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Elezioni online per gli Ordini: ok ma con garanzie per tutti

di David Lazzari

30 OTT - Gentile Direttore,
nel Decreto Ristori si prevede la possibilità di elezioni telematiche per il rinnovo degli Ordini per le professioni vigilate dal Ministero Giustizia. Tale possibilità peraltro era già stata prevista dalla legge 3/2018 per le professioni vigilate da Salute, tra le quali rientra la professione psicologica.
Già allora l’avevamo salutata come una innovazione benvenuta, che può favorire la partecipazione degli Iscritti alla vita ordinistica, consentendo modalità più agili ed adeguate ai tempi.
 
Ora la cosa importante è attuare questa innovazione con modalità che diano le più ampie garanzie, ricordiamo infatti che il voto per gli Ordini, che sono Enti pubblici, è equiparabile a quello per le elezioni generali e richiede garanzie adeguate per l’elettore: identificazione certa, trasparenza del processo elettorale e così via. Sarebbe inoltre necessario attuare tale processo con le massime economie di scala, evitando centinaia o migliaia di piattaforme e software elettorali, che oltre ad aumentare i costi rischiano di aumentare anche le possibili contestazioni.
 
Troppe volte i processi di tipo telematico si sono attuati senza uniformità e criteri generali, non solo aumentando i costi ma creando sistemi incompatibili che non dialogano. Cerchiamo di non ripetere questi errori, soprattutto in un campo che richiede le massime garanzie.
 
Sarebbe quindi auspicabile che si attivasse una piattaforma pubblica utilizzabile dai diversi Ordini che opteranno per il voto telematico, in subordine noi proporremo una soluzione unitaria per gli Ordini delle professioni sanitarie.
 
Poiché la normativa prevede una regolamentazione a livello nazionale negli Ordini (Federazioni o Consigli Nazionali) è importante che a questo livello si cerchino le soluzioni normative e tecniche comuni e più valide.
 
Innovare va non bene, va benissimo. Ogni barocchismo inutile va abolito, ma dobbiamo farlo con trasparenza ed economie di scala. Le normative hanno esteso le procedure e le garanzie della Pubblica Amministrazione agli Ordini sul piano amministrativo, dal punto di vista elettorale non possono essere trattati come club privati.
 
Inoltre l’innovazione è anche normativa, non solo tecnologica. E su questo il Paese sembra essere molto lento: basti pensare che l’Ordine degli Psicologi si è trovato da anni nell’assurda situazione di avere un doppio riferimento in Giustizia e Salute. Ed anche ora che la legge 3/2018 ha fatto chiarezza, rimane un residuo normativo a Giustizia sulla elezione degli Iscritti all’albo B. Sul sito del Ministero della Giustizia si legge significativamente che “Le residue competenze della Giustizia sono da attribuire ad un difetto di coordinamento normativo.”.
 
Spero vivamente che questo “difetto normativo” venga finalmente superato prima che, tra tre anni, si torni a votare.
 
David Lazzari
Presidente CNOP
 

30 ottobre 2020
© Riproduzione riservata

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