoro semplificato e con una possibilità di trasmissione come il sistema TS, già in uso per quelli di malattia Inps.

Terza esempio: esistono le note limitative alla prescrizione dei farmaci, sono un centinaio, alcune molto complesse, anche per farmaci che ormai costano poco e che dovrebbero a mio parere essere resi disponibili a tutti i cittadini nell’ottica di una reale medicina preventiva, nel rispetto delle schede tecniche. Mi riferisco ai farmaci per il colesterolo come le statine, la cui concessione, se leggessimo integralmente la famigerata nota 13 per ogni nuova somministrazione, richiederebbe almeno un’ora.

Quindi un profondo riordino delle note sarebbe un altro grande aiuto per la Medicina Generale e per tutti i medici. Spero che la nuova dirigenza dell’Aifa prenda in mano il sistema delle note limitative, razionalizzandole e riducendone il numero, insomma rendendo il loro uso più agevole.

Antonio Galli
Medico di Medicina Generale
S. Miniato (Pi)
23 maggio 2024
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