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Manifattura farmaceutica. Italia si conferma Paese leader in Europa con fatturato vicino ai 2,7 miliardi


Nel 2020 l'Italia ha generato il 22.8% del fatturato europeo, quota superiore di circa 2 punti rispetto a quella della Germania (20.7%) e di 5 punti rispetto alla Francia (17.8%). Le integrazioni alla lista dei Contract Development and Manufacturing Organization (Cdmo) europei hanno portato all’inserimento di 26 nuovi nominativi. Da un'indagine Prometeia-Farmindustria emerge inoltre come sia stato destinato ai mercati esteri oltre l’80% del fatturato dei Cdmo attivi in Italia nell’ultimo biennio, dato che testimonia la competitività del comparto. LO STUDIO

05 DIC -

L’Italia rimane primo Paese in Europa nel comparto del Contract Development and Manufacturing Organization (Cdmo) farmaceutico con un fatturato vicino ai 2.7 miliardi di euro. I bilanci 2020 confermano il primato dell’Italia, che con Germania e Francia genera il 61.3% del fatturato Cdmo europeo. Nel 2020 l’Italia ha sviluppato un fatturato prossimo ai 2.7 miliardi di euro, pari al 22.8% del fatturato europeo, quota superiore di circa 2 punti rispetto a quella della Germania (20.7%) e di 5 punti rispetto alla Francia (17.8%).

Questi alcuni dei dati emersi dallo studio Cdmo 2022 avente l’obiettivo di monitorare l’evoluzione del comparto in Italia e il suo posizionamento in Europa.

Le quote di Italia e Germania sono rimaste pressoché stabili rispetto al 2019, mentre il peso della Francia si è ridotto di 1.3 punti percentuali, dopo gli 0.8 già persi rispetto al 2018, a favore del Regno Unito (la cui quota è pari all’11% nel 2020) e di alcuni produttori minori. Nello studio si segnalano numerosi cambiamenti in atto nel comparto, sia in termini di domanda che di cambi di proprietà di siti produttivi esistenti, apertura di nuovi stabilimenti, espansione della capacità produttiva, etc.. "Tale evoluzione riflette la reattività di un comparto sempre più integrato e strategico nella produzione farmaceutica globale".

Le integrazioni alla lista dei Cdmo europei hanno portato all’inserimento di 26 nuovi nominativi: imprese di recente costituzione (nuovi investimenti o subentri di proprietà per acquisizione di stabilimenti già esistenti), oltre ad integrazioni sui gruppi di Cdmo.

Grazie al consistente rafforzamento produttivo di Italia e Germania, la concentrazione del fatturato nei primi 5 paesi è aumentata nel periodo, salendo dal 73.6% al 79%. Nel periodo 2011-’20, il 30% della crescita del fatturato è stata realizzata dalle imprese operanti in Italia (1.2 miliardi su 4 miliardi di crescita cumulata complessiva). Fra i "Big" in aumento significativo anche la produzione della Germania, seconda solo all’Italia, con un fatturato aggiuntivo di 1 miliardo di euro nel periodo, seguita dallaFrancia (+730 milioni).


In forte sviluppo la produzione della Spagna, che partiva da livelli più contenuti all’iniziodello scorso decennio (+330 milioni di euro). E’ proseguita la ricomposizione fra i paesi minori: in calo soprattutto Austria e Svizzera, a fronte di forti aumenti per Polonia, Belgio, Portogallo, Olanda e Croazia (ma su livelli di fatturato decisamente inferiori).

Sono stati inoltre presentati i risultati di un'indagine Prometeia-Farmindustria con la somministrazione di un questionario alle aziende del Gruppo Cdmo-Specialisti della Manifattura Farmaceutica, con l’obiettivo di aggiornare al 2022 le principali grandezze del comparto (fatturato, mercati serviti, tipologie di clienti, addetti e investimenti), al fine di dare continuità alle tendenze di medio-lungo periodo rilevate su queste dimensioni nelle precedenti edizioni dell’Indagine.

Nel periodo 2020-2022 il fatturato del Cdmo in Italia è aumentato ad un ritmo del 12.5% medio annuo (150% nel complesso del periodo). Un ritmo definito come "nettamente più dinamico" della media manifatturiera (pari al 3.8% medio annuo nel medesimo periodo).

I risultati dell’ultima Indagine Farmindustria- Prometeia confermano il trend di forte crescita delle produzioni alta attività e biologico, la cui quota, pari al 5% nel 2010, si è attestata su livelli dell’ordine del 20% nell’ultimo biennio di rilevazione. L’ultimo biennio ha visto anche rafforzarsi nuovamente le produzioni iniettabili, tornate a rappresentare oltre la metà del fatturato totale (quota in linea a quella del 2010 e nettamente superiore al 44% del 2019). Le produzioni non iniettabili riducono la propria quota, che scende al 27% dall’oltre il 40% del 2010, ma comunque aumentano anch’esse in valore.

Ai mercati esteri è stato destinato oltre l’80% del fatturato dei Cdmo attivi in Italia nell’ultimo biennio, dato che testimonia la competitività del comparto. Usa, Giappone, UK e Ue27 assorbono il 75% delle esportazioni, un dato in aumento rispetto al 71% del 2020.

Gli investimenti, in fortissima accelerazione nel 2021 (+56%) si confermano elevati anche nel 2022. Dominano gli investimenti in linee produttive, con una forte crescita soprattutto dei nuovi impianti, la cui quota sul totale sale al 54% nel biennio 2021-’22, dal 40% del 2019. Emerge, anche nell’ultimo triennio di rilevazione, la maggiore propensione a investire dei CDMO rispetto alla media manifatturiera (più che doppia, con un picco nel 2021 quando il rapporto Cdmo:Manifattura ha sfiorato il 3:1).

Si rafforza ulteriormente, infine, la quota di vendite diretta alle multinazionali estere, ormai stabilmente superiore all’80% (era il 60% nel 2019). Questo dato conferma la capacità competitiva dei Cdmo attivi in Italia, che si affermano come partner strategici delle grandi aziende multinazionali.



05 dicembre 2022
© Riproduzione riservata

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