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Violenza donne. In Italia 31,5% vittima almeno una volta nella vita. Tra le lavoratrici, quasi il 60% dei casi riguarda professioni sanitarie


In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne istituita delle Nazioni Unite, il Ministero della Salute fa il punto sul fenomeno in Italia. Il 31,5% delle donne tra 16 e 70 anni ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Nel 2021 gli accessi al PS con indicazione di diagnosi di violenza sono stati 6.300, cioè 9,3 ogni 10 mila accessi. Tra le lavoratrici vittime di aggressioni o violenze, quasi il 60% svolge professioni sanitarie e assistenziali.

25 NOV -

La violenza contro le donne è un fenomeno che dilaga anche in Italia. Basta leggere i dati pubblicati sul sito del Ministero della Salute in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che ci celebra oggi. Nel mondo la violenza contro le donne interessa 1 donna su 3. In Italia, spiega il ministero, “i dati Istat mostrano che il 31,5% delle donne tra 16 e 70 anni ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici.

Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner". I dati Inail evidenziano, inoltre, che nel quinquennio 2017-2021 tra gli infortuni femminili in occasione di lavoro e riconosciuti positivamente da Inail (al netto dei Covid), la causa “violenza, aggressione e minaccia”, che può provenire da persone esterne all’azienda o da colleghi della stessa azienda, rappresenta oltre il 5% dei casi codificati, circa 20.500 infortuni nell’intero quinquennio (poco più di 4.000 l’anno).

Tra le lavoratrici vittime di aggressioni o violenze, quasi il 60% svolge professioni sanitarie e assistenziali, a seguire (ma a distanza) insegnanti e specialisti dell’educazione-formazione, impiegati postali, personale di pulizia e servizi di vigilanza e custodia, ecc.


La fotografia del fenomeno arriva anche attraverso altre rilevazioni. I dati del Report del Servizio analisi criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale aggiornato al 20 novembre 2022 evidenziano che dei 273 omicidi registrai nel periodo 1 gennaio – 20 novembre 2022 (+2% rispetto allo stesso periodo del 2021), 104 ha riguardano vittime donne (- 5% rispetto allo stesso periodo del 2021 in cui le donne uccise sono state 109). Le donne uccise in ambito familiare/affettivo sono state 88 (- 6% rispetto dello stesso periodo del 2021 in cui le vittime sono state 94); di queste, 52 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner (-16% rispetto alle 62 vittime dello stesso periodo del 2021).

Secondo l’ultima nota Istat sulle vittime di omicidio, nel 2021 sono stati commessi 303 omicidi. In 184 casi le vittime sono uomini e in 119 sono donne (il 39,3% del totale). Le vittime uccise in una relazione di coppia o in famiglia sono 139 (45,9% del totale), 39 uomini e 100 donne. Il 58,8% delle donne è vittima di un partner o ex partner (57,8% nel 2020 e 61,3% nel 2019). Fra i partner assassini nel 77,8% dei casi si tratta del marito, mentre tra gli ex prevalgono ex conviventi ed ex fidanzati. Il 25,2% delle donne è invece vittima di un altro parente, il 5% di un conoscente e il 10,9% di uno sconosciuto.

Violenza e accessi delle donne in Pronto Soccorso
Nel triennio 2017-2019, secondo le risultanze dell’analisi condotta dal ministero della Salute e dall’Istat sugli accessi delle donne in Pronto soccorso, rilevati dal Sistema informativo per il monitoraggio dell’assistenza in Emergenza-Urgenza (EMUR), le donne che hanno avuto almeno un accesso in Pronto Soccorso con l’indicazione di diagnosi di violenza sono 16.140 per un numero totale di accessi in Pronto Soccorso con l’indicazione di diagnosi di violenza nell’arco del triennio pari a 19.166 (1,2 accessi pro capite).

Dai dati di accesso al Pronto Soccorso è emerso che le stesse donne nell’arco del triennio hanno effettuato anche altri accessi in Pronto Soccorso con diagnosi diverse da quelle riferibili a violenza. Complessivamente il numero pro-capite di accessi per queste donne, a prescindere dalla diagnosi, è superiore a 5 e nella classe di età 18-44 anni è superiore a 6. Questo significa che una donna che ha subito violenza nell’arco del triennio torna in media 5/6 volte in Pronto Soccorso.

Nel 2020 si sono registrati circa 6 milioni di accessi al Pronto Soccorso di donne, di cui quasi 5.500 con l’indicazione di diagnosi di violenza (9,2 ogni 10 mila accessi). Il totale degli accessi per qualsiasi diagnosi nell’anno della pandemia ha subito una diminuzione del 40% rispetto al 2019, mentre quelli con diagnosi di violenza sono diminuiti in misura minore (28%). Rispetto al triennio precedente (2017-2019), nel 2020 si osserva in generale un aumento delle donne arrivate in pronto soccorso su intervento della centrale operativa. Rimane invece sostanzialmente stabile l’esito dell’accesso, con l’88,3% delle donne dimesse a domicilio. (Fonti: Istat - Ministero della Salute, Violenza e accessi delle donne in Pronto Soccorso).

Nel 2021 si sono registrati circa 7 milioni di accessi al Pronto Soccorso di donne, di cui quasi 6.300 con l’indicazione di diagnosi di violenza (9,3 ogni 10 mila accessi).

Nel periodo 2014-2021 l’incidenza degli accessi è molto bassa. A livello regionale si riscontra un range molto ampio rispetto alle media Italia passando nel 2014 da 0 in alcune realtà regionali a 10,7 ogni 10.000 accessi totali; nel 2021 da 0,3 a 19,8 ogni 10.000 accessi totali.

“Ciò suggerisce - secondo il ministero - una scarsa propensione a riconoscere il fenomeno della violenza di genere che denota la necessità di implementare iniziative di formazione del personale dei Pronto Soccorso”.

Le chiamate al numero di pubblica utilità 1522 

I dati Istat evidenziano che nel primo trimestre 2022, rispetto al primo trimestre 2021, si è registrato un lieve calo delle chiamate valide (da 7.974 si passa a 7.814; -2%); calo che si registra della stessa intensità sia per i contatti via telefonica sia via chat che passano rispettivamente da 6.673 a 6.534 e da 1.301 a 1.280. Tra i motivi delle chiamate si registra un incremento sia nelle richieste di informazioni sul 1522, che passano da 1.401 a 2.384 (+70%), sia nelle richieste di aiuto non strettamente legate alla violenza (richieste fuori target) da 660 a 1.159 (+70%), mentre risultano in diminuzione tutte le chiamate per altre tipologie di motivi. In diminuzione anche le chiamate da parte delle vittime (da 4.310 a 2.966; -30%).



25 novembre 2022
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