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QS Edizioni - venerdì 5 giugno 2020

Lettere al Direttore

Dalla Consulta salute mentale gravi affermazioni sugli psicologi

immagine 10 maggio - Gentile Direttore,
abbiamo avuto modo di leggere le riflessioni della Conferenza Salute Mentale in merito al numero verde di “supporto psicologico” attivato dal Ministero della Salute. In un periodo nel quale lo stress sociale è elevatissimo e la sensibilità individuale e collettiva ai continui allarmi cui siamo sottoposti è straordinario, ci stupisce sentire utilizzato il termine “allarme” per una iniziativa del Ministero della Salute.
 
Le parole sono pietre e l’utilizzo della parola “allarme” meriterebbe una particolare attenzione.
Prima di entrare nel merito delle riflessioni proposte dalla Conferenza forse è opportuno evidenziare alcuni punti salienti:
- all’iniziativa del Ministero, partecipano gli Psicologi accreditati dalla Protezione Civile i quali hanno dato ottima prova in tutte le situazioni emergenziali vissute dai cittadini italiani negli ultimi 30 anni. Sono tutti dotati di una specifica e consolidata formazione teorica e “sul campo”. L’iniziativa è perfettamente in linea con le indicazioni di tutti i protocolli e linee guida nazionali ed internazionali, a partire dal DPCM del 29/8/2006, dalle indicazioni dell’OMS relative al Primo Soccorso Psicologico e ancora quelle recentissime dell’IASC, forum delle Nazioni Unite per le emergenze umanitarie (Guidelines on Mental Health and Psychosocial Support in Emergency Settings);
 
- agli Psicologi della Protezione Civile che offrono una consultazione di primo livello si aggiunge, eventualmente, un secondo livello di intervento con 4 colloqui di sostegno gratuiti. Gli Psicologi e Psicoterapeuti impegnati nell’attività di secondo livello sono professionisti specializzati, associati alle Società Scientifiche riconosciute già da tempo, dal Ministero della Salute in base al DM 2 agosto 2017 attuativo della Legge 24/17. Ed in questo ambito ci sono anche i servizi di ascolto attivati da molte Università italiane. Tutti gli Psicologi e Psicoterapeuti impegnati sono volontari che hanno deciso di dedicare parte del loro tempo e della loro professionalità e competenzaa un obiettivo umanitario ma anche profondamente preventivo. Inoltre lo stesso Ministero ha da subito evidenziato che l’attivazione del “numero verde” non vuole essere l’unica risposta né sostituire le altre risposte in questo campo.
 
E’ evidente che il servizio attivato dal Ministero della Salute, si affianca all’assistenza psicologica che gli oltre 6.000 Psicologi dipendenti del Servizio Sanitario già offrono ai cittadini.
 
Ruolo di spalla attribuito al sistema dei servizi di salute mentale.
Si ritiene che ciò non corrisponda alla realtà dei fatti. Perché? Le risposte sono molteplici e si proverà in poco spazio ad evidenziarle.
La riflessione della Conferenza non tiene conto del contesto attuale e ciò determina una semplificazione che non aiuta, anzi distorce, la comprensione del tema di cui si vuole discutere. Stiamo parlando dell’iniziativa del Ministero della Salute denominata: “Supporto psicologico Covid-19”. Come dice la denominazione si tratta di una attività che riguarda specificamente le competenze della professione psicologica.
 
