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Per la sanità in Sicilia servirebbero i “caschi blu” dell'Onu

di Pietro Pata

04 LUG - Gentile direttore,
le espongo gli avvenimenti riguardanti il Sistema Sanitario della Sicilia:
• Inizia a giugno la stabilizzazione di solo 87 anestesisti, con l’ok del Ministero di Economia e Finanza, mentre tutti gli altri aventi diritto in quanto facenti parte della Rete dell’Emergenza a pari titolo, dovranno attendere che le Direzioni Generali delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere completino i “Piani di Fabbisogno del Personale” che come dice l’Assessore alla Salute, nella nota del 22 giugno u.s., dovevano essere adottati entro 5 giorni dalla data di ricezione della stessa; ovviamente senza avviare il confronto con le OO.SS. L’alba radiosa delle 5.000, tra stabilizzazioni ed assunzioni, è un orizzonte perduto nelle nebbie!

• Il Direttore Generale dell’ASP di Ragusa annuncia in pompa magna per il 26 giugno, il trasferimento di tutte le unità operative dei vecchi ospedali al nuovo ospedale (intestato a Giovanni Paolo II). L’Anaao scrive financo al Prefetto e denuncia che questo “trasloco” è intempestivo ed occorre razionalizzare il crono programma. Niente! Si va avanti se no cozzando poi contro il muro del sequestro di 5 strutture (Chirurgie, Rianimazione, UTIC) da parte della Guardia di Finanza per anomalie gravi dell’impiantistica (climatizzazione, etc.). Conclusione: 7 indagati.

• Nelle unità operative dell’Ospedale di Sciacca (DEA 1° livello) i dirigenti medici soprattutto di Cardiologia e Chirurgia ma anche P.S. schiattano per i turni massacranti, ferie e riposi impossibili da godere. L’Anaao dal 2015 denuncia a tutte le istituzioni la situazione. L’Ufficio Provinciale del Lavoro fa il Pilato. La Procura tace.

• Al Policlinico Universitario di Messina, in una struttura “fiore all’occhiello” come la Terapia Intensiva Pediatrica, cui va il merito di salvare bambini in situazioni disperate e di far fronte a piccoli pazienti che arrivano in emergenza da mezza Sicilia e dalla Calabria, turni di lavoro al limite dall’inumano per i dirigenti sfortunati che non godono di prescrizioni, 104 e quant’altro. Dal 2014 l’ANAAO invoca una opportuna razionalizzazione dei carichi di lavoro, macché!

• Il 26 giugno la Giunta Crocetta annuncia il “balletto” dei 9 Direttori Generali in scadenza. Vengono confermati nel loro posto 6 su 9. Uno dei non confermati il D.G. dell’Azienda Ospedaliera Papardo di Messina per il quale ANAAO insieme a UIL ha presentato dal febbraio 2016 denunce all’Assessore, al Ministro, al Presidente del Consiglio, a 2 procure (Palermo e Messina) e ottenuto 2 audizioni alla Commissione Antimafia Regionale in quanto non in possesso dei titoli atti all’inserimento negli Elenchi di Direttore Amministrativo e Direttore Generale, viene rimosso dal Papardo e guarda un po’ promosso alla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Messina (salvo poi che il Rettore dell’Università inizi a strepitare giudicando tale nomina non rispettosa della Legge 517).

Ma non solo: il Direttore Generale di Ragusa, quello di cui abbiamo sopra raccontato il tragicomico trasferimento delle strutture ospedaliere, viene promosso all’Azienda Ospedaliera Villa Sofia - Cervello di Palermo. E quello di Agrigento va a Ragusa. Ma tutto il 28 giugno da “balletto” si trasforma in farsa: Assediato dalle pressanti richieste di varie forze politiche, l’Assessore grida “contrordine, compagni!”. I Direttori Generali in scadenza il 30 giugno restano al loro posto per 45 giorni per l’ordinaria amministrazione. E ciò mentre la Sicilia brucia e soprattutto si bruciano le speranze dei precari.

• Il 30 giugno il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello, dott. Zingale chiede alle Sezioni riunite della Corte dei Conti, di non concedere il visto alla manovra economica del Governo Regionale, non solo ma dichiara che la Rete Ospedaliera per l’Emergenza mostra aspetti di inefficienza e non economicità (Anaao, Anaao quante volte hai sostenuto ciò!) ed appunta la sua attenzione su una Fondazione (Giglio) che gestisce l’Ospedale di Cefalù (dopo che nel 2013 il San Raffaele ha abbandonato la Sicilia). Un decreto del dicembre 2013 prevedeva il passaggio alla gestione del S.S.R. pubblico.
 
Applicato? Macché: l’ANAAO insieme ai 5 stelle inizia una battaglia perché il mantenere la struttura privatistica di questo Ente mette a rischio il futuro dei lavoratori. L’8 giugno 2016, ad una audizione alla VI Commissione Legislativa dell’Assemblea Regionale Siciliana l’ANAAO chiede: ma è pubblico o privato e se è pubblico che ci sta a fare dal 2013 un Consiglio di Amministrazione ed un Presidente della Fondazione lautamente pagati? L’Assessore non partecipa alla audizione. Oggi il Procuratore bacchetta l’Assessore per la mancata risposta. L’Assessore dichiara “sono una vittima di questa situazione, ma una nuova legge per risolvere il problema è in Commissione” (quale? ndr). Tradotto: campa cavallo…. che intanto continuiamo a distribuire prebende!
 
A questo punto chiedo a Lei sig. Direttore: posso invocare l’invio del caschi blu dell’Onu?

Pietro Pata
Segretario Regionale
ANAAO ASSOMED SICILIA 


04 luglio 2017
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