Prescriveva troppi farmaci. Medico condannato a 15 mila euro di risarcimento alla Asl. Con le sue prescrizioni irregolari spesa farmaceutica lievitata di oltre 200 mila euro in tre anni

Prescriveva troppi farmaci. Medico condannato a 15 mila euro di risarcimento alla Asl. Con le sue prescrizioni irregolari spesa farmaceutica lievitata di oltre 200 mila euro in tre anni

Prescriveva troppi farmaci. Medico condannato a 15 mila euro di risarcimento alla Asl. Con le sue prescrizioni irregolari spesa farmaceutica lievitata di oltre 200 mila euro in tre anni
Lo ha deciso la Corte dei conti che ha coinvolto un medico di medicina generale dell’Asl 1 Imperiese. “Prescritte dosi dei farmaci superiori a quelle assumibili dall’assistito nel periodo di tempo considerato, tenuto conto delle indicazioni fornite dal produttore e approvate dal Ministero della salute, sicuramente note al sanitario prescrittore”. LA SENTENZA

Farmaci cortisonici per uso topico, Calcio antagonisti, Farmaci sedativi per la tosse (e non solo) prescritti in dosi “superiori a quelle assumibili dall’assistito nel periodo di tempo considerato, tenuto conto delle indicazioni fornite dal produttore e approvate dal Ministero della salute, sicuramente note al sanitario prescrittore”. Così la Corte dei conti ha condannato un medico di medicina generale dell’Asl 1 di Imperia a risarcire la Azienda sanitaria per una somma di 15,6 mila euro.
 
La questione, risalente a prescrizioni effettuate tra il 2010 e il 2012 verteva sulla sussistenza di un danno erariale derivante da comportamenti prescrittivi ritenuti dalla Procura illegittimi, in violazione degli obblighi cui il dottore era vincolato quale medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale
 
Secondo la Asl la “maggiore spesa derivante dalle prescrizioni ritenute irregolari veniva quantificata, nel triennio 2010-2012, in € 241.567,00 e al netto di sconti e ticket in € 207.481,00”. E veniva contestato al medico comportamenti eterogenei, tutti ritenuti  irregolari e produttivi di danno, quali la non appropriatezza della prescrizione, l’utilizzo del principio attivo più costoso in commercio, l’impiego del farmaco al di fuori delle indicazioni di carattere tassativo previste dall’autorizzazione all’immissione in commercio e dalle note AIFA, il superamento della posologia massima prevista dalla relativa scheda tecnica, prescrizioni una tantum di farmaci destinati esclusivamente alla cura di patologie croniche, l’impiego di farmaci in associazioni pericolose.
 
“In conclusione – si legge nella sentenza – , la domanda attrice di cui all’atto di citazione è accolta limitatamente all’importo di € 15.640,00 (importo dei farmaci non correttamente prescritti dal convenuto, per classi di appartenenza).

21 Ottobre 2016

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