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Perché è importante il decreto sull’indagine epidemiologica

01 LUG - Gentile direttore,
è stato approvato ieri alla Camera, in via definitiva, dopo un rapido iter in dodicesima commissione, il decreto legge in materia di studi epidemiologici e statistiche sul Sars-Cov-2, che era già stato approvato al Senato il 10 giugno. Il provvedimento consente al ministero della Salute e all’ISTAT, titolari della ricerca, di realizzare la prima indagine epidemiologica di sieroprevalenza riguardo alla diffusione del virus SARS-COV 2 tra la popolazione italiana.
 
L'indagine si basa sull'esecuzione di analisi sierologiche tese a rilevare la presenza di anticorpi IgG specifici negli individui compresi nei campioni che l’ISTAT avrà individuato.
 
Si tratta della prima health examination survey che si fa a livello della popolazione italiana che ci consentirà di avere informazioni che potranno rilevarsi molto utili se dovesse verificarsi una seconda ondata della pandemia nei prossimi mesi invernali.
 
L’importanza di questa indagine consiste nel fatto che, fino ad oggi, la sorveglianza epidemiologica si è concentrata principalmente su pazienti sintomatici o sui cosiddetti “contatti ad alto rischio”.

 
E' attualmente difficile valutare la popolazione che ha sviluppato infezioni paucisintomatiche o la popolazione che è venuta a contatto con il virus e che non ha manifestato sintomi apprezzabili, cioè gli asintomatici.
 
Inoltre, non è ancora ben noto il ruolo delle infezioni asintomatiche o subcliniche nella trasmissione da persona a persona di SARS-CoV-2 e non è ancora chiaro quale sia il contributo dei soggetti asintomatici nella trasmissione del virus ad altri individui, né quando ciò possa avvenire nel decorso subclinico della malattia.
 
L’utilizzo di test sierologici permette di valutare in pratica se le persone sono state precedentemente infettate da SARS-CoV-2, anche se non hanno sviluppato la malattia.
L’ISTAT, in accordo con il Comitato Tecnico Scientifico, individua, tramite i propri registri statistici, campioni casuali di individui, rilevati su base regionale, per classi di età, genere e settore di attività economica, i quali saranno invitati a sottoporsi alle analisi sierologiche in oggetto.
 
Il disegno dello studio prevede un campione di 150.000 individui sull’intero territorio italiano, rappresentativo di tutta la popolazione. Ma già quando saranno raccolti i dati dei primi 20.000, saranno comunicati i primi risultati.
 
I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta saranno informati sui nominativi dei loro assistiti rientranti nei campioni, affinché questi ultimi siano sensibilizzati e informati dell’indagine in corso.
 
Alla Croce Rossa Italiana sono stati assegnati vari compiti, che consistono, in sintesi, nella raccolta, mediante contatti telefonici, delle eventuali adesioni dei soggetti interpellati, nell'esecuzione dei prelievi e nella consegna ai laboratori dei campioni raccolti. Per cui è possibile che nelle prossime settimane molti cittadini saranno chiamati sui loro cellulari da un un numero che inizia con 065510, ed è importante rispondere e accettare di sottoporsi all’indagine che ci consentirà di avere ulteriori notizie sul Covid 19.
 
Saranno chiamati anche bambini e ragazzi, in quanto l’ISTAT ha inserito come classe d’età anche quella 0-17, e questo ci consentirà di comprendere come i bambini hanno reagito al virus, se lo hanno eventualmente contratto senza ammalarsi, o se hanno presentato sintomi tanto lievi che non hanno richiesto l’intervento del pediatra e neppure l’esecuzione del tampone.
 
Ecco, potremo avere su questo versante notizie utili anche per la riapertura delle scuole a settembre.
 
Il campione selezionato dall’ISTAT prevede 10.000 soggetti per il Piemonte, 30.000 per la Lombardia, 10.000 per il Veneto, 8000 per la Toscana, 11300 per il Lazio, 11.000 per Campania e Sicilia.
 
Molta attenzione è stata posta in commissione e in aula sul rispetto della privacy. Al riguardo, in una prima bozza del decreto legge, il garante per la protezione dei dati personali aveva reso un parere in cui erano state rilevate diverse criticità nelle disposizioni rispetto alla disciplina di protezione dati.
Successivamente, l’autorità ha potuto dare conferma del fatto che il nuovo testo proposto dal ministero era idoneo a superare i rilievi inizialmente evidenziati.
Il decreto infine prevede l’istituzione della banca biologica presso l'Istituto nazionale per le malattie infettive-IRCCS “Lazzaro Spallanzani”, che consentirà di svolgere anche in futuro ulteriori indagini specifiche riferite al virus Covid 19.
 
Adesso sarà necessario, come previsto dal decreto, informare nel migliore modo possibile, anche sui social e sui canali televisivi la popolazione in modo che si possa raggiungere rapidamente il campione necessario e ottenere cosi in tempo utile i risultati.
 
Paolo Siani
Pediatra
Deputato Partito Democratico

01 luglio 2020
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