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Covid. Indice Rt aumenta in 13 regioni. Lazio, Veneto ed Emilia Romagna sopra l’1. “Controllo efficace dell’infezione, ma va mantenuta alta l’attenzione”. Il 7° Report Ministero/Iss


Pubblicato l'aggiornamento relativo alla settimana dal 22 al 28 giugno. Il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione in Italia rimane a “bassa criticità” ma Rezza avverte: “La comparsa di focolai, che vengono però rapidamente contenuti, sta ad indicare che c'è una continua circolazione virale, per cui bisogna mantenere comportamenti adeguati, portare mascherine in luoghi pubblici e mantenere distanziamento sociale”. I REPORT REGIONALI

03 LUG - Continua la discesa dell’incidenza del numero di casi ma in 13 regioni l’indice Rt cresce, con Lazio, Veneto ed Emilia Romagna sopra l’1 e la Toscana a 0,99 mentre migliora il dato della Lombardia che ha un Rt che scende a 0,89. Sono questi alcuni dati del settimo report di Monitoraggio dell’andamento dell’epidemia di Covid con i dati relativi al periodo 22-28 giugno 2020
 
“Nell'ultima settimana, nel nostro Paese, il numero di casi totali è leggermente diminuito, naturalmente continua la circolazione virale tanto è vero che gli Rt aumentano o diminuiscono a seconda di dove si formano i focolai. In alcuni Regioni il numero di casi è ancora abbastanza rilevante”, commenta Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute
 
“Naturalmente - prosegue - la comparsa di focolai, che vengono però rapidamente contenuti, sta ad indicare che c'è una continua circolazione virale, per cui bisogna mantenere comportamenti adeguati, portare mascherine in luoghi pubblici e mantenere distanziamento sociale”.
 
“Complessivamente – si legge nel report - il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 gg (periodo 15/6-28/6) di 4.7 per 100.000 abitanti (in diminuzione). A livello nazionale, si osserva una lieve diminuzione nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati al sistema integrato di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, con Rt nazionale < 1, sebbene lo superi nel suo intervallo di confidenza maggiore”.
 
Iss e Ministero evidenziano come “in tutta la Penisola persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti” anche se “il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso contenuto”.
 
Tutto ciò “avviene grazie alle attività di testing-tracing-tracking che permettono di interrompere potenziali catene di trasmissione sul nascere. La riduzione nei tempi tra l’inizio dei sintomi e la diagnosi/isolamento permette una più tempestiva identificazione ed assistenza clinica delle persone che contraggono l’infezione”.
 
Tuttavia si “evidenzia come ancora l’epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa. Si conferma una situazione epidemiologica estremamente fluida”.
 
Per quanto riguarda le stime Rt esse “tendono a fluttuare in alcune Regioni/PPAA in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti. Si osservano, pertanto, stime superiori ad 1 in Regioni dove si sono verificati recenti focolai”.
 
In ogni caso “persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali in quanto, per le caratteristiche della malattia COVID-19, solo una piccola proporzione del totale delle persone che contraggono il virus SARS-CoV-2 sviluppano quadri clinici più gravi. Questo risultato, atteso in base alla strategia adottata nella fase di transizione, permette di gestire la presenza del virus sul territorio, in condizioni di riapertura, senza sovraccaricare i servizi assistenziali”.
 
A prescindere da ciò si rimarca però come “eppur in diminuzione, in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante”.
 
Tutte ragioni per cui Ministero e Iss raccomandano “di mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di testing-tracing-tracking in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia. È fondamentale mantenere elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico”.
 

 

03 luglio 2020
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