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Verso il 19° Congresso nazionale Card. “Nei Distretti la risposta alla Home Care”. Intervista al presidente Gennaro Volpe

di E.M.

Per potenziare cure domiciliari e residenziali servono equipe multidisciplinari inserite in Distretti “forti” dotati di strumenti tecnologici, e sempre nel Distretto è possibile realizzare appropriatezza prescrittiva e buona aderenza terapeutica. Questo e altro al centro dei lavori della Card che scalda i motori per il Congresso nazionale a Napoli dal 21 al 23 ottobre

15 APR - “Vogliamo ripartire. CARD vuole guardare al futuro. Per vivere meglio il presente ed agire poi con più efficacia. Lo dobbiamo ai nostri concittadini, all’etica e alla deontologia professionale, oltre che a noi stessi. Anche perché siamo convinti che non potrà realizzarsi un potenziamento dell’assistenza territoriale, da tutti auspicata, senza una coincidente assistenza distrettuale ‘forte’, consentita dall’esistenza di un Distretto ‘forte’”.
 
Parte da qui Gennaro Volpe Presidente della Confederazione Associazioni Regionali di Distretto CARD che punta verso un prossimo nuovo traguardo: il Congresso nazionale che si svolgerà dal 21 al 23 ottobre a Napoli, a Palazzo Borsa, e tutto dal vivo. Una kermesse che coinciderà con la sesta Conferenza Nazionale sulle cure domiciliari nei Distretti, ma non solo. Il 2021 è infatti anche una data celebrativa per la Card: festeggia infatti i suoi vent’anni di vita associativa.

Dottor Volpe dopo il Congresso 2020 di Milano, tutto on-line, ora puntate su un Congresso tutto dal vivo a Napoli. Quali saranno le direttrici prioritarie dei lavori congressuali?

L’idea è quella di muoverci seguendo sei direttrici. Affronteremo il tema dell’assistenza a casa durante l’emergenza pandemica e quella nelle residenze per anziani colpite dal Covid; approfondiremo il contributo delle Usca e dell’assistenza medica primaria. E ancora, punteremo i riflettori sulla telemedicina e la digitalizzazione della sanità nei Distretti e approfondiremo il tema dell’aderenza terapeutica e dell’appropriatezza nelle cure territoriali collegandoci anche alle attività di screening e alle vaccinazioni per il Covid mettendo in luce le sinergie e la cooperazione di queste attività con il Dipartimento di Prevenzione. Tante tematiche sulle quali intendiamo iniziare a lavorare da subito per arrivare ad ottobre pronti per confrontarci non solo con i soci della CARD ma anche con i principali steakolder. Soprattutto il nostro più grande auspicio è quello di poter ascoltare dalla viva voce degli operatori le esperienze vissute nell’era Covid, dopo tanti confronti virtuali.
 
Il tema dell’assistenza al domicilio è sicuramente prioritario, la pandemia lo ha dimostrato ancora di più e soprattutto se ne discute sempre di più. Qual è potrebbe essere quindi il contributo dei Distretti?
Innanzitutto vorrei ricordare che in CARD da anni portiamo avanti un’attenzione convinta alla home care: sono infatti passati ben 12 anni dalla nostra prima Conferenza sul valore delle cure domiciliari. Ciò detto, nonostante le intenzioni fortemente proclamate da più parti di puntare sulle cure domiciliari, avvalorata dal fatto che una delle “scoperte” del Covid è la convinzione unanime che curare a casa è bene, addirittura meglio che andare in ospedale, abbiamo riscontrato che manca coerenza e corrispondenza tra questo riconoscimento e le azioni poi messe in campo. Le cure domiciliari vanno collocate in una giusta architettura organizzativa, una corretta cornice operativa. E la riposta è il Distretto, centro di regia e motore di un sistema sociosanitario territoriale articolato, centrato sulla persona e sul suo luogo di vita, con servizi domiciliari evoluti, di alta qualità e di appropriate dimensioni quantitative e qualitative rispetto ai bisogni locali, proporzionalmente dotato di risorse, in primis di personale e di nuovi irrinunciabili strumenti tecnologici e di ICT. Ecco perché nel corso della Conferenza di Napoli il nostro intento sarà quello di conoscere, capire e quindi progettare e proporre, irrobustire la “specializzazione verso la home care” cresciuta negli anni nei Distretti.
 
Rimanendo in tema di Home Care, non si può non parlare delle Usca, per altro interpretate in modo variegato nel Paese. Qual è la vostra visione in proposito?
Siamo fermamente convinti che l’esperienza delle Usca, sviluppata in seno ai Distretti, vada proseguita e curata. I “giovani” medici delle Usca hanno dimostrato che è possibile aprire pagine nuove di buona assistenza primaria, a casa e nelle residenze. Le Usca sono un modello paradigmatico. Siamo convinti che una nuova assistenza primaria, una rete innovata di cure primarie, richieda nuovi accordi contrattuali, nuove cornici organizzative coerenti con il lavoro in team, ad alta integrazione multiprofessionale/disciplinare (tra medici, infermieri, terapisti, assistenti sociali, ed altri ancora). È fondamentale per sostenere la transizione dalla medicina di attesa a quella di iniziativa.
 
Tra i temi nella vostra agenda ci sono la telemedicina e l’uso degli strumenti di ICT (innanzitutto la cartella elettronica personalizzata, cosa diversa dal FSE). Come pensate di affrontarli?
Sono ormai strumenti irrinunciabili in un moderno sistema di cure territoriale, centrato sulle cure domiciliari, residenziali e ambulatoriali. L’intenzione è presentare nel Congresso le esperienze distrettuali che hanno dimostrato come teleconsulti, telemonitoraggi, televisite, telecontatti tra utenti ed operatori rafforzino la continuità terapeutica ed assistenziale, la medicina di iniziativa, la fiducia dei pazienti, la qualità globale delle cure. I nuovi finanziamenti europei e nazionali potranno ampliare queste pratiche e come Card intendiamo mettere a punto proposte realizzabili nel breve e medio periodo.
 
L’appropriatezza prescrittiva e la buona aderenza terapeutica sono elementi fondamentali nei programmi di cura e follow-up delle persone con malattie croniche, tanto più in questa era Covid 19. Anche su questo tema quale ruolo può svolgere il Distretto?
I Distretti possono dare un importante contributo negli screening Covid con i test rapidi e nell’allargamento delle vaccinazioni, che rappresentano la svolta, speriamo decisiva, nella gestione della pandemia. In questo periodo molti Distretti CARD stanno collaborando fattivamente con i Dipartimenti di Prevenzione ed anche su questo punto il Congresso sarà occasione per rinforzare sinergie e collaborazioni con SItI. Ascolteremo le esperienze real time e le soluzioni migliorative intraprese, per prospettare i cambiamenti strutturali territoriali integranti ritenuti necessari alla luce dei nuovi scenari comunitari. Per questo invitiamo tutti gli operatori sanitari e sociosanitari del territorio, indipendentemente dalla loro appartenenza istituzionale e luogo di lavoro, a partecipare al Congresso, con contributi scientifici e significative testimonianze.
 
Ester Maragò
 

15 aprile 2021
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