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Covid. Bocciata mozione di sfiducia a Speranza. Ma Lega e FI insieme a Italia Viva chiedono commissione d’inchiesta. Salvini: “Speranza sia presto un collega di Arcuri”

di Giovanni Rodriquez

Respinta al Senato la mozione di Fratelli d'Italia. Ma pesano le dicharazioni del leader della Lega che ha chiaramente auspicato un cambio al ministero della Salute: “Preferirei Sileri tutta la vita”. Inoltre Lega, Forza Italia e Italia Viva premono per una commissione d'inchiesta sull'operato del ministero. E Speranza si difende: "Si afferma il tentativo di sfruttare l'angoscia degli italiani per miopi interessi di parte"

28 APR - Ha preso il via questa mattina al Senato il dibattito sulla mozione di sfiducia individuale al ministro della Salute, Roberto Speranza, presentata da Fratelli d'Italia per la gestione dell'emergenza pandemica. Una sfiducia il cui esito, come spiegato nel suo intervento in aula da Ignazio La Russa (FdI) appare scontato. La mozione è stata infatti respinta con 221 voti contrari e solo 29 favorevoli, ma "il nostro è un sasso lanciato nello stagno dell'immobilismo del Governo che ha sottovalutato questa pandemia e lasciato oggi da solo il ministro Speranza", ha sottolineato La Russa facendo riferimento all'assenza di altri componenti dell'Esecutivo oggi a Palazzo Madama.
 
L'intento della mozione è dichiaratamente politico: il fine non è quello di arrivare ad un'improbabile sfiducia di Speranza, ma quello di mettere alla corde Forza Italia e, soprattutto, Lega ritrovatesi nella difficile posizione di dover difendere l'operato del ministro. La contromossa non si è fatta attendere: "Il centrodestra di governo ha fiducia in Mario Draghi. Riteniamo improduttivo il ricorso a mozioni di sfiducia individuali (che non hanno peraltro alcuna possibilità di successo) e propone invece fin da oggi (con deposito formale che avverrà nelle prossime ore) una commissione di inchiesta sulla gestione della pandemia da parte del ministero della Salute. L’auspicio è che, attorno ad una proposta seria, si possa trovare la convergenza della stragrande maggioranza delle forze parlamentari". Così fonti del centrodestra di governo, mentre in Senato si vota la sfiducia al ministro Speranza.

 
E, pochi minuti dopo, la posizione affidate a generiche fonti viene esplicitata in aula dal capogruppo della Lega Massimiliano Romeo. "Lo dico a Fratelli d'Italia, è molto meglio lavorare sulle commissioni di inchiesta piuttosto che presentare una mozione che ha l'intenzione di mettere in difficoltà più Lega e FI che il ministro Speranza".
 
Non una sfiducia, dunque, ma una fiducia a tempo, con un giudizio sull'operato del ministro rinviato ad una commissione che, come sottolineato dallo stesso Romeo, potrebbe essere presieduta proprio da un componente di Fratelli d'Italia. Una mossa che potrebbe ad ogni modo creare nuove crepe interne alla maggioranza visto che tornerebbe a mettere nuovamente in discussione quello stesso ministro della Salute più volte difeso pubblicamente dal premier Draghi nelle ultime settimane.
 
Ancora più esplicito poi il giudizio del leader della Lega, Matteo Salvini: "La nostra linea è quella di una commissione d'inchiesta parlamentare, che vale ben più di una mozione, e che spero invece che trovi i numeri in Parlamento sia di Meloni, sia di Renzi e di chiunque ci stia per capire se c'era o non c'era il piano pandemico e le responsabilità di Speranza. Questa era una mozione per mandare a casa Draghi e non lo voglio mandare a casa. Però di certo conto che Speranza possa essere presto un collega di Arcuri. Alla Salute preferirei Sileri tutta la vita. Con una pandemia in corso e 200 miliardi da spendere non si fa saltare il Foverno per il signor Speranza".
 

A difesa del ministro si è invece schierato apertamente il Pd, che con Paola Boldrini ha partlato di "un atto pretestuoso, intriso di demagogia e populismo. È vero che il numero dei decessi nel nostro Paese è tra i più alti al mondo, ma è altrettanto vero che siamo stati i primi in Occidente ad essere colpiti da una pandemia sconosciuta, subdola e pericolosa, senza precedenti. La gestione del ministro Speranza sin da subito è stata lucida e fortemente determinata; il suo unico faro guida è stata la salvaguardia della salute e la sicurezza pubblica, in parallelo con la scienza. Probabilmente sono stati fatti errori, però l'azione politica del Governo, prima Conte 2 e ora Draghi, e in particolare del ministro della Salute è stata indirizzata a mettere in salvo la popolazione".
 
