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29 MARZO 2020
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Sicurezza sul lavoro. Per attuare la nuova legge mancano ancora 17 disposizioni specifiche

Ad 11 anni dalla promulgazione del Dlgs 81/2008 restano ancora molte le disposizioni inattuate. Tra queste la disciplina applicabile alle attività lavorative a bordo delle navi, la semplificazione della documentazione ai fini del libretto formativo dei cittadini, i criteri per l’individuazione e l’uso dei dispositivi di protezione individuale e provvedimento relativi agli agenti chimici, cancerogeni e biologici, e molto altro ancora. A ricordarle la responsabile Welfare del Pd Maria Luisa Gnecchi.

06 DIC - Sono ancora 17, ad 11 anni dalla promulgazione del D.Lgs.81/2008, “le disposizioni in attesa di attuazione che attengono a vari aspetti della disciplina in materia di salute e sicurezza sul lavoro” non ancora varate. A sottolinearlo è stata Maria Luisa Gnecchi, responsabile del Dipartimento Welfare del PD, a conclusione dell’evento di alcuni giorni fa, di presentazione del forum salute e sicurezza sul lavoro del Partito Democratico.
 
I provvedimenti ancora fermi, elencati nella Relazione annuale sullo stato di applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro e sul suo possibile sviluppo, per l’anno 2018, in attuazione di quanto previsto dall’art.6 del d.lgs.81/2008, presentata al Ministro del Lavoro il 14 ottobre scorso, rivestono una particolare importanza per l’applicazione della normativa in maniera più compiuta e chiara. Tra di essi c’è la disciplina applicabile alle attività lavorative a bordo delle navi, la semplificazione della documentazione ai fini del libretto formativo dei cittadini, le gravi violazioni a fondamento di provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, i corsi di laurea che consentono l’esonero dai corsi di formazione per responsabile e addetti al servizio di prevenzione e protezione, la modalità per l’eventuale eliminazione o tenuta semplificata della documentazione in materia, ed ancora i criteri per l’individuazione e l’uso dei dispositivi di protezione individuale e provvedimento relativi agli agenti chimici, cancerogeni e biologici.

 
Da parte di Luisa Gnecchi viene richiamata l’attenzione sulle prospettive di sviluppo della normativa soprattutto per le micro e piccole imprese di prossime misure legislative in grado di assicurare lo snellimento delle procedure di attribuzione delle risorse, il riordino degli accordi tra le amministrazioni centrali e periferiche in materia di vigilanza sull’assunzione di alcol e stupefacenti da parte di alcne categorie di lavoratori. E’ stata, poi, sottolineata la necessità di recepire nell’ordinamento italiano entro il prossimo 17 gennaio, l’importante direttiva europea per la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da una esposizione ad agenti cancerogeni e mutanti durante il lavoro.
 
I temi su cui lavoreranno i gruppi di esperti del Forum del PD sulla SSL, coordinati da Daniele Ranieri, sono Europa e Strategie Nazionali; la prevenzione nelle piccole e microimprese: proposte di semplificazione; benessere nei luoghi di lavoro e salute occupazionale; forme contrattuali e nuovi rischi; partecipazione e dialogo sociale; sistema istituzionale e attività di prevenzione. Ci sarà sicuramente un particolare approfondimento ha aggiunto Gnecchi, sulla recentissima "Raccomandazione sull'accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi", approvata dal Consiglio dell’Unione europea che riguarda dai 9 ai 10 milioni nel nostro Paese.
 
Il testo, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea CA 387/1, è in linea con il Pilastro Sociale europeo e definisce obiettivi ambiziosi al fine di tutelare i nuovi lavoratori negli Stati membri, pur rispettando pienamente i sistemi nazionali. La Raccomandazione si applica ai lavoratori subordinati e autonomi, comprese le persone che si trovano in entrambe le condizioni lavorative o che sono in transizione tra l'una e l'altra, e punta a fornirgli "accesso a un livello adeguato di protezione sociale, (omissis) fatte salve le facoltà degli Stati membri di organizzare i propri sistemi di protezione sociale". Inoltre, la Raccomandazione si applica a chi ha interrotto l'attività lavorativa a causa del verificarsi di uno dei rischi coperti dalla protezione sociale, "nella misura in cui siano previsti negli Stati membri", come le prestazioni di disoccupazione, per malattia e assistenza sanitaria, di maternità e di paternità assimilate, d'invalidità, di vecchiaia e ai superstiti, in caso d'infortuni sul lavoro e malattie professionali.
 
In sede comunitaria, è stato ricordato il valore politico della Raccomandazione che - nonostante non abbia carattere legislativo - potrà sostenere gli Stati membri nell'adattamento dei sistemi di protezione sociale, al fine di renderli più efficaci nella protezione dei lavoratori che - alla luce dei cambiamenti intervenuti nel mercato del lavoro - restano spesso senza le tutele minime. Su questo punto in particolare, è stato posto in rilievo l'impegno del Governo italiano al fine di estendere le tutele anche a lavoratori con forme di contratto atipiche, come ad esempio i riders.
 
La raccomandazione che riguarda i lavoratori subordinati e autonomi, comprese le persone che si trovano in entrambe le condizioni lavorative o che sono in transizione tra l’una e l’altra, come pure alle persone che hanno interrotto l’attività lavorativa a causa del verificarsi di uno dei rischi coperti dalla protezione sociale, prevede anche prestazioni in caso di infortuni e malattie professionali.
 
Entro il 15 novembre 2020, la Commissione, congiuntamente con il comitato per la protezione sociale, dovrebbe stabilire un quadro di monitoraggio e sviluppare indicatori comuni concordati, sia qualitativi sia quantitativi, per valutare l’attuazione della presente raccomandazione, che consentano la revisione. Viene poi raccomandato, nello stesso documento, tra l’altro, agli Stati membri di attuare i principi enunciati nella presente raccomandazione appena possibile e presentare un piano per fornire informazioni sulle corrispondenti misure da adottare a livello nazionale entro il 15 maggio 2021.
 
I progressi compiuti nell’attuazione di tali piani dovrebbero essere discussi nel contesto degli strumenti multilaterali di sorveglianza in linea con il semestre europeo e con il metodo aperto di coordinamento per la protezione sociale e l’inclusione sociale.

Domenico Della Porta
Presidente Osservatorio Nazionale Malattie Occupazionali e Ambientali Università Studi di Salerno


06 dicembre 2019
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