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Vaccini. Studio Usa denuncia intervento di troll russi. Anelli (Fnomceo): “I Governi facciano chiarezza sulla vicenda”


A lanciare l’allarme uno studio pubblicato sull’American Journal of Public Health secondo il quale troll provenienti dalla Russia diffondevano notizie sia pro sia contro i vaccini per fomentare discordia. Il presidente Fnomceo: “I Governi hanno il dovere e i mezzi per fare chiarezza, prevenzione e dissuasione sulla diffusione di false notizie. Non lasciatevi rubare salute e libertà”

24 AGO - Non solo hanno influenzato le elezioni presidenziali statunitensi, ma ora i troll russi, tramite social network, avrebbero scientemente alzato i toni del dibattito sul tema, seminando zizzania tra l’opinione pubblica. A rilevarlo uno studio americano pubblicato sull’American Journal of Public Health e condotto da ricercatori dell’Università di Washington e riportato oggi dalla stampa internazionale.
 
Immediato il commento del presidente della Fnomceo Filippo Anelli che chiede ai Governi di “fare chiarezza sulla vicenda e di approfondire questo tema, che ci riguarda a livello globale”.
 
“A differenza dei ‘classici’ bots o dei cosiddetti ‘avvelenatori di pozzi’, che, nel periodo esaminato, spacciavano in rete principalmente contenuti antivax – ha affermato Anelli –  i troll provenienti dalla Russia diffondevano notizie sia pro sia contro i vaccini, in modo da polarizzare l’opinione pubblica americana e creare la percezione falsa di un dibattito nella comunità, fomentando la discordia. Siamo sorpresi dalle notizie riportate oggi dalla stampa. Chiediamo ai Governi di fare chiarezza su questa vicenda e di approfondire questo tema, che ci riguarda a livello globale. La libertà di informazione non può prescindere dall’affidabilità delle fonti. Spetta alle autorità garantire tale affidabilità ed evitare manipolazioni e inutili allarmismi”.
 
“La polarizzazione del dibattito su argomenti così sensibili, specie se creata ad arte, lungi dal fare chiarezza, aumenta il rumore di fondo e l’incertezza – continua Anelli –, inficiando la consapevolezza e la libertà dei cittadini. La scienza deve essere elemento di coesione delle popolazioni, non divisivo. Si sente spesso dire che la scienza non è democratica. È vero, non lo è nel senso che ‘uno non vale uno’. Ma la scienza, e ancor più la medicina, è profondamente democratica: è processo partecipativo che genera il progresso, ed è argomento che riguarda noi tutti, come scienziati, come medici, come cittadini. Ben venga quindi una discussione onesta, trasparente, fondata sulle migliori evidenze e non inquinata da false notizie, schieramenti artificiosi, polemiche sterili”.
 
“Noi medici, nel nostro ruolo a tutela della salute pubblica, abbiamo il dovere di difendere la buona informazione scientifica – conclude Anelli – i Governi hanno il dovere e i mezzi per fare chiarezza, prevenzione e dissuasione sulla diffusione di false notizie. I cittadini tutti hanno il dovere di non lasciarsi rubare, da manipolatori, venditori di illusioni, soggetti portatori di interessi illeciti, la loro salute e la loro libertà”.

24 agosto 2018
© Riproduzione riservata

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