Ecco come si allungano i telomeri: scoperta la fontana dell’eterna giovinezza?

Ecco come si allungano i telomeri: scoperta la fontana dell’eterna giovinezza?

Ecco come si allungano i telomeri: scoperta la fontana dell’eterna giovinezza?
Per vivere più a lungo, potrebbe essere sufficiente ‘allungare’ le estremità dei cromosomi, i cosiddetti telomeri. Uno storico esperimento condotto nei laboratori della Stanford University dimostra che questo può essere ottenuto, somministrando un RNA messaggero codificante per il TERT, l’enzima allunga-telomeri. Nell’arco di pochi giorni dal trattamento, i cromosomi ringiovaniscono di una decina d’anni. E con loro le cellule.

Da anni, l’attenzione degli scienziati si è appuntata sui ‘telomeri’, una sorta di ‘caschetto’ che protegge le estremità dei cromosomi. La loro funzione sembra essere quella di mantenere in buona salute ed efficiente il DNA, che può in questo modo replicarsi. Ma i ‘caschetti’ non hanno vita eterna: ad ogni replicazione del DNA, tendono ad accorciarsi, finché diventano così sottili, che non sono più in grado di svolgere la loro azione protettiva; il DNA si trova così esposto a danni di vario tipo, compaiono delle mutazioni e l’organismo invecchia.
 
E’ possibile allontanare l’invecchiamento, semplicemente riuscendo ad allungare i telomeri, ad evitare che si consumino? È la domanda che si sono posti gli scienziati della Stanford University, che pubblicano oggi i risultati dei loro esperimenti su FASEB Journal, la rivista di biologia con più citazioni al mondo.
 
Gli scienziati americani hanno somministrato dell’mRNA modificato, codificante il TERT, un enzima capace di aumentare la lunghezza dei telomeri, aggiungendo delle sequenze ripetitive di DNA, ad una coltura cellulare. Altri tre gruppi cellulari, sono stati utilizzati come ‘controlli’; ad uno veniva somministrato mRNA codificante una forma inattiva di TERT; ad un altro la soluzione attraverso la quale veniva somministrato il TERT; all’ultimo,  nessun trattamento.
 
I telomeri del gruppo di cellule sottoposto al trattamento attivo (cioè alla somministrazione di mRNA TERT) hanno presentato un rapido ‘allungamento’ nell’arco di pochi giorni, mentre i telomeri degli altri tre gruppi cellulari non mostravano alcuna alterazione.
Molto importante da un punto di vista della safety, è stata la constatazione che i telomeri ‘allungati’ in maniera artificiale tornavano col tempo a riaccorciarsi fisiologicamente e che queste cellule ad un certo punto smettevano di dividersi; ciò significa che le cellule sottoposte al trattamento ‘anti-aging’ non diventano ‘immortali’.
 
“Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal constatare con quale rapidità l’mRNA TERT riesca ad allungare i telomeri – afferma John Ramunas, primo autore dello studio – A pochi giorni dal trattamento, i telomeri dei fibroblasti avevano recuperato almeno dieci anni di invecchiamento, presentando una regressione del loro accorciamento. Questo suggerisce dunque che un trattamento del genere ha un’azione immediata e duratura”.
 
Il trattamento ‘allunga-telomeri’ è stato sperimentato su diversi tipi cellulari, quali fibroblasti e mioblasti; attualmente è in sperimentazione sulle cellule staminali. I ricercatori di Stanford hanno inoltre dimostrato che le cellule possono essere sottoposte a questo trattamento diverse volte, e in questo modo si ottiene un miglioramento della loro capacità di divisione.
 
Una ricaduta pratica di questo esperimento è ad esempio che il piccolo numero di cellule contenuto in un campione bioptico potrà essere amplificato con questo metodo, al fine di ottenere un gran numero di cellule. Questa metodologia potrebbe inoltre trovare applicazione  nel modeling delle malattie, nello screening dei farmaci e, naturalmente, in medicina rigenerativa.
 
“Nell’immediato – commenta Helen M. Blau, che ha coordinato la ricerca come Direttore del Baxter Laboratory for Stem Cell Biology presso il Dipartimento di Microbiologia e Immunologia della Stanford University (California, USA) – speriamo che i nostri risultati siano utilizzabili in vari contesti per ricercare trattamenti e cure per una serie di malattie. Più avanti nel futuro, speriamo che questi risultati aiutino a prevenire, ritardare e addirittura a trattare una serie di condizioni correlati all’età, ma anche alcune malattie genetiche devastanti, causate da un inadeguato mantenimento dei telomeri.”
 
“Scopriremo magari un giorno che non è questa la fontana dell’eterna giovinezza – commenta Gerald Weissmann, direttore di FASEB Journal – ma di certo questo è un lavoro storico. Nel breve termine ci consentirà di capire come l’invecchiamento impatti sui meccanismi molecolari delle cellule; a lungo termine, l’unico limite è il cielo. I biologi hanno intuito da tempo che il segreto per vivere più a lungo è riuscire ad allungare i telomeri. Helen Blau e i suoi colleghi sono riusciti a farlo.”
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

27 Gennaio 2015

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