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“Sanità di svolta”, al via la terza edizione del Forum Mediterraneo

Dal 18 al 20 settembre a Bari focus sulla sanità del Sud. Se alcune Regioni potranno fondare il proprio “dopo” su condizioni di partenza più solide non così sarà per le Regioni meridionali che sulla risorsa umana, per esempio, scontano vistose disparità di dotazione rispetto a quelle del centro-nord e, per contro, un fabbisogno di assistenza (vedi prevalenza standardizzata di cronicità) più elevato

11 SET - Di momenti cruciali la Sanità italiana ne ha attraversasti tanti e ogni volta è sembrato fosse quello decisivo con l’idea che nulla – dopo – sarebbe stato più lo stesso.
Non farebbe eccezione questo particolare momento storico anche con il rischio di evocare pure quest’anno l’ineluttabilità degli eventi e derubricarlo tra un anno come “non così cruciale, l’abbiamo svangata”.
 
La verità è che da qualche decennio la sanità italiana incassa urti incrementali più o meno blandi e, in maniera resiliente, li assorbe – adattandosi ogni volta con più fatica – e si rialza.
 
Quest’anno, però, una serie di cambiamenti di scenario più robusti in corso (vedi uscite pensionistiche) e altri all’orizzonte di breve termine (vedi regionalismo differenziato) si aggiunge agli urti precedenti che non hanno ancora scaricato la propria forza e sembra anticipare un punto di rottura epocale.
 
Non vogliamo dare in questa sede giudizi politici sulle evoluzioni istituzionali in corso ma da freddi osservatori tecnici non possiamo non registrare che quello che si prepara, magari come opportunità, è la rottura di un certo equilibrio e la ricerca, stavolta più “laboriosa”, di un nuovo equilibrio.

 
È quello che succede in tutti i sistemi complessi: a numerose piccole variazioni di equilibrio nel tempo si alternano poche e traumatiche “cesure di linea”. La recente difficoltà a reperire qualificate figure professionali sul mercato del lavoro anche presso Regioni – diciamo - “dotate” basta da sola a prefigurare una imminente assenza di continuità su molti fronti.
 
È per questi motivi che l’edizione di quest’anno del Forum Mediterraneo (18/20 settembre) l’abbiamo intitolata “Sanità di svolta”, senza alcun intento apocalittico ma con spirito costruttivo offrendo spazio di confronto sulle diverse alternative al “dopo” e visibilità a soluzioni “da Sud”.
 
Ancora “Sud”.Perché se alcune Regioni potranno fondare il proprio “dopo” su condizioni di partenza più solide non così sarà per le Regioni meridionali che sulla risorsa umana, per esempio, scontano vistose disparità di dotazione rispetto a quelle del centro-nord e, per contro, un fabbisogno di assistenza (vedi prevalenza standardizzata di cronicità) più elevato.
E proprio questa volta il Sud non può rispolverare il refrain certamente importante ma ora un po’ logoro del “più soldi”.
 
Le risorse finanziarie sono importanti ma, riteniamo, sia più importante il via libera alle soluzioni: organizzative, istituzionali, tecnologiche, cliniche. E quali che siano, comunque “differenziate” (quelle si) rispetto alle altre aree del Paese. Trovate le buone soluzioni, finanziarle potrebbe richiedere ben altro che la semplice (e mai davvero voluta) redistribuzione della quota capitaria in base all’indice di deprivazione sociale.
 
Di idee quest’anno ce ne sono a tal punto che l’edizione 2019 del Forum si è estesa su tre giorni solo per fare spazio al maggior numero di iniziative.
 
Sono cinque i filoni tematici cui ricondurre idealmente le oltre trenta sessioni:
- Sanità di anticipo, con la prevenzione a scuola, l’uso dei Big Data per la Salute, gli interventi congiunti su Ambiente e Salute, le politiche di sicurezza integrata;
 
- Tecnologia intelligente, con le opportunità offerte dalla sanità digitale e dalla telemedicina per complementare, mai sostituire, l’azione del professionista in nuovi paradigmi organizzativi;
 
- Partnership innovativa, con la necessità di un ripensamento del ruolo del privato accreditato sui tradizionali servizi affamati di professionisti e i nuovi servizi territoriali alla ricerca di modelli inediti di integrazione pubblico-privato;
 
- Salute della fragilità, con le buone pratiche per le fasce più deboli di cittadini, come i bambini, i detenuti, i disabili e i malati rari;
 
- Professionisti propositivi, con le idee provenienti da chi conosce la “domanda” di salute dei cittadini, corrente e prospettica, osservandola sul campo.
 
E l’accresciuta propositività di interlocutori vecchi e nuovi di questo Forum che si sta sempre più qualificando come appuntamento fisso sul panorama nazionale lascia ben sperare chi nei passaggi critici vede soprattutto opportunità di più vantaggiosi punti di equilibrio del sistema.
 
In ultimo, l’attuale edizione del Forum coincide incidentalmente con due circostanze di rilievo. Una di rilievo internazionale – il varo della nuova Commissione Europea – e un’altra più modesta ma per noi importante – ossia la piena operatività strategica e organizzativa di AreSS Puglia.
 
Sulla partenza della nuova Commissione Europea vanno segnalati gli obiettivi assegnati appena il 10 settembre scorso da Ursula von der Leyen alla commissaria europea per la Salute, Stella Kyriakides, tra i quali spiccano temi cardine del Forum:  la sanità digitale per erogare servizi di alta qualità e per ridurre le disuguaglianze di salute, la collaborazione più ampia per la lotta contro la resistenza microbica, la comunicazione più adeguata per promuovere le vaccinazioni, la necessità di produzioni sicure ed ecosostenibili per una alimentazione sana.
 
Il terzo Forum di Bari, poi, coincide con la fase di implementazione organizzativa più intensa della giovane AreSS, l’agenzia strategica della Puglia per l’innovazione in salute e sociale, che promuove il Forum con Fondazione Sicurezza in Sanità.
 
Istituita a luglio 2017, solo dall’estate 2018 dispone dei prodromi strategici, regolamentari e assunzionali per rispondere alle sfide assegnate da governo regionale. Tra queste, vale la pena segnalare, anche per coincidenza temporale, il ruolo da protagonista che l’Agenzia ha svolto nella recente candidatura della Regione Puglia quale “Reference Site” all’interno della partnership europea di innovazione per l’invecchiamento attivo e in salute.
 
Anche in questo caso, i requisiti richiesti dalla UE in termini di realizzazioni passate e di progetti futuri riconducono a temi affrontati nelle sessioni del Forum: l’innovazione come processo di integrazione a “quadrupla elica” (politica, università, impresa, cittadini), la necessità di “scalare” le buone pratiche di cure integrate, i processi di salute come culla dell’innovazione industriale, dello sviluppo economico e della qualità per i cittadini e così via.
 
Regione Puglia, insieme ad altre 11 realtà italiane, era già  Reference Site per il triennio 2016-19 e, al Sud, era in compagnia della sola Campania. Proprio in coda alla tre giorni barese, in Danimarca, verranno proclamate le eccellenze europee su “Active and Healthy Ageing” del nuovo triennio.  Aver contribuito in maniera autorevole - insieme a Innovapuglia, Dipartimento Sviluppo e Dipartimento Salute – a confezionare una candidatura ancora più ricca e robusta del Sistema Puglia sul tema è il migliore indicatore che “da Sud” le soluzioni, oltre che differenti, sono anche di svolta.
 
Giovanni Gorgoni
Direttore Generale dell'Agenzia Regionale strategica per la Salute ed il Sociale della Regione Puglia

11 settembre 2019
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