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Pnrr Missione Salute. De Palma (Nursing Up): “Senza infermieri qualsiasi progetto del Governo rischia di finire in un vicolo cieco” 


“In tema di sanità territoriale, la cronica mancanza di professionisti dell’assistenza rischia di trasformare questo importante programma in una occasione sprecata. E non ce lo possiamo permettere” sottolinea il Presidente Nazionale del sindacato degli infermieri

26 FEB -

“Le buone intenzioni ci sono, e naturalmente anche le risorse economiche . Ma l’ambizioso progetto del Pnrr Missione Salute, incentrato in gran parte sul rilancio della sanità territoriale, rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata. E con tutto il denaro messo a disposizione dall’Europa non possiamo certo permettercelo. Il Governo si sta prodigando, è innegabile, nel pianificare percorsi dove strumenti efficaci come la telemedicina, uniti a una sanità che abbraccerà sempre di più tecnologia e digitale, possono di certo rappresentare una svolta. Attenzione, però, a dare tutto per scontato”.

Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up che aggiunge “La carenza di infermieri è una spada di Damocle che pende sulle teste di ognuno di noi da fin troppo tempo. E senza professionisti dell’assistenza, al Nord, ma anche al Sud, il rilancio della sanità di prossimità è praticamente impensabile. Fa bene, certo, il Ministro Schillaci, a lavorare alacremente su come utilizzare nel migliore dei modi le risorse a disposizione”.

Il Pnrr, come noto, ricorda De Palma, ha destinato alla Missione Salute, in totale,15,63 miliardi di euro, pari all’8,16% dell’importo complessivo, per sostenere importanti riforme e investimenti a beneficio del Ssn, ma vanno realizzate entro il 2026. I ritardi, legati alla carenza di personale infermieristico, ci sono e come, continua De Palma.

“Il Governo – aggiunge – così come si prodiga nel richiamare l’Italia quale una delle prime nazioni in Europa per il rispetto delle scadenze del Pnrr (aggiornamento al terzo trimestre del 2023), non nasconda i deficit, che sono evidenti e preoccupanti. I problemi nel reperire il personale che dovrebbe rendere fruibili nella loro totalità i servizi erogati dalle Case di Comunità sono preoccupanti. Avevamo sollevato la questione già nel periodo dell’emergenza Covid prevedendo che, se non si fosse intervenuti urgentemente, gli organici non sarebbero stati sufficienti a soddisfare le richieste per rendere attive tante strutture della sanità territoriale. Ebbene, 350 sono le Case di Comunità aperte a oggi e l’obiettivo da raggiungere al giugno 2026, per soddisfare la quota minima richiesta dal Pnrr, è di 1.038. Ma se non sarà garantito il numero minimo di operatori sanitari, così da renderle attive al 100%, a cosa serviranno? I cittadini chiedono di poter usufruire, come sancito dalla Costituzione, di assistenza sanitaria e medicina del territorio, con Case di Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Territoriali Operative è stata pensata anche per questo scopo.

Lo sforzo del Governo e del Ministro Schillaci per affrontare la carenza degli organici è testimoniato dallo stanziamento di 250 milioni di euro nel 2025, che diventeranno 350 nell’anno successivo, per procedere a nuove assunzioni a cui si aggiunge anche la possibile eliminazione dei tetti di spesa. Nell’immediato però le case di Comunità restano tristemente vuote.

Questo in sintesi – conclude – significa che la Missione Salute del PNRR rischia di trasformarsi in una “bellissima scatola vuota”.



26 febbraio 2024
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