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Comunità per le dipendenze. Tariffe ferme, Doria: “Va prima sciolto il contenzioso sugli accreditamenti” 


Le comunità avevano contestato le tariffe ferme da 12 anni chiedendo un intervento dell’assessore. Doria: “Le nuove tariffe comportano un aumento del tetto di spesa pari a 2.597.106 euro per il 2023. E’ in corso un contenzioso in merito all'adeguamento dei criteri di autorizzazione e accreditamento, quindi le tariffe sono state definite sui criteri vigenti ma potranno essere ulteriormente riviste dopo il pronunciamento del Tar sul contenzioso tra Regione e associazioni comunità terapeutiche”.

04 MAR - L’appello all’assessore alla Sanità delle comunità terapeutiche della Sardegna destinate alla cura di persone con problemi di dipendenza patologica riguardo alla possibilità di un aggiornamento delle tariffe che disciplinano la loro attività, ferme da 12 anni e che non sono state oggetto neanche dell’adeguamento Istat, istanza sollevata anche per voce della Segretaria della commissione consiliare Salute, Carla Cuccu (Forza Paris), riceve riscontro dall’esponente di Giunta che sintetizza lo stato dell’arte e le varie fasi che hanno portato al provvedimento contestato.

“Grazie alla legge regionale n. 17 del 19 dicembre 2023 – spiega il prof. Carlo Doria a Quotidiano Sanità - la Regione è stata autorizzata provvisoriamente ad individuare, a titolo di acconto, una percentuale di incremento tariffario non inferiore al 50 per cento da applicarsi alle tariffe attualmente in vigore in favore delle strutture per l'accoglienza di persone affette da dipendenze patologiche e delle residenze sanitarie assistenziali. La norma ha previsto questa concessione in attesa dell'emanazione dei provvedimenti di adeguamento complessivo. In generale, infatti, le tariffe si costruiscono valorizzando il costo del personale tramite i criteri di autorizzazione e accreditamento che definiscono numeri e impegno orario di ciascun operatore e il costo definito sulla base dei CCNL vigenti”.

“La legge che ho citato – evidenzia l’assessore - non è stata impugnata dal Governo perché la Regione si è impegnata a procedere direttamente alla quantificazione definitiva delle tariffe. L’amministrazione regionale in tal senso è stata molto efficiente perché entro i 60 giorni successivi all’approvazione della l.r. n. 17/2023 ha provveduto a dare un assetto definitivo alla materia determinando un aumento delle tariffe pari a un terzo rispetto alle precedenti. Le nuove tariffe risultano in linea con quelle applicate dalle altre Regioni e comportano, con un incremento del tetto di spesa che passa da 7.200.000 euro a 9.797.106 euro, un aumento pari a 2.597.106 euro per il 2023”.

“La scelta di procedere direttamente alla quantificazione definitiva delle tariffe che abbiamo comunicato per iscritto al Coordinamento delle Comunità Sarde in data 18 gennaio 2024 è stata motivata dal fatto che autorizzare un aumento forfetario del 50 per cento significava riconoscere somme, con decorrenza retroattiva, che poi sarebbero state oggetto di immediata ripetizione in sede di definizione definitiva delle tariffe. Ciò avrebbe comportato il concreto rischio, in caso di mancato recupero delle risorse riconosciute a titolo di acconto, di causare un danno all’Erario”.

“In considerazione del fatto che è in corso un contenzioso in merito all'adeguamento dei criteri di autorizzazione e accreditamento, le tariffe sono state definite sui criteri vigenti e potranno essere ulteriormente riviste agli esiti del contenzioso tra Regione e associazioni comunità terapeutiche” – conclude Doria.

Elisabetta Caredda

04 marzo 2024
© Riproduzione riservata

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