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Lesioni midollo spinale. Cosa fare? Medici e pazienti presentano il documento Oms in italiano

L’iniziativa è della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, in  collaborazione con la Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici.  Il documento tratta gli aspetti sanitari e sociali della patologia e contiene indicazioni utili a tutti i diversi soggetti coinvolti nella problematica. SCARICA IL VOLUME.

29 DIC - L’Organizzazione Mondale della Sanità stima  che le persone  che  ogni anno nel mondo restano vittime di una lesione del midollo spinale siano fra  le 250.000 e le 500.000. Le lesioni traumatiche, per lo più dovute ad incidenti del traffico,  colpiscono prevalentemente i giovani e gli adulti,  mentre le non traumatiche interessano in maggioranza persone in età più avanzata. Entrambe comportano spesso gravi conseguenze disabilitanti, ed un elevato impiego di risorse per la cura in fase acuta, la riabilitazione e l’assistenza a lungo termine. Si tratta quindi di un problema di sanità pubblica a livello mondiale.
 
Secondo le stime relative al nostro Paese sono 85.000 le persone che in Italia vivono con questa condizione, con un’incidenza di circa 2.500 i nuovi casi/anno.
 
Il documento “International  Perspectives on Spinal Cord Injury”( IPSCI), pubblicato nel 2013 dall’OMS,rappresenta un contributo importante nell’approfondimento degli aspetti sanitari e sociali di questa patologia, vista in una prospettiva mondiale ed in molti diversi contesti sociali, culturali ed economici,  e contiene indicazioni utili a tutti i diversi soggetti coinvolti nella problematica: persone con disabilità e loro famigliari,  professionisti, programmatori sociosanitari, esponenti del mondo della scuola e  del lavoro, legislatori e decisori.

 
La Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER), in  collaborazione con la Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici (FAIP) ha curato, su autorizzazione dell’OMS, la versione italiana del documento.
 
Il lavoro di traduzione, coordinato da David Fletzer, ha richiesto quasi due anni di lavoro, ed ha recentemente ottenuto l’approvazione definitiva dell’OMS.
 
“Si tratta di un documento che, al di là della rilevanza specifica per il miglioramento degli interventi per le persone con lesione midollare, il cui numero è relativamente limitato in rapporto ad altre condizioni disabilitanti,  rappresenta una fonte importante di indicazioni valide anche per diverse altre menomazioni, e sottolinea la necessità di un approccio in cui, oltre agli aspetti biomedici, siano tenuti in conto i determinanti ambientali e personali che influiscono sul livello di autonomia e partecipazione sociale”, afferma il Presidente della SIMFER, Paolo Boldrini.
 
“Il raggiungimento di una apprezzabile qualità di vita per le persone con disabilità e, nella fattispecie, con lesione al midollo spinale, dipende dalla capacità del sistema socio-economico e sanitario di saper rispondere in modo appropriato ai bisogni assistenziali delle persone disabili” sottolinea il Presidente FAIP, Vincenzo Falabella.
 
Il volume è scaricabile direttamente a questo link oppure dai siti www.simfer.it e www.faiponline.it.

29 dicembre 2015
© Riproduzione riservata


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