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Migranti. “Scienza senza frontiere”, i giovani incontrano i ricercatori del'Iss. Un ciclo di lezioni per imparare a tutelare la salute 

Alimentazione, diritto alla salute, vaccinazioni, prevenzione delle malattie trasmissibili, uso delle droghe e abuso dell’alcol. Questi i temi che i ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità affronteranno con i giovani migranti, su richiesta di alcuni Centri di Accoglienza Straordinari (Cas) romani. Il ciclo d’incontri “Scienze senza frontiere” è stato inaugurato oggi dal presidente dell’Istituto, Walter Ricciardi, con una visita al Museo dell’Iss. IL PROGRAMMA DI “SCIENZE SENZA FRONTIERE”. 

21 DIC - Un viaggio tra alcuni pezzi di storia della ricerca scientifica italiana ed europea, alla scoperta di quel lungo percorso compiuto per arrivare ad una piena tutela della salute pubblica. L’hanno affrontato oggi i migranti dei Centri di Accoglienza Straordinari della Capitale, Codirossoni, Casilina 1 e Casilina 2. Diciannove giovani, quasi tutti richiedenti asilo e soltanto alcuni in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Hanno già cominciato ad imparare l’italiano, proprio grazie agli insegnanti dei centri di accoglienza, dove resteranno per almeno sei mesi, in alcuni casi anche fino a due anni.
 
È solo la prima tappa del ciclo d’incontri “Scienze senza frontiere”, occasioni studiate dai ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità per aumentare la consapevolezza dei giovani migranti sull’importanza della tutela della propria salute. Si va dalle vaccinazioni, fino alla prevenzione in generale, passando per i corretti stili di vita che prevedono una buona alimentazione e l’eliminazione di qualsiasi forma di dipendenza, dal fumo, all’alcol, fino alle droghe.
 

“Non conosco le vostre singole storie – ha detto Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, accogliendo i giovani migranti - ma penso che ci sia un denominatore comune che vi ha spinto ad arrivare qui in Italia. Oggi voi affrontate una sfida che in passato è toccata anche agli italiani: migrare in cerca di una vita migliore. Specialmente tra le due grandi guerre, qui c’era troppa povertà e si fuggiva. Poi l’Italia stessa è diventata un Paese industriale in grado di accogliere nuovi cittadini”.

“Quando gli italiani migravano – ha aggiunto Ricciardi - i pregiudizi nei loro confronti erano enormi. Venivano accusati di essere sporchi, violenti. Poi hanno imparato a far emergere le proprie capacità, soprattutto negli Stati Uniti. Negli Usa, alcuni componenti della comunità italiana, grazie allo studio ed all’impegno, hanno scalato le vette del successo, arrivando a ricoprire importanti cariche istituzionali, oppure sono diventati volti noti del grande e piccolo schermo”.
 
Il presidente dell’Iss ha raccontato questa storia del passato per incitare i giovani migranti a seguire le stesse orme nel presente: “studiare, migliorarsi, approfondire le conoscenze scientifiche sono le chiavi necessarie alla costruzione di un futuro migliore”.
 
Tra i giovani migranti ce ne sono due che un po’ di strada l’hanno già fatta, uno laureandosi in sociologia, l’altro in ingegneria. Ma per tutti questo ciclo d’incontri è un’occasione importante per imparare qualcosa in più e fare delle scelte giuste per la propria salute. Dopo l’accoglienza del presidente Ricciardi i giovani migranti hanno potuto ascoltare la lezione del giornalista Pietro Greco sulle “radici ellenistiche e arabe della cultura scientifica”, per poi cominciare il loro percorso guidato tra le mura del museo.
 
La visita al museo
Ad accoglierli la grande sala “Giardino di Inverno”, all'ultimo piano dell'edificio dell'Istituto, completamente decorata da piastrelle dipinte, che ritraggono piante e animali. All’inizio del percorso affrontato dai giovani migranti la mostra temporanea dedicata alle vaccinazioni.
 
Più avanti, le quattro sezioni permanenti. Prima le storiche immagini dell'Iss, che testimoniano l’impegno nella lotta alla malaria, uno dei motivi che portò alla fondazione dello stesso Istituto. Scatti di Lewis Wendell Hacket, inviato dalla Rockefeller, e del grande scienziato italiano Alberto Missiroli. È qui il primo reperto raffigurante il modello di una zanzara ed anche le foto che testimoniano l'istituzione di una vera e propria fabbrica di penicillina, costruita all’interno dell’Istituto.
 
Questa passeggiata nella storia ha poi permesso ai giovani partecipanti di conoscere gli strumenti utilizzati un tempo, di vedere immagini di laboratori e delle persone che vi hanno lavorato lungo il corso degli anni.
 
Si sono poi ritrovati “immersi” tra alcuni dei libri antichi che hanno contribuito ad arricchire le strade della scienza: i testi del Fondo dei Libri Rari della Biblioteca. Dal passato sono ritornati al presente attraverso un video che racconta l'Iss e che affronta le tematiche al centro dei più attuali dibattiti: dalla lotta all'Aids, alle cellule staminali, dalle reti epidemiologiche alla ricerca contro il cancro, fino alla sicurezza ambientale e alimentare.

Scienze senza frontiere, gli eventi successivi
Il prossimo appuntamento con “Scienze senza frontiere”, è fissato per il 10 gennaio, giorno in cui si parlerà del diritto alla salute della persona migrante in Italia e della prevenzione delle infezioni a trasmissione sessuale. Per circa due mesi gli ospiti del Centro incontreranno oltre venti esperti che affronteranno con loro dieci temi di salute e sanità e discuteranno con loro di stili di vita salutari e prevenzione.
 
Il ciclo di incontri è stato organizzato con gli insegnanti di italiano dei centri di accoglienza e, grazie ad alcuni glossari preparati dai ricercatori sui temi che affronteranno, diventeranno oggetto di esercitazione linguistica e, contemporaneamente, di empowerment sui temi della salute.
Con i giovani sarà inoltre realizzato un laboratorio didattico la cui attività guidata proseguirà nella loro aula scolastica con la produzione autonoma di poster sugli argomenti trattati, in modo da poter organizzare creativamente le conoscenze acquisite e trasmetterle agli ospiti di quella e di altre comunità.
 
Intanto, già questa sera i giovani migranti torneranno nel loro Centro di accoglienza con un importante compito: “sarete ambasciatori di ogni messaggio che apprenderete all’Istituto Superiore di Sanità – ha concluso il presidente Ricciardi – migliorando non solo la vostra condizione di benessere, ma anche insegnado alle vostre famiglie ed ai vostri amici l’importanza della tutela della salute”. 
 
Isabella Faggiano

21 dicembre 2017
© Riproduzione riservata


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