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Aris: “Da Schillaci e Regioni una dimostrazione di responsabilità civile”


29 MAR -

“Una dimostrazione di responsabilità”. Così Padre Virginio Bebber, Presidente dell’ARIS - Associazione tra le più attive nel manifestare l’inapplicabilità del nuovo tariffario in quanto insostenibile per le strutture convenzionate - ha commentato l’accordo raggiunto in sede di Conferenza Stato-Regioni quanto alla proroga dell’entrata in vigore del nuovo tariffario. “Una scelta coraggiosa quanto necessaria – ha aggiunto Padre Bebber – anche se il provvedimento provoca l’ennesimo rinvio dell’entrata in vigore delle innovazioni apportate ai LEA.  E questo è il rammarico che nasce da una situazione male impostata sin dall’inizio, che, è giusto ricordarlo, questo Governo ha ereditato dagli immediati predecessori. Predecessori che non hanno tenuto certo in conto il danno che i tagli alle tariffe, operati chiaramente per ricavare i soldi necessari al finanziamento dei nuovi LEA, si sarebbero rivelati insostenibili per le strutture convenzionate, al punto da obbligarle a negare le prestazioni stesse per non correre il rischio di irrecuperabili buchi di bilancio”.

Forse “un piccolo passo in più – ha tenuto a precisare P. Bebber – avrebbe reso più accettabile il provvedimento. Sin dal giorno in cui le regioni, all’unanimità rifiutarono la proposta, a causa di sviste clamorose nella compilazione del tariffario e ne chiesero lo scivolo dell’entrata in vigore dal 1° gennaio al 1° aprile – parliamo di qualche mese fa -, noi proponemmo un confronto con le parti ministeriali e regionali per rivedere le tariffe tagliate e raggiungere un sempre possibile accordo. Oggi forse non staremmo qui a tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo di dover dimezzare i servizi ai cittadini e, purtroppo, a dover invece assaporare l’amarezza per il rinvio di tutte quelle prestazioni innovative per curare la gente, rese possibili dalle nuove acquisizioni tecnico-scientifiche”.

Ora, secondo Bebber, bisogna mettere in campo tutta la buona volontà disponibile e sedersi ad un unico tavolo per una strategia comune. Certo il nodo da sciogliere è dove trovare i soldi necessari a finanziare LEA e prestazioni specialistiche ambulatoriali e protesiche nel più breve tempo possibile. A cercare qualche risparmio in altri progetti legati al PNRR è sempre possibile, soprattutto se si comincia a pensare che investire in salute della popolazione non è una spesa ma è un guadagno sicuro. E forse non sarebbe neppure necessario aspettare la Legge di Bilancio 2025 per agire. “Noi ci siamo e siamo pronti ad ogni forma di seria collaborazione per venire incontro ai bisogni della comunità italiana”.



29 marzo 2024
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