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Contratto dirigenza medica e sanitaria: a queste condizioni, chi ci guadagna?

di Cristina Cenci

05 LUG - Gentile Direttore,
in questi giorni ho seguito con attenzione le informazioni pubblicate sulla proposta ARAN di doppia carriera (gestionale e professionale) e di nuovi fondi contrattuali, e sono costretta a constatare che, ancora una volta, si è persa una buona occasione. Una buona occasione per premiare il merito di quei colleghi che in questi anni di crisi e tagli lineari, hanno permesso la tenuta del sistema salute nel nostro paese. 
 
Perché se è vero che nella proposta ARAN si istituiscono due nuove tipologie di incarichi professionali, rispettivamente “di altissima specializzazione” e “di elevata specializzazione”, è anche vero che gli stessi non vengono finanziati economicamente con oneri a carico del bilancio aziendale bensì - “finché non si renderanno disponibili ulteriori risorse” - con la riduzione della variabile aziendale.
 
La variabile aziendale di chi? Degli stessi incarichi neo istituiti o degli altri incarichi professionali già attribuiti ai dirigenti medici e veterinari che, ai sensi del vigente contratto, condividono lo stesso fondo di posizione destinato allo scopo?
 
Per i non addetti ai lavori non è facile capire le “trappole” che si nascondono nel documento ARAN relativo ad incarichi, fondi e nuova struttura della retribuzione.
 
Ma per quanti, come me, hanno sperimentato sulla propria pelle in questi ultimi anni gli effetti della mancata esigibilità delle norme di fonte legislativa e contrattuale a livello aziendale (mancato riconoscimento del livello superiore dell’indennità di esclusività al compimento dei 5 anni nel periodo 2010-14; mancata attribuzione in molte aziende italiane, dell’incarico professionale lett. c) art. 27 CCNL 8 giugno 2000 con adeguata attribuzione della Retribuzione di Posizione Minima Unificata), è come rivedere lo stesso brutto film: da un lato si parla di valorizzazione del merito anche attraverso due distinti percorsi di carriera, prevalentemente gestionale o prevalentemente professionale, che come sindacato di categoria siamo stati i primi a proporre sin dal 2014, dall’altro si cristallizzano le risorse aziendali destinate a premiare le suddette carriere, al valore economico del 2016.
 
Non solo: si sottraggono addirittura risorse al fondo di posizione, per retribuire l’indennità di capo dipartimento che, ai sensi del vigente CCNL, è finanziata con oneri a carico del bilancio aziendale, come certificato dallo stesso ARAN, e si vincolano 5 voci, che dovrebbero alimentarlo annualmente, alla discrezionalità regionale che le dispone con proprie linee guida.
 
Non entro nel merito della cosiddetta fusione dei fondi delle diverse categorie dirigenziali e dei meccanismi di osmosi tra gli stessi, su cui CIMO-FESMED ha ribadito con fermezza i suoi motivati “no”, altrimenti metterei troppa carne al fuoco.
 
Chiedo invece con forza, dalle pagine del suo giornale, che le aspettative di tanti colleghi giovani e “diversamente giovani”, non vengano tradite ancora una volta proprio da chi avrebbe il dovere, a livello istituzionale, di mantenere un SSN di qualità senza inganni e sotterfugi. Alle condizioni che si stanno discutendo in questi giorni (ancora per il contratto 2016-2018) non ci guadagna nessuno e per i medici sarebbe certamente peggiorativo, nonostante si tenti di far apparire il contrario.
 
Continuando a sottrarre scorrettamente risorse e senza investimenti sul capitale umano, sarà difficile convincere i giovani colleghi a restare in Italia dopo la specializzazione e non potremo stupirci se i concorsi andranno deserti e se si moltiplicheranno i licenziamenti per lavorare nelle strutture private (dove poi la situazione contrattuale non è poi così rosea).
 
Un contratto dignitoso ed esigibile in tutte le aziende di tutte le regioni italiane è il punto di partenza per il rilancio del SSN, nel quale come CIMO-FESMED crediamo fortemente e che è alla base di una linea sindacale rigorosa e basata su una visione di lungo termine.
 
Cristina Cenci
Vice Segretario Regionale CIMO Umbria e Responsabile CIMO LAB

05 luglio 2019
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