Per definire ancor meglio il contesto nel quale ci si deve muovere per articolare un confronto ed una discussione ecco alcuni dati: gli Psicologi dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale sono circa 6.000. Di questi. 1/3 circa 2.000, sono inseriti nelle articolazioni dei Dipartimenti di Salute Mentale, con prevalenza dei CSM. 1.000 Psicologi sono inseriti nelle strutture ospedaliere. Gli altri 3.000 sono presenti in tutte le articolazioni delle Aziende Sanitarie (consultori familiari, dipendenze, distretti ecc.). Quali siano queste articolazioni/attività sanitarie aziendali nelle quali questi 3.000 Psicologi sono presenti, lo ricaviamo dai LEA, Livelli Essenziali di Assistenza. A titolo esemplificativo, Cure palliative domiciliari (art. 23), Assistenza sociosanitaria ai minori, alle donne, alle coppie, alle famiglie (art. 24), Assistenza sociosanitaria ai minori con disturbi in ambito neuropsichiatrico e del neurosviluppo (art. 25), Assistenza sociosanitaria alle persone con disturbi mentali (art. 26), Assistenza sociosanitaria alle persone con disabilità (art. 27), Assistenza sociosanitaria alle persone con dipendenze patologiche (art.28).
Sono citati solo alcuni degli articoli dei LEA vigenti. In tutti gli articoli citati troviamo i seguenti interventi: colloqui psicologico-clinici, colloqui di sostegno, di supporto, psicoterapia individuale, di coppia, familiare, di gruppo ecc.
È evidente come l’attività psicologica di supporto deve essere garantita in una miriade di servizi e strutture del Servizio Sanitario Nazionale.
 
E’ un errore concettuale, scientifico e metodologico immaginare che l’attività di supporto psicologico possa essere di esclusiva competenza della Salute Mentale e dei DSM e che l’ambito della Psicologia e della Psichiatria siano coincidenti. L’attività di supporto psicologico certamente deve essere garantita dai 2.000 Psicologi che lavorano nei Dipartimenti di Salute Mentale, ma essa deve essere fornita, come previsto dai LEA, anche dagli altri 4.000 Psicologi che lavorano in tutti gli altri servizi delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere.
Questi dati ci fanno capire quanto sia insufficiente l’offerta. Infatti gli Psicologi presenti nel SSN sono pochi, in tempi normali riescono a rispondere al 25% delle richieste. Per giunta sono l’unica professione che non ha, per standard nazionale, un coordinamento autonomo. Questa è una lacuna che pagano i cittadini italiani in termini di efficienza dei servizi.
 
Quello che serve con urgenza è un reclutamento significativo di Psicologi e Psicoterapeuti per assolvere ai compiti assegnati dai LEA, dal Piano delle Malattie Croniche, dalla legge sul dolore e cure palliative, dalla legge sui consultori, e così via, ivi compresi gli interventi in ambito gli interventi in ambito preventivo in corso di gravidanza e di puerperio, sulla genitorialità, di tipo neuropsicologico per affrontare i deficit cognitivi, ecc. Come l’Ordine degli Psicologi chiede da tempo e come 8 italiani su 10 chiedono a gran voce (Istituto Piepoli per CNOP aprile 2020).
 
Condividiamo certamente la riflessione della Conferenza quando si chiede un rilancio delle assunzioni nella Salute Mentale. Tanto più che questi servizi sono deputati ad affrontare le crisi e le situazioni più gravi e già in tempi normali faticano a dare risposte che servono.
 
Si ritiene assolutamente offensivo ipotizzare, come viene fatto, che gli Psicologi si siano proposti come volontari solo perché “sono in cerca di occupazione”, negando ogni spirito di solidarietà che invece la categoria ha mostrato. I medici, gli infermieri e altri operatori sono stati in prima linea nei reparti Covid, gli Psicologi in migliaia sono stati in prima linea in modo solidaristico tenendo conto delle condizioni dell’emergenza e delle linee guida internazionali.
 
Altrettanto grave è l’affermazione che gli psicologi e psicoterapeuti si prestano per reclutare pazienti come se non esistessero delle regole chiare sia nel numero verde che nel Codice Deontologico della professione. L’attività degli psicologi e degli psicoterapeuti che prestano opera solidale e gratuita per il numero verde di “Supporto psicologico” è regolata da una precisa Convenzione con il Ministero della Salute che garantisce totale trasparenza e assenza di conflitti di interesse. Riteniamo che ci debba essere rispetto per tutti i professionisti.
 
