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Recupero farmaci non scaduti. Banco Farmaceutico sigla accordo con Farmacie Unite. E Federfarma Verona si chiama fuori


“Federfarma Verona non può dichiarare legittima la partecipazione ai tavoli di lavoro istituzionali” di Farmacie Unite “in quanto non ritenuta numericamente rappresentativa delle farmacie sul nostro territorio”, motiva la vicepresidente del sindacato dei titolari di farmacia, Arianna Capri, che definisce  la decisione della Fondazione Banco Farmaceutico di firmare un nuovo accordo “quanto mai incomprensibile”. “Farmacie Unite avrebbe potuto aderire all'iniziativa tramite Federfarma”.

20 DIC - “Federfarma Verona si è vista costretta ad abbandonare il percorso virtuoso intrapreso da due anni con la ‘Raccolta farmaci validi non scaduti’ che vede la partecipazione attiva dei cittadini conferenti le scatole di medicinali in 15 farmacie veronesi. Un’attività benefica che ha portato ottimi risultati per la collettività vista anche l’alta funzione sociale ed è motivo di orgoglio per la nostra categoria”. Ad annunciarlo, in una nota, Arianna Capri, vicepresidente Federfarma Verona.

Ieri, spiega Capri, “durante l’incontro con i soggetti preposti all’ampliamento del suddetto accordo che era stato nei mesi scorsi analizzato e approvato in via preventiva tramite una bozza condivisa, Federfarma Verona si è vista suo malgrado costretta ad astenersi dalla sottoscrizione in oggetto poiché ha visto riconosciuta e legittimata alla sottoscrizione di un nuovo e non previsto accordo ‘Farmacie Unite’, un’associazione che rappresenta sul territorio scaligero solo due farmacie. Federfarma Verona non può dichiarare legittima la partecipazione ai tavoli di lavoro istituzionali l’associazione in oggetto in quanto non ritenuta numericamente rappresentativa delle farmacie sul nostro territorio provinciale ed è quindi con grande rammarico che si troverà costretta ad abbandonare il progetto. La delusione nasce anche dal fatto di non vedere riconosciuto il proprio contributo numericamente e qualitativamente fondamentale per l’operatività dell’attività”.

“L’atteggiamento della Fondazione Banco Farmaceutico onlus è quanto mai incomprensibile - prosegue Arianna Capri - poiché Federfarma Verona ha sempre dichiarato la sua apertura anche nei confronti di farmacie non iscritte alla nostra associazione, se mai avessero eventualmente chiesto di aderire alla raccolta Inoltre da sempre esiste la volontà più volte espressa a tutti i partner di aumentare il numero di farmacie aderenti a Federfarma sul territorio nell’ambito proprio del ‘Recupero farmaci validi non scaduti’. Mai, invece, si era accennato ad un vero e proprio rinnovo e tanto meno ad una sostituzione dell’accordo”.

A seguito di quanto accaduto, Federfarma Verona ritiene che la sua “autoesclusione” sia “inevitabile e questo ci rammarica facendoci sentire in difficoltà perché crediamo in questo progetto, che riteniamo di avere condotto in maniera efficiente ed efficace insieme agli altri soggetti attivi, prima fra tutte l’Azienda Ulss 9 Scaligera”.

20 dicembre 2017
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