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Salute orale, lavarsi i denti subito dopo mangiato è un errore. Svelati i tre falsi miti più comuni

Lavarsi i denti appena finito di mangiare, sciacquarsi la bocca con l’acqua per liberarsi del dentifricio e bere succhi di frutta pensando che siano meno dannosi delle bibite gassate. Ecco i tre falsi miti sfatati da uno studio della Fdi, World dental federation, la Federazione dentaria internazionale, diffuso oggi, in occasione della giornata mondiale della Salute Orale. Per la prima volta l’appuntamento è stato celebrato anche in Italia.

20 MAR - “Corri a lavare i denti!”. Quante mamme avranno ripetuto questa frase, alla fine di ogni pasto, ai propri figli. Sicuramente tante. Eppure, tutte hanno commesso un errore. Dopo aver mangiato bisogna attendere almeno trenta minuti prima di armarsi di dentifricio e spazzolino. A rivelarlo è uno studio della Fdi, World dental federation, Federazione dentaria internazionale, condotto in 12 paesi, per scoprire cosa sa la popolazione della salute orale e quali regole di comportamento adotta.


Il sondaggio è stato diffuso oggi, in occasione della Giornata mondiale della salute orale. Quest’anno, per la prima volta, si è svolta anche in Italia. L’analisi ha coinvolto un campione di oltre 12 mila persone in Australia, Brasile, Canada, Egitto, Giappone, Gran Bretagna, India, Messico, Nuova Zelanda, Polonia, Stati Uniti, Sud Africa. Lo stesso studio ha rivelato pure che 56% della popolazione è convinta che lavarsi i denti appena finito di mangiare sia una buona pratica.

Le abitudini errate più diffuse

Ci sono altri due comportamenti più diffusi frutto di false credenze sulla salute orale: sciacquarsi la bocca con l’acqua per liberarsi del dentifricio e bere succhi di frutta pensando che siano meno dannosi delle bibite gassate.
“Comprendere sin dall’infanzia quali sono le buone abitudini da seguire – ha spiegato Edoardo Cavallè, dentista italiano e consigliere della Federazione dentaria internazionale, responsabile del gruppo di contatto che ha organizzato la giornata a livello globale - aiuta a conservare una salute orale ottimale fino alla tarda età garantendo una vita libera dal dolore e dal disagio emotivo spesso causato da problemi della bocca”.

I risultati dello studio
Quasi 7 persone su 10 si sciacquano la bocca con l’acqua per togliere il residuo di dentifricio credendo di far bene. E invece anche questo, dicono gli esperti, è un comportamento sbagliato. L’indicazione dei professionisti della salute orale è infatti di evitare il risciacquo con l’acqua, limitandosi a sputare il dentifricio in eccesso. In questo modo la massima esposizione al fluoro è assicurata.
Più bassa, invece, la percentuale di coloro che pensano che i succhi di frutta siano meno dannosi delle bibite gassate, circa il 36% degli intervistati. Si sbaglia in entrambi i casi perché il livello di zuccheri contenuti è comunque elevato e quindi può essere causa di carie.

Lo studio della World Dental Federation ha rivelato pure che solamente il 28% degli intervistati ha riconosciuto che per preservare la salute orale è importante bere alcol in maniera moderata. Il 66% sa di dover evitare il fumo se non vuole avere problemi di salute orale e il 69% riconosce che consumare un consumo eccessivo di zuccheri è dannoso per la salute. Quasi 8 persone su 10 sa che è una buona abitudine fare una visita odontoiatrica una volta l’anno, ma solo il 52% lo fa realmente.

L’evento della Capitale
A Roma per contribuire a sfatare i falsi miti sulla salute orale e offrire ai cittadini indicazioni corrette per la salute della bocca Andi e la sua Fondazione hanno organizzato un incontro per lanciare il messaggio “Vivi sano. Mantieni la tua bocca in salute”. “Una buona salute orale è molto più di un bel sorriso – ha detto Giovanni Evangelista Mancini, presidente di Fondazione Andi – Una scarsa salute orale è stata associata a una serie di patologie tra cui il diabete, le malattie cardiovascolari, il cancro al pancreas, la polmonite, l’Alzheimer”. In piazza Vittorio Emanuele II sono intervenuti insieme ai rappresentanti di Fondazione Andi e Fondazione Enpam, padroni di casa, anche i rappresentanti di Andi, del Cenacolo odontostomatologico italiano Coi - Aiog, della Società italiana di patologia e medicina orale – Sipmo, della Commissione Albo Odontoiatri – Cao e dell’Università Sapienza di Roma.

20 marzo 2017
© Riproduzione riservata


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