In conclusione c’è un errore di fondo: il supporto ed il sostegno è una prestazione professionale specifica degli Psicologi, in quanto tale non può essere confusa con la Salute Mentale in senso stretto, anche se può esserne una parte. Le prestazioni degli Psicologi e Psicoterapeuti devono essere disponibili e dunque implementate erogate in tutti i servizi sanitari, e non solo nei DSM, se vogliamo rispettare i LEA e i bisogni crescenti della popolazione.
 
I tagli alla sanità hanno prodotto gravi danni a cui tutti noi assistiamo. Le necessità crescenti di prevenzione e cura psicologica impongono una risposta rapida da parte delle Istituzioni. Non far fronte a questa richiesta crescente, a questi bisogni impellenti crea notevole danno ai cittadini e le affermazioni della Consulta creano una grave confusione che non aiuta certamente né a risolvere questa esigenza generale né tantomeno le specifiche esigenze dei CSM.
 
 
Le Associazioni di Psicologia dell’Emergenza
 
Rita Di Iorio
Presidente Centro Alfredo Rampi

 
Pierluigi Policastro
Responsabile nazionale Psicologi CISOM – Corpo Italiano di soccorso dell’Ordine di Malta
 
Donatella Galliano
Presidente Federazione Psicologi per i Popoli
 
Roberto Ferri
Presidente SIPEM SoS Federazione – Società Italiana Psicologia dell’Emergenza
 
 

Società Scientifiche di Area Psicologica
 
Fabio Tosolin
Presidente AIAMC – Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva
 
Alessandra De Coro
Presidente AIPA – Associazione Italiana Psicologia Analitica
 
Santo Di Nuovo
Presidente AIP – Associazione Italiana di Psicologia
 
Alessandra Onida
Presidente AISN –Associazione Italiana Specialisti in Neuropsicologia
 
Gloria Soavi
Presidente CISMAI – Coordinamento Italiano per i Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia
 
Isabel Fernandez
Presidente EMDR – Associazione per l’EMDR in Italia
 
Luisa Martini
Presidente FIAP – Federazione Italiana delle Associazioni di Psicoterapia
 
Mario Sellini
Presidente Form-AUPI
 
Maria Antonietta Fenu
Presidente SIEFPP - Soci Italiani European Federation for Psychoanalytic Psychotherapy
 
Costanza Papagno
Presidente SINP – Società Italiana di NeuroPsicologia
 
Marco Bellani
Presidente S.I.P.O. – Società Italiana di Psico-Oncologia
 
Elena Bravi
Presidente SIPSOT – Società Italiana di Psicologia dei Servizi Ospedalieri e Territoriali
 
Matteo Sozzi
Presidente SPAN - Società degli Psicologi dell'Area Neuropsicologica
 
Anna Nicolò
Presidente SPI – Società Psicoanalitica Italiana
 
Rossella Aurilio
Presidente S.I.P.P.R. – Società Italiana di Psicologia e Psicoterapia Relazionale
 
Rita Ardito
Presidente SITCC – Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva 

 
 
 
Note bibliografiche:
I.A.S.C “Guidelines on Mental Health and Psychosocial Support in Emergency Settings” in  http://www.who.int/hac/network/interagency/news/iasc_guidelines_mental_health_psychososial.pdf?ua=1  
https://www.who.int/mental_health/emergencies/9781424334445/en/
https://www.nctsn.org/treatments-and-practices/psychological-first-aid-and-skills-for-psychological-recovery
WHO guidelines on conditions specifically related to stress in http://www.who.int/mental_health/emergencies/stress_guidelines/en/
Assessment and Management of Conditions Specifically Related to Stress in http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/85623/1/9789241505932_eng.pdf?ua=1&ua=1
Manifesto di Carcassonne - Atelier Europeo sull’intervento psicosociale nelle emergenze
aprile 2003
10 maggio 2020
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