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Draghi: “Assurdo vaccinare uno psicologo di 35 anni. Priorità agli anziani”. Ma il premier sembra dimenticare che il “suo” decreto obbliga a vaccinare tutti gli operatori sanitari


Così stasera il premier in conferenza stampa, per poi precisare: "Quando ho fatto l'esempio degli psicologi di 35 anni, non voglio dire che il personale in sanitario in prima linea non debba essere vaccinato. Quello che non vogliamo è che queste platee di personale sanitario si allarghino improvvisamente includendo tantissima gente che non è in prima linea". Eppure, gli psicologi rientrano a pieno titolo tra le professioni sanitarie dal 2018 ed il Decreto Covid da poco firmato dallo stesso Draghi rende anche per loro obbligatoria quella stessa vaccinazione che gli viene contestata, senza fare distinzioni su dove si presta il proprio operato

08 APR - "Il rischio di decesso è massimo per coloro che hanno più di 75 anni, quindi bisogna vaccinare prioritariamente i più anziani. Figliuolo uscirà con una direttiva sulle Regioni, smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, i giovani, i ragazzi, psicologi di 35 anni".
 
Così il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa di questa sera. 
 

 

 
Il premier è poi tornato sulla questione in un secondo momento per alcune precisazioni: "Quando ho fatto l'esempio degli psicologi di 35 anni, non voglio dire che il personale sanitario in prima linea non debba essere vaccinato. Quello che non vogliamo è che queste platee di personale sanitario si allarghino improvvisamente includendo tantissima gente che non è in prima linea. La responsabilità su questo è di tutti".

 
Ma in questo ragionamento Draghi sembra ignorare due cose. La prima è che alla luce della legge 3/2018 (articolo 9, comma 4) gli psicologi rientrano pienamente tra le professioni sanitarie e, in quanto tali, hanno il diritto di essere vaccinati anche a garanzia dei pazienti con i quali sono in costante contatto come previsto dal Piano vaccinale che ha posto fin dall'inizio il perosnale sanitario come prima categoria da vaccinare.
 
La seconda è che il premier sembra bypassare quello stesso decreto Covid da lui firmato appena pochi giorni fa che all'articolo 4 cita: "Gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell'infezione da SARS-CoV-2. La vaccinazione costituisce requisito essenziale per l'esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati".
 
Rivedi qui tutta al conferenza stampa del presidente del Consiglio cui ha partecipato anche il presidente del Css Franco Locatelli.
 
 
Giovanni Rodriquez

08 aprile 2021
© Riproduzione riservata


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