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Se la scuola "va" in ospedale


16 SET - La scuola in ospedale contribuisce a tutelare e a coniugare due diritti costituzionalmente garantiti: quello della salute e quello dell'istruzione e nasce dalla Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia del 1989 e dalla Carta Europea dei bambini degenti in ospedale del 1986. Sia i bambini che gli adolescenti devono infatti avere quotidianamente la possibilità di studiare, in relazione alle proprie necessità a seconda dell’ età, della cultura e delle condizioni di salute, in un ambiente che sia adeguatamente strutturato.
  
L’assistenza al bambino in ospedale riguarda, oltre la cura, il prendersi cura delle condizioni generali del bambino e del suo contesto di vita.
Gli operatori ospedalieri operano in tale ambito integrandosi con le altre strutture sanitarie, educative e sociali presenti sul territorio. Ai bambini affetti da malattie croniche o da situazioni che prevedono degenze prolungate va infatti garantita la continuità scolastica, attraverso un lavoro integrato di rete tra le istituzioni.
E’ stato riscontrato che mantenere un legame di continuità con la realtà esterna, rafforza e motiva la volontà di guarigione, consente al bambino malato di non aggiungere al disagio della malattia quello di un ritardo nella sua formazione culturale e della perdita di contatto con i coetanei.
Il Ministero della Salute e quello dell’Istruzione hanno stabilito, con appositi protocolli di intesa a partire dal 1995, l’istituzione di apposite sezioni scolastiche in ospedale, a cui la scuola fornisce insegnanti e materiale didattico.

In questo modo oltre a prevenire e contrastare la dispersione scolastica, lo studente risulterà facilitato nel reinserimento nel contesto scolastico tradizionale al termine del periodo di ricovero.
La scuola in ospedale è naturalmente una esperienza formativa decisamente speciale sia per i destinatari, che sono ricoverati, che per le sue modalità e richiede una stretta collaborazione tra gli insegnanti e gli operatori sanitari, medici e infermieri, in modo che venga rafforzato il percorso verso la guarigione e non ci siano interferenze con la terapia. 

16 settembre 2013
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