toggle menu
QS Edizioni - domenica 22 maggio 2022

Scienza e Farmaci

Epatiti sconosciute tra i bambini. I casi in UK salgono a 108 e 8 già sottoposti a trapianto. Adenovirus il maggiore indiziato ma non si escludono il Covid o altre cause

immagine 21 aprile - Mentre è del tutto esclusa l’ipotesi di un nesso con la vaccinazione anti Covid considerando che nessuno dei bambini coinvolti è stato vaccinato. Il 77% dei casi è risultato positivo all’adenovirus ma si stanno comunque studiando altri possibili fattori, come un'altra infezione (incluso COVID-19) o una causa ambientale.
La UK Health Security Agency (UKHSA) insieme a Public Health Scotland, Public Health Wales e Public Health Agency stanno continuando a indagare sull'aumento dei casi di epatite a insorgenza improvvisa (infiammazione del fegato) nei bambini di età pari o inferiore a 10 anni da gennaio 2022, per le quali non stati rilevati i virus oggi conosciuti che causano l'epatite infettiva (epatiti da A a E). 

L’ultimo aggiornamento dei casi odierno segnala ulteriori 34 portando il numero totale di casi a 108. Tutti i bambini colpiti si sono presentati ai servizi sanitari tra gennaio 2022 e il 12 aprile 2022.

Dei casi confermati, 79 sono in Inghilterra, 14 in Scozia e il resto in Galles e Irlanda del Nord.

Di questi casi, 8 bambini hanno ricevuto un trapianto di fegato.

Le autorità britanniche hanno innanzitutto sottolineato che non vi è alcun legame con il vaccino contro il coronavirus (COVID-19) come evidente dal fatto che nessuno dei casi attualmente confermati nel Regno Unito è noto per essere stato vaccinato.

L'indagine, comprese le informazioni dai campioni dei pazienti e dai sistemi di sorveglianza, continua invece a indicare un collegamento con l'infezione da adenovirus tant’è che il 77% dei casi testati è risultato positivo all'adenovirus. 

Tuttavia, sottolineano le autorità sanitarie, poiché non è normale vedere questo modello di malattia da adenovirus, si stanno comunque studiando altri possibili fattori, come un'altra infezione (incluso COVID-19) o una causa ambientale.

Allo studio anche un possibile cambiamento nel genoma dell'adenovirus.

Le normali misure igieniche come il lavaggio accurato delle mani e una buona igiene respiratoria completa, ricordano le autorità britanniche, aiutano in ogni caso a ridurre la diffusione di molte infezioni comuni, incluso l'adenovirus.
21 aprile 2022
© QS Edizioni - Riproduzione riservata