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Consultori. L’appello della Sigo: “Si torni a parlare di come rendere attive tutte le loro potenzialità”


"Si torna finalmente a parlare di una realtà che vive, anzi 'sopravvive' solo per l’abnegazione del personale sanitario, ginecologi ed ostetriche, che da anni non hanno mai trovato un reale interlocutore istituzionale su tali tematiche. E allora torniamo a parlare di consultori, ma parliamo soprattutto di come rendere realmente attive tutte le potenzialità previste dalla loro creazione", sottolinea la Società italiana di ostetricia e ginecologia.

24 APR -

"Si torna a parlare di consultori. Si parla finalmente di nuovo di una realtà che vive, anzi 'sopravvive' solo per l’abnegazione del personale sanitario, ginecologi ed ostetriche, che da anni non hanno mai trovato un reale interlocutore istituzionale su tali tematiche".

Così la Società italiana di ostetricia e ginecologia (Sigo), in una nota, torna sulle polemiche scaturite dall'approvazione del nuovo Decreto Pnrr che interviene anche sui consultori, aprendo le loro porte alle associazioni pro-vita.

"Sono anni che la ginecologia italiana chiede una loro implementazione, con completamento delle equipe multidisciplinari, così come immaginato dalla legge istitutiva che risale al 1975 e che già allora prefigurava un'integrazione tra sanitari e personale sociale e un approccio multidisciplinare come buona pratica di una medicina innovativa, chiede una valorizzazione del lavoro fino ad ora svolto dagli operatori che ci lavorano, spesso tra mille difficoltà, chiede il riconoscimento del valore che, laddove le politiche regionali lo hanno consentito, hanno contribuito, nel periodo pandemico in misura importante, alla tenuta dell'intero sistema e hanno alleggerito gli ospedali di interventi impropri lasciando spazio all'urgenza e alla complessità", spiega la nota.

"Il lavoro di tutte le associazioni di volontariato che dovrebbero, dopo attenta valutazione, collaborare con i consultori non potrà mai vicariare la centralità del lavoro del personale sanitario strutturato che sarà sempre garanzia di equità di approccio, di imparzialità e scientificità di counselling, di correttezza metodologica, di massimo rispetto delle scelte motivate delle donne, di assenza di interferenze, di corretta interpretazione dello spirito della legge 194.

La 194, cioè, mette al centro i consultori e ribadendo la finalità della legge, guarda alla scelta della donna, offrendole supporto sia durante la gravidanza che dopo la nascita solo dopo la libera decisione della donna, a continuare la gravidanza. Ricordare l’esperienza quotidiana degli operatori dei consultori significa ricordare anche il contributo fondamentale dato alla riduzione costante del ricorso all'interruzione di gravidanza, resa possibile da una continua presa in carico delle scelte delle donne, come testimoniato dal fatto che i colloqui per Ivg sono più numerosi delle certificazioni, alla diffusione delle conoscenze dei metodi contraccettivi tra i giovani e non solo, e ma anche all'accompagnamento alla nascita per molte donne che rappresenta la principale attività per le nostre strutture", sottolinea la Sigo.


"E allora torniamo a parlare di consultori, ma parliamo soprattutto di come rendere realmente attive tutte le potenzialità previste dalla loro creazione:
- gestione delle gravidanze a basso rischio
- prevenzione della depressione post-partum mediante una reale presa in carico della puerpera, realizzando finalmente quella continuità ospedale-territorio di cui si parla da anni
- effettuazione degli screening oncologici
- attività di prevenzione vaccinale
- attività primo livello nei confronti di patologie come dolore pelvico cronico, endometriosi, vulvodinia, altamente invalidanti, ampiamente trascurate
- gestione del periodo postmenopausale, al fine di consentire una vita in salute per un lungo periodo della propria vita".



24 aprile 2024
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