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Riforma sanità Usa. Il 31 marzo ultimo giorno per assicurarsi. E lo stesso Obama scende in campo per convincere gli ultimi indecisi

Rush finale per la campagna di arruolamento degli americani per la stipula di un’assicurazione sanitaria, come previsto dalla riforma Obama. Chi non si assicurerà sarà sanzionato. Ma Obama, dal canale di WebMD, assicura: "Sanzioneremo solo chi non lo fa pur potendoselo permettere". Ecco come il presidente degli Stati Uniti risponde ai dubbi dei pazienti americani. Guarda l'intervista integrale

16 MAR - La Obamacare (Patient Protection and Affordable Care Act) è la riforma sanitaria voluta fortemente dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama, con l’intento di espandere l’assistenza sanitaria ai milionii di cittadini americani che ne sono ancora completamente sprovvisti. Per questa legge i cittadini hanno il diritto, ma anche il dovere, di stipulare una polizza sanitaria. E per fare trasparenza sulle offerte scende in campo direttamente la Casa Bianca che ha attivato il sito www.healthcare.gov, dove, a seconda del proprio profilo, si possono verificare quali polizze, in regime di libero mercato, offrono le soluzioni più convenienti. 
 
Il sito è stato attivato all’inizio di ottobre 2013 e gli americani, al momento non coperti da una qualche forma di assicurazione sanitaria o di copertura sanitaria federale tipo Medicare e Medicaid (riservate rispettivamente agli anziani o agli indigenti), hanno tempo fino alla fine di marzo per trovare la polizza più confacente alle loro necessità nella piazza virtuale di ‘Insurance Marketplace’.


Secondo quanto comunicato qualche giorno fa da Kathleen Sebelius, Segretario del Department of Health and Human Services (HHS), dal 1° ottobre 2013 al 1° marzo 2014 sono stati 4,2 milioni gli americani che hanno trovato e stipulato la loro polizza sanitaria su Marketplace; di questi, il 55% sono donne, uno su 3 ha meno di 34 anni; l’83% infine presenta i requisiti per ottenere assistenza finanziaria, sotto forma di tax credit. L’obiettivo prefissato era quello di raggiungere quota 6 milioni, che a due settimane dalla deadline sembra molto lontano. Il prossimo periodo di arruolamento, per il 2015, partirà a metà novembre.

E a pochi giorni dalla scadenza del periodo valido per stipulare la polizza (dal 1° aprile scatteranno sanzioni pecuniarie per gli inadempienti), gli ‘inviti’ della Casa Bianca si fanno sempre più pressanti.  E viaggiano soprattutto attraverso i new media. E’ di pochi giorni fa una lunga intervista rilasciata dallo stesso Presidente Obama a MDWeb, uno dei siti specializzati in medicina più importanti degli Stati Uniti e molto popolare soprattutto tra il pubblico femminile e delle mamme d’America, vero target della riforma, per la loro capacità di influenzare le scelte dei figli adulti e degli altri membri della famiglia. 
 
Un Obama sorridente e rassicurante ha risposto alla giornalista Lisa Zamosky che gli ha girato moltissime domande poste dai cittadini, come in un forum con l’esperto. Molti hanno chiesto al Presidente perché avrebbero dovuto essere costretti a fare una scelta tra stipulare un’assicurazione sanitaria e lo spendere per altre necessità, lamentando l’esosità dei premi assicurativi.
 
“E’ importante – ha ribadito il Presidente - che la gente abbia le giuste informazioni, perché si è fatta troppa politica intorno a questa questione. Raccomando caldamente alla gente di andare sul sito internet  www.healthcare.gov per controllare quali soluzioni vengono offerte. Sul sito si può calcolare se si è qualificati per un tax credit. In questo caso, molti rimarranno sorpresi nel vedere che spesso l’assicurazione sanitaria finirà col costare solo un centinaio di dollari; per i più giovani addirittura appena una cinquantina di dollari. E questo consentirà di avere non solo una buona copertura in caso di malattia o di incidenti, ma anche la possibilità di fare prevenzione, dalle mammografie, alla vaccinazione antinfluenzale. Andare sul sito è un esercizio utile anche alle persone in difficoltà finanziaria, che potrebbero scoprire di risultare qualificati per ricevere la copertura di Medicaid o qualche forma di assicurazione sanitaria per i figli”. 
 
E per quanto riguarda le sanzioni - hanno chiesto gli ascoltatori - a chi verranno applicate? “Le persone che nonostante tutte le agevolazioni previste comunque non possono proprio permettersi di stipulare un’assicurazione sanitaria, non necessariamente andranno incontro a sanzioni finanziarie - ha rassicurato Obama - queste saranno invece applicate a chi, pur potendosi permettere di stipulare un’assicurazione sanitaria, decide di non farlo. E queste sono le persone che fanno affidamento su tutti noi, per pagare le loro spese sanitarie quando si recano in pronto soccorso”.

Un aspetto positivo dei 4,2 milioni di ‘assicurati’ sotto la Obamacare è che uno su tre è un giovane, verosimilmente in buona salute. Questo porta ossigeno alle casse delle compagnie assicurative che devono naturalmente provvedere anche alle necessità dei pazienti più anziani e malati. Ma il percorso verso i 6 milioni di assicurati ‘volontari’ non è proprio un letto di rose e presenta qualche buccia di banana, che ha fatto storcere il naso soprattutto ai detrattori della riforma. Come l’ammissione dello stesso Obama che con tutta probabilità molti dei sottoscrittori delle polizze sanitarie calmierate saranno costretti a cambiare il medico di famiglia. In nome di un nebuloso ‘risparmio’. 
 
Proteste anche da parte di molti cittadini che hanno visto esplodere i costi delle assicurazioni aziendali, da quando è stato approvato l’Affordable Care Act (ACA). In questo caso però Obama ha respinto al mittente le accuse asserendo che “non c’è proprio nulla nell’ACA in grado di influenzare le assicurazioni aziendali, al di là di pretendere che forniscano effettivamente un certo livello di copertura”.

Maria Rita Montebelli

16 marzo 2014
© Riproduzione riservata


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