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Dermatite atopica. I consigli degli infermieri


Arrivano dall’Ipasvi i consigli per trattare la dermatite atopica, il disturbo della pelle più frequente tra i bambini che nella maggior parte dei casi si risolve nell’infanzia ma in alcuni casi può persistere nell’età adulta o ripresentarsi nell’adolescenza.

03 SET - Purtroppo non esistono prove sufficienti per raccomandare specifici comportamenti per prevenire quel fastidioso rossore e prurito della pelle, ma con alcuni piccoli accorgimenti la dermatite atopica può essere trattata e il fastidio affievolito. A dirci come è oggi la Federazione dei Collegi Ipasvi che alla dermatite atopica dedica la sua ultima guida online rivolta ai cittadini e, in questo caso, in particolare ai genitori. La prima cosa da sapere, infatti, è che la dermatite atopica è la più frequente malattia della pelle nei bambini: circa il 3% dei bambini in età scolare ne soffre.

Si manifesta con macchie rosse irritate che prudono in alcune aree del corpo, di solito le superfici flessorie (per esempio nella piega del braccio oppure dietro al ginocchio), il collo, le palpebre, la fronte, i polsi e il dorso di mani e piedi. Nel lattante le lesioni sono soprattutto al volto (fronte e guance), al cuoio capelluto e al tronco.. Nei bambini più piccoli compaiono spesso piccole vesciche mentre nel bambino più grande e nell'adulto si possono formare delle croste e squame di pelle secca. In genere queste lesioni si presentano per una o due settimane per poi, se trattate, sparire e ripresentarsi successivamente.


Nella maggior parte dei casi (60%) l’esordio della malattia è entro il primo anno di vita, in genere a partire dal terzo mese. Nel 30% dei casi inizia tra il primo e il quinto anno e solo nel 2% dei casi dopo i 10 anni. In genere si risolve nell’infanzia ma in alcuni casi può persistere nell’età adulta oppure ripresentarsi nell’adolescenza. In casi rari si presenta per la prima volta in età adulta (1-2% dei casi).

Caratteristica della dermatite atopica, spiegano ancora gli infermieri,  è l’alternanza tra le fasi di ripresa o peggioramento e di attenuazione o scomparsa dei sintomi. Il miglioramento in genere avviene nei mesi estivi e la ripresa della sintomatologia in quelli invernali, ciò è dovuto al freddo e alla secchezza dell’aria. Altra caratteristica è il peggioramento del prurito nelle ore notturne con conseguente disturbo del sonno, che determina irritabilità e diminuzione dell’attenzione nelle ore diurne.

Le cause della dermatite atopica, spiegano gli infermieri, non sono chiare, ma è probabile che siano implicati fattori ereditari e ambientali. I figli di genitori che hanno sofferto di dermatite atopica hanno infatti un rischio più alto di ammalarsi a loro volta. La dermatite atopica sembra anche associata a un non buon funzionamento del sistema immunitario, cioè il sistema che riconosce e contrasta gli agenti che provocano infezioni, come per esempio virus e batteri. In queste persone il sistema immunitario sembra determini un’infiammazione della cute, anche se non è presente un vero e proprio agente infettivo. In passato si riteneva che fosse causata da stress o da altri disturbi emozionali: oggi si sa che lo stress può peggiorare l’andamento della malattia, ma non è la causa.

Purtroppo “non esistono prove sufficienti per raccomandare specifici comportamenti di prevenzione. Sembra però che l’allattamento al seno possa avere una certa efficacia nel prevenire la dermatite atopica del bambino, ma i dati disponibili non sono univoci”, spiegano gli infermieri, che alle persone che potrebbero essere a rischio (per familiarità o storia di allergie) o che hanno già avuto i sintomi della dermatite almeno una volta consigliano di:
- usare regolarmente prodotti per la pelle emollienti (trattengono umidità e riducono la secchezza della cute);
- evitare il più possibile sostanze irritanti, come ad esempio saponi e detergenti (inclusi shamp, bolle di sapone, gel per la doccia o altri liquidi per l’igiene);
- diluire i detersivi di uso quotidiano (lavatrice) e risciacquare abbondantemente i vestiti);
- risciacquare accuratamente le mani quando si lavano con il sapone;
- indossare guanti /indumenti per la protezione quando si utilizzano detergenti per la pulizia della casa;
- se la causa della dermatite sembra essere un’allergia, è necessario eliminare o ridurre la possibilità di entrare in contatto con la sostanza che la determina (allergene);
- mantenere una adeguata temperatura, costante in tutta la casa;
- preferire indumenti e biancheria di cotone. Alcuni tessuti, come la lana o materiali fatti di tessuto ruvido, sembra aumentino l’irritazione della cute;
- usare un’adeguata protezione quando ci si espone al sole.

La dermatite atopica può essere comunque trattata. La cura mira a:
- ridurre l’infiammazione della pelle e di conseguenza il prurito;
- ristabilire la corretta idratazione della pelle;
- contrastare le infezioni.

Ma attenzione! “E’ bene non improvvisare cure casalinghe ma rivolgersi sempre al medico in caso di dermatite atopica”, avvertono gli infermieri. Che spiegano come per trattare il prurito il medico può prescrivere un unguento, una crema o una lozione a base di cortisone da applicare sulle lesioni per un periodo limitato di tempo, “da sospendere poi gradualmente perché l’interruzione brusca può causare un peggioramento della malattia. Il medico potrà anche, a seconda dei casi, suggerire di coprire le lesioni una volta medicate. Utile è pure l’uso di creme idratanti. A differenza di altre condizioni, il prurito da dermatite atopica non si riduce con l’uso degli antistaminici”. Tuttavia, spiegano gli infermieri, ridurre il prurito è possibile con bagni tiepidi di una ventina di minuti, seguiti dall’applicazione di creme idratanti.
Dagli infermieri, un ultimo avvertimento: “E' importante non sottovalutare la dermatite atopica perché se non curata adeguatamente può andare incontro a infezioni batteriche, virali o fungine”.
 

03 settembre 2013
© Riproduzione riservata


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