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27 SETTEMBRE 2020
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Leadership al femminile nelle professioni, nelle aziende e nelle istituzioni. Convegno Omceo a Torino il 9 novembre


La Commissione Pari Opportunità dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Torino intende quindi porre l'accento sui ruoli apicali, in un'ottica di riduzione delle disuguaglianze ed esaltazione delle differenze, laddove essere un leader donna porta a diversi modi di interpretare la leadership. IL PROGRAMMA

30 OTT - Negli ultimi anni la percentuale delle donne medico è aumentata considerevolmente, tanto da superare la componente maschile nella fascia di età under 50 anni. Nonostante ciò i ruoli apicali restano per lo più a vantaggio della componente maschile e come portato alla luce dagli ultimi sondaggi effettuati dall’Anaao, il gender gap resto ancora piuttosto ampio.

La Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Torino intende quindi porre l’accento proprio sui ruoli apicali, in un’ottica di riduzione delle disuguaglianze ed esaltazione delle differenze, laddove essere un leader donna porta a diversi modi di interpretare la leadership. Se ne discuterà il prossimo 9 novembre a Villa Raby a Torino.

Saranno presenti diverse professionalità, "poiché alcune problematiche sono trasversali”, spiega l’Omceo.

Sarà quindi effettuata un’analisi sociologica del gender gap, a cura di Prof.ssa Maria Luisa Bianco, Professoressa Ordinaria dell’Università del Piemonte Orientale, che racconterà come nonostante la scolarità femminile da diversi decenni abbia nettamente superato quella maschile, le donne soffrano di perduranti svantaggi sul mercato del lavoro, in termini retributivi, di stabilità occupazionale e di opportunità di carriera e la professione medica sarà usata come esempio per fare il punto della situazione.


L’Assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, Monica Cerutti, illustrerà quali strategie politiche possono essere adottate nel mondo del lavoro per diminuire le disuguaglianze tra i due sessi infatti.

Come evidenziato anche in un recente report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, esiste un paradosso: le donne lavorano e si spostano di più rispetto ad epoche passate e sempre più spesso si occupano di salute pubblica in molti paesi, ma nonostante questo sono più esposte a rischi di salute e a barriere sociali. Diminuire il gender gap significa anche attuare strategie politiche che mirino alla consapevolezza delle proprie capacità e all’empowerment della donna in tutti gli ambiti. Le politiche di genere per il mondo del lavoro così come per la sanità, possono portare a benefici che si traducono in benessere, nell’ottica globale della salute in tutte le politiche.

La Dott.ssa Giovanna Baraldi, Agenas, porrà l’accento sulle differenti modalità nell’essere leader, perché “lo stile di leadership subisce molte influenze, dalla cultura del paese in cui si vive, all’organizzazione per la quale si lavora, alla posizione organizzativa occupata, alla formazione che si è ricevuta”, evidenzia l’Omceo, spiegando come “la leadership nel nostro Paese è ancora fortemente connotata al maschile e le donne, attualmente al comando, spesso hanno avuto tutor, formatori o superiori uomini. Esistono inoltre stereotipi di donne al potere radicati nella cultura e noi ci siamo chieste: in quali occasioni le differenze di genere possono portare ad un valore aggiunto nel formare i/le leaders di domani?”.

Il focus sulla professione medica sarà curato dalla Dott.ssa Oria trifoglio, della Commissione Pari Opportunità dell’OMCeO Alessandria, di cui è stata la Vice Presidente.  Come è leader una donna medico in ospedale? Sì parlerà dell’impatto delle donne medico nel mondo delle cure, del valore aggiunto che il riconoscimento della differenza di genere produce in ambito sanitario, dei differenti stili di apprendimento/insegnamento, di esercizio della  professione e relazione di cura (curare al femminile), di come crescere, sia individualmente che come gruppo, incrementando l’autostima e la consapevolezza  dell’autoefficacia e dell’autodeterminazione per far emergere le nostre risorse latenti e portarci  ad appropriarci consapevolmente della nostra autorevolezza.

Le donne medico sono anche presenti nel mondo militare, tipicamente maschile. Al convegno ci sarà la Dott.ssa Lucia Rappelli Capitano di fregata dell’Accademia Navale di Livorno. i ll reclutamentoo delle donne ha coinciso con la fase attuativa del rinnovato modello di difesa e con l’aumento delle missioni internazionali e le attività di peace keeping. L’Italia colmava inoltre una lacuna, rispetto agli altri Paesi europei e Nato che da tempo avevano impegnato il personale femminile. E benché l’italia sia stata tra le ultime nazioni ad aprire il reclutamento alle donne, ha guadagnato velocemente una posizione avanzata rispetto ad altri Paesi europei. Secondo i dati più aggiornati (dicembre 2016), il personale militare femminile in servizio nelle quattro Forze armate nazionali è così rappresentato: 5.991 (6,30%) nell’Esercito; 1.246 (3,10%) nell’Aeronautica; 2.041 (5,20%) nella Marina (compresa la Guardia costiera); 2.569 (2,47%) nell’Arma dei Carabinieri.

Seguirà una tavola rotonda, moderata da Sara Strippoli, giornalista di repubblica Torino e animata da professioniste diverse: Caterina Biafora Avvocato, Romina Botta Architetto, Annalisa Franco Ingegnere,  Stefanella Campana Giornalista, Elena Garro Medico, Daniela Filippini Odontoiatra, Paola Crosasso Farmacista, Laura Onofri Giurista.

Tutte Donne impegnate attivamente nel portare il gender gap alla riduzione. Ci racconteranno le loro esperienze e porteranno proposte.

L’ultimo intervento sarà a cura di Stefania Cavagnoli, linguista di Tor Vergata a cui abbiamo chiesto: può l’utilizzo del linguaggio di genere aiutare il cambiamento della cultura? Il suo contributo affronterà il tema dell’uso del maschile e del femminile nella realtà professionale, mettendo in evidenza come la lingua e le parole che usiamo siano non solo portatrici di significato, ma anche strumento di potere nella rappresentazione della realtà.
L’obiettivo finale del convegno è fare rete tra ordini professionali diversi, per unire problematiche comuni e ridurre le disuguaglianze.
 
Claudio Risso

30 ottobre 2018
© Riproduzione riservata


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