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QS Edizioni - giovedì 22 agosto 2019

Regioni e Asl - Piemonte

AO Alessandria. Dopo il referto che indicava l’omosessualità del paziente incontro con le organizzazioni Lgbtqi

immagine 15 luglio - Le organizzazioni – secondo quanto riferito dall’Azienda - hanno apprezzato i chiarimenti forniti, sottolineando come “l’iter indicato sia quello di accoglienza della persona e tutela della salute e della privacy che varie associazioni a tutela dei diritti LGBTQI condividono come istanza a livello nazionale”.
Come anticipato sabato scorso l'AO di Alessandria ha incontrato oggi le organizzazioni LGBTQI per illustrare le procedure che vengono eseguite nella Struttura di Malattie Infettive.
 
Alle organizzazioni presenti – Tessere le Identità, Casa di Quartiere, TLI e Tribunale dei Diritti del Malato – è stata illustrata dal dr. Guido Chichino, direttore della Struttura di Malattie Infettive, la gestione del percorso del paziente e la specificità del reparto, che avviene nel rispetto della riservatezza, della privacy e della tutela del paziente.
 
La raccolta durante l’anamnesi dei dati utili per il quadro più preciso possibile del processo di cura – spiega una nota dell’azienda - avviene nel rispetto del dato oggettivo e con approccio rigorosamente scientifico: nel campo delle malattie infettive l’epidemiologia è fondamentale.
 
La documentazione sanitaria è riservata, il personale opera nel rispetto della privacy e del segreto d’ufficio. La lettera di dimissione è un riassunto del percorso del ricovero, che viene consegnata normalmente in busta chiusa, salvo casi particolari, ad esempio terapie complesse per pazienti anziani, dove il personale si assicura che siano comprese e seguite.
 
La lettera di dimissioni – spiega ancora la nota - è un documento riservato e destinato esclusivamente al paziente e può essere modificata con l’omissione di alcuni dati, come accade, a seguito di specifica richiesta dei pazienti direttamente al reparto.
 
Le organizzazioni – secondo quanto riferito dall’Azienda - hanno apprezzato i chiarimenti forniti, sottolineando come “l’iter indicato sia quello di accoglienza della persona e tutela della salute e della privacy che varie associazioni a tutela dei diritti LGBTQI condividono come istanza a livello nazionale”.
 
Durante l’incontro è emersa inoltre la volontà da parte delle organizzazioni e dell’Azienda a  proseguire la collaborazione per la sensibilizzazione verso ogni orientamento sessuale e identità di genere, azione che sarà concretizzata con interventi utili a incrementare quanto già realizzato, anche per sottolineare alcuni aspetti specifici come l’importanza della vaccinazione o l’importanza del test HIV.
 
Le organizzazioni hanno inoltre ricordato che qualora venga percepita una discriminazione, esiste lo sportello provinciale UNAR che agisce in qualità di mediatore.
15 luglio 2019
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