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L’educatore professionale è pronto ad “alzare lo sguardo”

di Francesco Crisafulli

29 NOV - Gentile Direttore,
il 2° Congresso della Federazione nazionale degli Ordini TSRM-PSTRP che si è svolto a Rimini dal 19 al 21 novembre 2021 è stata un’ottima occasione per riflettere sullo sviluppo delle singole professioni e sulla crescita di un gruppo rilevante di professionisti del nostro Paese. La scienza e la scientificità sono stati il filo conduttore dei tre giorni con un forte richiamo all’emergenza pandemica e alla necessità di sviluppare conoscenza e modi di intervenire per salvaguardare il bene prezioso della salute delle persone.
 
Diversi gli interventi di qualità, sia istituzionali che tecnico professionali; molto apprezzata la sessione deontologica con la presentazione della nuova "Costituzione etica” della Federazione. “Mi prendo cura delle persone perché sono una persona e lo faccio con professionalità” è la sintesi perfetta che Massimo Angelelli ha ben argomentato nel suo intervento.
 
È stato davvero importante vedere la presenza di 65-70 Educatori Professionali registrati al Congresso; un nostro collega ha fatto parte del Comitato Scientifico, due le relazioni preordinate sul “ruolo dei professionisti sanitari nella comunicazione con i singoli, i gruppi e la comunità” e sui “bisogni socio-sanitari e reti di cura: generatività del territorio”; dodici sono stati gli e-poster presentati dagli EP e due tesi di laurea, di cui una premiata nella giornata conclusiva.
 
I Congressi servono per ascoltare idee nuove e per confrontarsi con gli altri. In questo senso le occasioni non sono mancate anche grazie all’incontro del sabato pomeriggio, promosso dalla nostra CdA nazionale degli Educatori Professionali e da ANEP/ATS.
 
#alzarelosguardo... se potessi sintetizzare con un hashtag la necessità per la nostra professione, oggi, è proprio quella di uscire dal tunnel delle divisioni e dei conflitti e alzare lo sguardo verso l’apporto concreto che possiamo dare alla società ed ai bisogni di salute socio-sanitari dei cittadini del nostro Paese .
 
Nell’ottica di alzare lo sguardo verso nuove prospettive, nel Congresso vi è stato il richiamo alle professioni e alle ATS - Associazioni Tecnico Scientifiche sulla adesione e produzione di linee guida e buone pratiche clinico assistenziali. Lo scopo è quello di rendere interventi e trattamenti dei professionisti sanitari sempre più aderenti alle evidenze scientifiche. Una sfida per tutti ed in particolare per le professioni che stanno muovendo i primi passi in questo mondo. In questo senso mi sembra interessante e stimolante fare il punto della situazione per la professione di EP per identificare piste di lavoro per la ricerca e le pubblicazioni dei prossimi anni.
 
Al profilo professionale (DM 520/98) ha fatto seguito nel 2010 la pubblicazione, da parte della comunità dei professionisti, del “Core Competence” della professione che ha identificato problemi prioritari socio sanitari di riferimento e Funzioni, Attività e competenze dell’Educatore Professionale. Sono seguiti approfondimenti sulla funzione di valutazione, sullo sviluppo delle competenze nei diversi ambiti di lavoro, sulla funzione educativa e socio riabilitativa in genere, con pubblicazioni su riviste scientifiche che hanno dato maggiore conoscenza dell’EP in Italia, anche nel raffronto con le esperienze che si raccolgono nell’Associazione internazionale di riferimento - AIEJI.
 
I tratti tecnico-specifici dell’Educatore Professionale possono essere sintetizzati in una serie di funzioni ed interventi volti a:
- lo sviluppo equilibrato della personalità;
- il recupero e lo sviluppo di potenzialità dei soggetti in difficoltà per il raggiungimento di livelli sempre più avanzati di autonomia;
- il positivo inserimento o reinserimento psicosociale dei soggetti in difficoltà, operando sul soggetto, sulle famiglie, sul contesto sociale;
- la partecipazione ed il recupero alla vita quotidiana.
 
Volendo ragionare su un “Prototipo” delle prestazioni di Educatore Professionale da proporre come nomenclatore di LEA e LEP (Livelli Essenziali di Assistenza e Livelli Essenziali delle Prestazioni), si avanza l’ipotesi di sintetizzare le seguenti attività tipiche della figura professionale:
1. Attività educative e socio riabilitative di sostegno nell’acquisizione di autonomie della vita quotidiana volte a favorire la partecipazione e/o il recupero alla vita nella propria comunità;
 
2. Attività educative e socio riabilitative volte allo sviluppo equilibrato della personalità dei soggetti in difficoltà, operando sulle persone, sulle famiglie e sul contesto sociale;
 
3. Attività educative e socio riabilitative di sostegno dei percorsi di reintegrazione sociale dei soggetti svantaggiati con particolare riferimento alle aree dell’inserimento lavorativo, del tempo libero, dell'impegno dei soggetti fragili verso la collettività;
 
4. Attività educative di prevenzione sugli stili di vita e sulle conseguenze di comportamenti che mettono a rischio la propria salute fisica e psichica con particolare riferimento alle fasce giovanili e alle persone adulte in condizione di fragilità.
 
Assumendo questi interventi come alcuni standard di riferimento dell’intervento professionale, possiamo stimolare la raccolta di evidenze scientifiche con studi osservazionali e sperimentali, revisioni della letteratura, ricerca qualitativa, pubblicazioni su riviste scientifiche, allo scopo di dare rilievo dell’efficacia degli specifici trattamenti, dei risultati e degli esiti in termini di “Guadagno di Salute” dei cittadini e “sviluppo di competenze” per la professione.
 
In sintesi, quindi, il sostegno alle autonomie e allo sviluppo equilibrato della personalità, la reintegrazione sociale dei soggetti svantaggiati, le attività di prevenzione sugli stili di vita, sono gli apporti concreti dell’educatore professionale ai problemi di salute dei cittadini nella nostra società.
 
Francesco Crisafulli
Educatore Professionale

29 novembre 2021
© Riproduzione riservata

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