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Il decreto semplificazione semplifica la vita di alcuni, pochi, dimenticando gli altri

05 DIC - Gentile Direttore,
leggendo le anticipazioni sul decreto semplificazione il primo sentimento è di naturale irritazione per la volontà punitiva che ancora una volta si accanisce nei confronti di una categoria che da un decennio attende un contratto, da un decennio supplisce alle carenze generate da politiche non lungimiranti, da un decennio resiste ad un progetto di smembramento del SSN.
 
La libera professione intramoenia e chi la esercita diventano ancora una volta il capro espiatorio di un sistema che non è in grado di garantire quanto sancito da LEA non finanziati. Mancano o scarseggiano gli erogatori di prestazioni? Non tuteliamoli, non trattiamoli per quello che sono ovvero una specie a rischio estinzione, ma puniamoli ed impediamo agli utenti di esercitare una libera scelta di cura. E priviamo il SSN di una fonte certa di finanziamento. Abbiamo un problema? Non sforziamoci di trovare una soluzione sensata, ma costruiamo l’ennesimo inapplicabile ed insensato sistema di controllo in uno sfoggio sfarzoso di burocrazia. I Carabinieri o chi per loro, isorisorse, si faranno carico anche di questa ennesima follia.

 
Ma continuiamo a farci del male. Proseguiamo nella lettura del decreto e scopriamo che per alcune, poche e definite categorie di professionisti, una a dire il vero, molto definita, si confeziona un provvedimento estremamente favorevole e francamente incomprensibile, che anziché sanare creerà una strana riserva ad uso e consumo di pochi scelti. Parliamo di alcuni medici che lavorano a vario titolo nell’emergenza urgenza e che soli tra tutti potranno essere trattati alla stregua di specialisti ed essere assunti nella dirigenza senza averne i titoli previsti dalla legge.
 
Perché solo loro? Perché non per tutte le specialistiche? E perché un laureato in medicina dovrebbe a questo punto iscriversi alla scuola di specialità di emergenza urgenza visto che si potrà lavorare e guadagnare fin da subito ed essere poi assunto come se la specialità la su fosse conseguita?
 
In realtà la risposta all’ultimo quesito mi è nota avendo incontrato giovani, motivati e preparati neo specialisti in medicina di emergenza urgenza: super tecnici dell’emergenza, persone nelle cui mani vorresti finire in caso di bisogno. Preparazione e passione. Quelli che dovrebbero legittimamente stare sulle auto mediche al centro delle attenzioni mediatiche di questi giorni.
 
Cinque anni di specialità alcuni dei quali trascorsi in centri internazionali di eccellenza equiparati a pochi mesi di addestramento e cinque anni purché siano, trascorsi in uno qualsiasi ddi centri indicati con la dicitura Pronto Soccorso. Anziché favorire questi medici, incentivandoli a conseguire una specializzazione, garantendo un percorso formativo qualificato e qualificante che tenga conto della loro esperienza lavorativa, ma che non deroghi alla preparazione teorica e tecnica, promuoviamoli non senza esame, ma senza percorso di studi. Se questa è la semplificazione ne facciamo volentieri a meno. Ancora una delusione. Ma come sempre disponibili ad un confronto se mai qualcuno fosse interessato.
 
Ester Pasetti
Segretaria Anaao Emilia Romagna sul decreto semplificazione 

05 dicembre 2018
© Riproduzione riservata


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