Anche il M5S, con Mariolina Castellone che ha ricordato "a chi ancora condanna il primo lockdown che è solo grazie a quella misura se abbiamo evitato migliaia di decessi. E non lo dico io, lo dice l'Imperial college di Londra, lo dicono istituti di ricerca e di statistica. Ma l'Italia è l'unico paese al mondo in cui l'opposizione ha cavalcato questa tragedia per aumentare consenso elettorale, il primo obiettivo era far cadere il governo Conte e forse lei rappresenta proprio un anello di continuità con quel governo. Un'opposizione che prima ha derubricato il Sars-Cov-2 a mero virus influenzale e prima della seconda ondata parlava di virus clinicamente morto. Ecco, il presidente Mattarella ci ha invitato a diventare costruttori di bene, ma quella lezione non è stata recepita. Il MoVimento 5 Stelle è al suo fianco, ministro, con senso di responsabilità e servizio, convinti che la sua azione sia stata sempre guidata dal far bene per il nostro Paese. E oggi le chiediamo di avere ancora più coraggio per mettere in atto tutte le riforme che non sono più procrastinabili per il nostro Servizio sanitario nazionale".
 
Davide Faraone (IV) ha invece definito la mozione "legittima, ma sbagliata politicamente e umanamente discutibile. È sbagliata perché mina l'unità della classe dirigente del Paese proprio nel momento in cui è travolto dalla pandemia. E mina la credibilità delle istituzioni, anzitutto del Ministero della salute, dell'Aifa, del Comitato tecnico-scientifico, quando ancora la crisi pandemica è tutt'altro che esaurita". Allo stesso tempo, però, anche IV chiede l'istituzione di una commissione d'inchiesta "che indaghi su tutto quello che è accaduto nella gestione di questa pandemia, senza sostituirsi alla magistratura, ma sicuramente comprendere gli errori che sono stati commessi".

E il ministro Speranza? Il ministro nel suo intervento ha ripercorso tutte le tappe della pandemia a partire dal gennaio 2020, rispondendo in maniera puntuale alle accuse mossegli nella mozione. "Il nemico è il virus. Vedo invece prevalere lo scontro politico, spesso alimentando un linguaggio di odio che non può essere accettato. Si afferma il tentativo di sfruttare l'angoscia degli italiani per miopi interessi di parte. Questo produce danni enormi", ha sottolineato.
 
"In questo mio intervento - ha proseguito - ho risposto con i fatti a giudizi che appaiono largamente immotivati. Ma vorrei dire con grande fermezza che a me come Ministro della salute è chiarissimo che dentro uno sforzo straordinario e generoso siano emerse anche debolezze, limiti del nostro Servizio sanitario nazionale che bisogna avere il coraggio di affrontare a viso aperto. Sono ben lontano da una lettura edulcorata dei mesi che abbiamo alle nostre spalle e della situazione in cui ancora ci troviamo. L'Italia - questa è la verità - è arrivata indebolita al tragico appuntamento con il Covid perché per decenni, con scelte sbagliate e miopi, è stata a più riprese indebolita la sanità pubblica. La salute è stata troppo spesso considerata un costo, mentre il principale investimento per il nostro futuro, la chiave della crescita e della coesione sociale - il Servizio sanitario nazionale, il bene più prezioso che abbiamo - è stato sovente trascurato".
 
Non è poi mancato uno sguardo al futuro del Ssn. "L'Italia intera, con una consapevolezza acuita dall'emergenza, ci chiede oggi una sanità pubblica più forte. Fin dal primo giorno del mio lavoro di Ministro della salute questo è stato per me l'impegno fondamentale. Siamo già al lavoro per la riforma della sanità territoriale, che abbiamo disegnato proprio in questi mesi. Essa ruota attorno all'idea di prossimità - parola cruciale per la sanità del futuro - con obiettivi chiari e ambiziosi che in queste settimane abbiamo iniziato a discutere con le Regioni e con la Commissione europea", ha concluso Speranza.
 
Leggi qui l'intervento integrale di Speranza.
 
Giovanni Rodriquez

28 aprile 2021
© Riproduzione riservata


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