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Testamento biologico. M5S: “No a emendamenti in odor di ‘inciucio’”


Così i deputati pentastellati della commissione Affari sociali commentano gli ultimi emendamenti presentati. "Ci riferiamo in particolare ad alcuni emendamenti a prima firma Roccella, Gigli e altri. Speriamo di sbagliarci, ma questo ci sembra un segnale politico del Pd verso il centrodestra e per cercare di imbonirsi quella parte politica attraverso elementi che rendano la legge meno definita".

26 GEN - “Sul testamento biologico lo ribadiamo: facciamo sul serio e non siamo disponibili a votare una legge che venga annacquata e svuotata solo per tutelare gli equilibri tra le varie anime della maggioranza. La specifica si rende necessaria alla luce del fatto che in commissione Affari Sociali della Camera, dove il testo è in fase di discussione, stanno arrivando emendamenti in odor di retromarcia rispetto al testo originale, frutto di un lungo confronto da vari gruppi politici. Sia chiaro che a eventuali inciuci su questa materia non ci stiamo”. Così deputati M5S in commissione Affari Sociali.
 
“Ci riferiamo in particolare ad alcuni emendamenti a prima firma RoccellaGigli e altri che puntano su un aspetto: 'la presente legge, nel rispetto dei diritti (…) Tutela la vita e la salute del cittadino e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata'. L’aggiunta della frase 'tutela la vita' appare più che sospetta”, dicono i pentastellati.
 
“Perché questa precisazione - si chiedono - visto che i riferimenti normativi già includono la tutela alla vita? Speriamo di sbagliarci, ma questo ci sembra un segnale politico del Pd verso il centrodestra e per cercare di imbonirsi quella parte politica attraverso elementi che rendano la legge meno definita e, dunque, suscettibile di diverse interpretazioni. Tutto questo accade mentre stiamo ancora discutendo l’articolo 1: che cosa ci dobbiamo aspettare ancora? La risposta ce la deve fornire il Pd”, concludono i deputati Cinque Stelle.

26 gennaio 2017
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