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Farmaci. Rapporto Osmed: i cardiovascolari i più venduti e un farmaco su due è generico


Pubblicato il Rapporto Osmed Aifa/Iss sui consumi dei farmaci nei primi nove mesi del 2010. Diminuiscono i prezzi ma aumentano i consumi e la spesa del Ssn resta stabile (+0,8% rispetto al 2009). In Calabria la spesa maggiore. A Bolzano la più bassa. I generici conquistano il 30% del mercato ma rappresentano ormai il 50% dei consumi medi giornalieri.

13 DIC - Nei primi nove mesi del 2010 la spesa farmaceutica territoriale di classe A-SSN è stata pari a circa 9.732 milioni di euro con un aumento dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tutti gli indicatori di consumo (ricette, confezioni e dosi) evidenziano un incremento rispettivamente del 3,3%, 3,1% e 3,8%. Ogni mille abitanti sono state prescritte 954 dosi rispetto alle 924 dell’anno precedente.
Questa la "macro fotografia" del consumo di farmaci in Italia, scattata dal Rapporto Osmed sui primi nove mesi del 2010, realizzato dall'Aifa e dall'Iss.
 
Dall’analisi delle principali componenti della spesa - si legge nella sintesi del rapporto - si rileva un aumento del 3,8% delle quantità di farmaci prescritti, una diminuzione del 3,3% dei prezzi e uno spostamento della prescrizione verso specialità più costose (effetto mix +0,2%). Tale indice non sembra essere influenzato dal maggior ricorso alla distribuzione diretta: la quota per farmaci appartenenti al Prontuario della Continuità Assistenziale (PHT) non erogati attraverso la distribuzione diretta o per conto rappresenta il 7% della spesa nazionale con una diminuzione di circa il 9% rispetto allo stesso periodo del 2009.

 
La spesa privata (farmaci per automedicazione, farmaci di fascia C con ricetta, farmaci di fascia A acquistati privatamente) è rimasta sostanzialmente stabile (+0,1%), in ragione di una crescita del 4,8% della spesa privata per farmaci di classe A e del 13,2% di quella di classe C a fronte di una diminuzione del 22,6% della spesa per i farmaci per automedicazione.
Come già osservato nel 2009 la Calabria con 201,8 euro pro capite è la regione con il valore più elevato di spesa farmaceutica territoriale di classe A-SSN, mentre la P.A. di Bolzano con 113,5 euro è quella con la spesa più bassa.
 
Tutte le Regioni hanno registrato un incremento delle dosi prescritte ad eccezione della Basilicata (-0,5%) e della Calabria (-0,7%).
I farmaci dell’apparato cardiovascolare rappresentano la principale categoria terapeutica sia in termini di DDD/1000 abitanti die (47% del totale) che di spesa pro capite (36%), seguiti da quelli dell’apparato gastrointestinale e metabolismo con rispettivamente il 14% ed il 16%. L’aumento più elevato nella prescrizione si osserva per i farmaci dermatologici (+9,3%), gastrointestinali (+7,7%), del sistema nervoso (+4,3%) e per quelli cardiovascolari (+3,6%), mentre diminuisce il ricorso ai farmaci antimicrobici (-3,5%) e agli antineoplastici e immunomodulatori (-2,2% sul territorio).
 
L’atorvastatina si conferma il principio attivo con la spesa più elevata (399 milioni di euro) seguita da rosuvastatina (232 milioni) e salmeterolo+fluticasone (227 milioni). Le associazioni olmesartan+idroclorotiazide e zofenopril+idroclorotiazide fanno rilevare la maggiore variazione di spesa rispetto all’anno precedente (rispettivamente +45,5% e +36,4%). Il ramipril con 50,7 DDD è la sostanza a maggior prescrizione, seguita dall’acido acetilsalicilico usato come antiaggregante piastrinico (43,8 DDD) e dall’amlodipina (27,7 DDD).
I farmaci equivalenti rappresentano oramai il 30% della spesa farmaceutica e il 50% delle DDD, nel corso del 2010 hanno perso la copertura brevettuale importanti molecole come il losartan, clopidogrel e nebivololo.
 
I farmaci con nota AIFA costituiscono circa un terzo della spesa e più di un quinto delle dosi della prescrizione territoriale a carico dell’SSN. Quattro note, relative ai farmaci per le dislipidemie (Nota 13), agli antiulcera (Note 1 e 48), agli antinfiammatori (Nota 66), ai farmaci per l’osteoporosi (Nota 79) sono responsabili del 75,5% della spesa e dell’82% delle DDD per i farmaci con nota AIFA.
 

13 dicembre 2010
© Riproduzione riservata


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