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Medicina generale. Smi Lombardia contro l’assimilazione dei giorni prefestivi e feriali


L’assimilazione sarebbe contenuta in una lettera inviata ai medici dall’Uos Coordinamento Attività Sanitaria delle Cure Primarie: “Così si modificano regole contrattuali che riguardano l’attività dei medici di medicina generale”, osserva il sindacato che chiede la convocazione urgente del Tavolo regionale permanente per “evitare ulteriori fughe in avanti”.

27 SET - “Esprimiamo stupore da quanto emerge dalla  comunicazione inviata ai medici dall’ Uos Coordinamento Attività Sanitaria delle Cure Primarie circa la volontà di assimilare i giorni prefestivi ai feriali, modificando di fatto regole contrattuali che riguardano l’attività dei medici di medicina generale”. Così Enzo Scafuro, segretario regionale della Lombardia dello Smi, che a proposito ha scritto a Galdino Cassavia, direttore del Dipartimento Cure Primarie ATS Milano.

“Nell’Accordo Integrativo Regionale — spiega Scafuro — è stata definita, incentivata, normata l’apertura degli ambulatori per tre ore nei giorni prefestivi, per  il sabato su base volontaria e solo per forme associative avanzate. Per questo le stesse disposizioni previste per il sabato valgono per i prefestivi così come già definite nell’ Accordo Collettivo Nazionale 2008- 2009 e  anche alla luce del nuovo recente Acn".

“Segnaliamo, inoltre - prosegue il segretario regionale Smi Lombardia - che nell’Air appena firmato è stata definita e normata l’ attivazione degli Ambulatori Medici Territoriali (Amt) con la partecipazione volontaria dei medici del ruolo unico che verranno retribuiti, per tale attività, a quota oraria. Risulta alquanto artificioso, pertanto, il tentativo di abrogare in maniera autoreferenziale tale istituto contrattuale”.  

“Vorremmo evitare ulteriori fughe in avanti per questo chiediamo la convocazione urgente del Tavolo Regionale Permanente per la medicina generale per affrontare tale criticità. In assenza di tale convocazione ogni azione da parte di ATS verrà impugnata nelle sedi opportune”, avverte Scafuro. “Il nostro auspicio — conclude — è di eludere momenti di ulteriore  attrito, evitando di  esasperare la categoria medica già messa a dura prova, sia per l’ossessivo sovraccarico burocratico, sia per l’aumentato carico assistenziale generato dall’impegno nel coprire zone perennemente carenti  a causa di un’ assente programmazione sanitaria”.

27 settembre 2022
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