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Milillo (Fimmg): “Improbabile che l'Enpam investa in Atlante 2. Seguiamo con attenzione vicenda”


Così il segretario della Federazione italiana dei medici di famiglia interviene sulla vicenda riguardante il fondo che punta a sostenere le banche italiane nelle proprie operazioni di ricapitalizzazione e a favorire la gestione dei crediti in sofferenza del settore. "Garantiremo che ogni decisione venga presa nella massima trasparenza".

03 AGO - Riportiamo di seguito la lettera indirizzata dal segretario Fimmg, Giacomo Milillo, agli iscritti alla Federazione riguardo la possibilità che l'Enpam investa nel fondo Atlante 2 che punta a sostenere le banche italiane nelle proprie operazioni di ricapitalizzazione e a favorire la gestione dei crediti in sofferenza del settore.
 
Carissimi,
vi scrivo non solo e non tanto in qualità di consigliere di amministrazione dell’ENPAM, ma soprattutto come segretario nazionale della FIMMG.
 
La FIMMG, consapevole del ruolo che svolge in ENPAM nella sua qualità di principale rappresentante dei medici di medicina generale, e quindi “maggiore azionista” dell’Ente è molto attenta, anche con il coinvolgimento dei suoi organi collegiali, nel seguire le vicende che riguardano un eventuale investimento nel Fondo Atlante 2.
 
Come già ufficialmente comunicato dall’ENPAM, nessuna deliberazione è stata assunta dal Cda, e ancora molte valutazioni dovranno essere fatte prima di una eventuale delibera che definisca se e quanto investire.
 
Fra i vari elementi di valutazione, oltre alla verifica del rendimento atteso e della sua adeguatezza rispetto al rischio che comporta, c’è anche la necessità di seguire l’andamento del mercato e il superamento degli effetti speculativi conseguenti alla sola diffusione di notizie ed intenzioni.
 
Come tutti sapete il Fondo Atlante può essere considerato quasi un “fondo di solidarietà e mutuo soccorso fra banche, sostenuto anche da grandi assicurazioni”. Il suo obiettivo fondamentale, detto in termini grossolani, è intervenire sui capitali sociali e sui bilanci delle banche che non posseggono i requisiti stabiliti dagli organismi internazionali.
 
Il Fondo Atlante 2 è simile al fondo Atlante, ma la sua attività è limitata ad intervenire sui bilanci acquistando i crediti in sofferenza delle banche interessate, nel caso specifico del Monte dei Paschi, per poterli poi rivendere o recuperare parte del credito a un prezzo superiore al valore pagato per l’acquisto.
 
Tutti hanno ben presente che si tratta di un investimento ad altissimo rischio, ma tutti gli investimenti hanno un rendimento atteso direttamente proporzionale al rischio che comportano.
 
Nell’ambito dell'Asset Allocation (distribuzione strategica degli investimenti di un patrimonio) di ENPAM può trovare teoricamente e legittimamente posto una piccola percentuale di investimenti ad alto rischio, se però comportano potenziali alti rendimenti, specie se questi sono comunque utili all’equilibrio economico del Paese e quindi del contesto professionale in cui esercitiamo la professione e produciamo i nostri redditi e i contributi previdenziali correlati. Ancora di più se può contribuire, attraverso la risoluzione di alcune criticità di contesto che la previdenza dei professionisti italiani ha, ad un rafforzamento dell’autonomia delle loro casse e ad un alleggerimento del loro asfissiante carico fiscale.
 
Ad oggi non sembra sia questo il caso del Fondo Atlante 2 per il quale, tra l’altro, sono stati prospettati rendimenti ancora troppo bassi. Bisognerà poi comprendere quanto l’economia italiana e più egoisticamente, il valore del nostro patrimonio previdenziale possa essere danneggiato dal mancato salvataggio di una banca anche se molto importante.
 
Gli stress test della Banca centrale sembrano testimoniare che fra le grandi banche sia in situazione critica solo il Monte dei Paschi, mentre fra le altre banche italiane c’è persino quella che sta meglio in Europa.
In questo vortice virtuale di miliardi di euro, quanto è importante il contributo di 500 milioni chiesto alle casse di previdenza?
 
Ad oggi, tutto quanto sopra considerato, mi risulta molto improbabile che l’ENPAM arrivi a deliberare l’investimento in questione.
 
E’ comunque doveroso che FIMMG, per il ruolo che vuole avere e che rivendica in ENPAM in correlazione con la sua rappresentatività, segua con attenzione l’evoluzione dell’intera vicenda e garantisca che ogni decisione venga presa, come fino ad ora si sta facendo, nella massima trasparenza, verificando l’esistenza o meno di quelle condizioni permittenti cui si è fatto cenno, che sono anche presupposto per una necessaria condivisione negli organi collegiali della Fondazione statutariamente competenti.
 
Cari saluti
 
Giacomo Milillo

03 agosto 2016
© Riproduzione riservata

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