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Gallo (Ass. Coscioni): “No al decreto legge, lavoriamo insieme per le coppie"


06 AGO - La segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo, interviene in replica all’audizione di oggi della ministra per chiedere a Beatrice Lorenzin di “non portare al Consiglio dei Ministri di domani il Decreto Legge annunciato sull'eterologa, ma di ascoltare le eccezioni formulate dagli esperti, dai giuristi, dalle società scientifiche, dalle associazioni di pazienti”.
 
Gallo invita quindi Lorenzin a “lavorare insieme affinché in piena garanzia legale, sanitaria, nel rispetto della sentenza della Corte Costituzionale, che ha cancellato il divieto di eterologa, sia applicata la donazione con gameti esterni alla coppia. Non è il tempo delle spaccature tra i fronti, che possono provocare solo conseguenze negative sulle coppie che vogliono un figlio: è il momento di guardare al futuro per andare incontro alle coppie e non disincentivare l’accesso alla tecnica”.
 
Prima di concludere Filomena Gallo fa una serie di precisazioni sui punti sollevati oggi dal Ministro in audizione: “Il decreto legge serve a colmare vuoto normativo, la cancellazione del divieto da parte della Consulta non fa venir meno nessuna tutela per i soggetti coinvolti: coppie, nati e donatori anonimi. Ancor più con questa ultima decisione ha affermato che il sistema normativo italiano è idoneo al ripristino della tecnica e ha affermato il principio di non discriminazione tra cittadini nell’accesso alle cure e il rispetto delle libertà individuali, diritti questi costituzionalmente rilevanti. nella sentenza 162 del 2014 la Corte Costituzionale è chiara nelle motivazioni della sentenza come lo fu già nel 2005: nell’ammettere il quesito referendario per l’abrogazione del divieto di eterologa, affermò che non si creava vuoto normativo”.

 
Seconda precisazione di Filomena Gallo “l’inserimento dell’eterologa nei livelli essenziali di assistenza. Prima di inserire la Pma nei Lea occorre aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza fermi al 2001”.
 
Ancora un’osservazione che riguarda la costituzione del Registro nazionale dei donatori presso il Cnt. “Avevamo proposto come Associazione Luca Coscioni insieme ai Parlamentari radicali nella scorsa legislatura un progetto di legge che prevedeva la possibilità del sistema del doppio binario, quindi donatori anonimi e non, sistema che trova le sue ragioni in una serie di considerazioni. La prima: il problema del segreto è stato risolto in vari Paesi con modalità differenti, tenendo talora conto del diritto del nato a conoscere le proprie origini genetiche, talora consentendo solo il diritto all’ informazione generica, talora stabilendo regole per l’incontro con il genitore biologico; in molti altri casi, invece, accettando il principio del diritto dei genitori di decidere sull’ opportunità di queste informazioni, di mantenere il segreto. La seconda: poiché la maggioranza delle indagini eseguite in molti Paesi europei ha stabilito che tra coloro che si accingono a chiedere una donazione di gameti e embrioni sono presenti tutte e tre le intenzioni sopra presentate, si ritiene opportuno che la norma che regola la donazione di gameti e embrioni debba facilitare sia l’opzione del segreto che quella della trasparenza ma in ogni caso questa è una norma ulteriore per ampliare diritti;  e non è propedeutica all'applicazione della tecnica che già ora con l'anonimato deve essere applicata”.
 
Sul recepimento della normativa europea, gratuità della donazione e previsione di rimborsi per i donatori Gallo è dell’idea che “per effetto del recepimento della direttiva madre 2004/23/CE e direttive applicative successive 2006/17/12/CE; 2006/86/CE i centri di fecondazione medicalmente assistita posseggono tutti i requisiti tecnico scientifici necessari per poter immediatamente applicare tecniche con gameti donati dovranno riaprire le loro porte ai pazienti. L’Italia infatti ha recepito le Direttive comunitarie su conservazione, donazione, lavorazione, tracciabilità e sicurezza (Direttive 2004/23/CE;) con i decreti legislativi 191/07-16/10-85/12 e del 10 ottobre 2012. Tali norme in vigore hanno trasformato i centri di fecondazione in Istituti dei tessuti, obbligati ad attenersi a tutte le prescrizioni e regole che sono previste a livello comunitario, tra cui il divieto di commercializzazione di gameti e embrioni, consentendo solo un rimborso spese, screening precisi sia per donazione omologa che eterologa (191/07 -16/10-85/12)che di fatto coincidono con gli esami previsti, e conservazione dei dati per 30 anni dall’utilizzo dei gameti”.
 
Infine ultimo punto su cui l’Associazione fa delle precisazioni riguarda la compatibilità del donatore. “Nell'applicazione delle tecniche con donazione di gameti, secondo gli esperti, i medici dovranno necessariamente rispettare il principio della compatibilità che attiene le caratteristiche somatiche e il  gruppo sanguigno il più compatibili possibili con quelle della coppia ricevente. Tutto ciò viene attuato a livello internazionale ed è necessario nell'interesse dello sviluppo psico-emotivo sereno ed equilibrato dei bambini che nasceranno. Non si tratta di una pratica eugenetica o razzista ma è una scelta ragionevole volta non a selezionare il 'miglior' bambino ma a rendere più facile la sua esistenza. Se il Ministro Lorenzin vuole vietare tutto ciò interviene nella sfera di competenza del medico e la Corte Costituzionale ha già chiaramente precisato che in questa materia deve essere il medico e non il legislatore a decidere come procedere”.

06 agosto 2014
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