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301 medici morti e intanto si vaccinano i non sanitari

26 GEN - Gentile Direttore,
parafrasando la celebre rima di una delle più conosciute poesie risorgimentali, la "Spigolatrice di Sapri": "Eran trecento, erano giovani e forti, e sono morti". I nostri colleghi non erano giovani, ma sicuramente erano forti (la forza dell'abnegazione a compiere il proprio dovere), in quanto sono morti onorando il giuramento di Ippocrate ed alle loro famiglie esprimo tutta la mia stima e riconoscenza.
 
301 i medici morti in Italia dall'inizio della pandemia,una inaccettabile catastrofe annunciata. 301 medici morti, nei Pronto Soccorso, nei reparti ospedalieri, nelle terapie intensive, negli ambulatori dei medici di medicina generale, negli studi dentistici, nei Sert, nelle carceri, sulle autoambulanze,sempre in prima linea nella lotta contro il virus ed a questi aggiungiamo tutti i deceduti fra farmacisti, infermieri, operatori socio-sanitari, etcc. di cui abbiamo,ormai, perso il conto.
 
Nella prima fase della pandemia, queste morti potevano essere imputate alla mancata conoscenza del virus e dei suoi effetti, alla carenza dei dispositivi di protezione individuali, alla mancata/erronea applicazione di linee guida farraginose e obsolete,a protocolli di sicurezza inadeguati, ora non vorrei che la strage continuasse in quanto i sanitari non vengono adeguatamente protetti con i vaccini...oltre al danno anche la beffa, proprio non lo accetto!

 
120 di loro sono morti a partire dal primo ottobre ed il Presidente Anelli della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e odontoiatri lancia l'allarme: "Non vogliamo più essere chiamati eroi, pretendiamo fatti concreti per tutelare la nostra salute: vaccinare ora e prioritariamente tutti i medici".
 
A tutt’oggi, sono 790.251 le dosi di vaccino somministrate agli operatori sanitari, su un totale di 1.312.275 quindi, se la matematica non è un opinione, 397.583 dosi sono state iniettate prioritariamente a personale che sanitario non è e non era.
 
Ne avevano diritto queste 400.000 persone? Probabilmente sì, ma non anteponendosi a chi rischia la vita, in prima linea e quotidianamente; particolarmente trovo scandaloso che alcune categorie precedano specializzandi e sanitari liberi professionisti.
 
Liberi professionisti a cui non viene riconosciuto lo status e la dignità di lavoratori, neanche da contagiati o da morti. La vera domanda che si pone il Presidente Anelli e ci poniamo tutti è : ”Perché i sanitari sanitari che non lavorano nelle strutture pubbliche sono in fondo alla lista? Perché lo pneumologo, il dentista, il fisioterapista, l'infermiere, l'operatore socio sanitario che lavorano in ambiente extraospedaliero, ma segue direttamente i pazienti, deve essere prenotato/vaccinato dopo il dipendente amministrativo che, magari, lavora in smart working?”.
 
È avvilente constatare che vi siano persone che abbiano usufruito prioritariamente della vaccinazione quando una larga parte di sanitari liberi professionisti, a diretto contatto con i pazienti, non solo non è stata ancora vaccinata, ma neanche prenotata per l’inoculo della prima dose di vaccino. Una situazione che si complica ulteriormente per il ritardo nella consegna dei vaccini Pfizer-BioNTech e per i tagli già annunciati da AstraZeneca.
 
301 medici deceduti mentre esercitavano la professione è un numero scandaloso, come dimostra anche il report Inail che ha attribuito al personale sanitario il 70% delle denunce di infortunio sul lavoro; dall'inizio della pandemia sono 102.290 gli operatori sanitari contagiati e solo nell'ultimo mese sono14.014 (Report dei dati di sorveglianza integrata Covid-19 in Italia, dell'Istituto superiore di sanità).
 
Spero che questi numeri rimangano impressi, a futura memoria collettiva, quando magari saremo subissati dalle denunce per malpractice, in quanto non è stato fatto tutto a dovere o seguendo le linee guida; ma quali linee guide e protocolli? I protocolli e le linee guida li abbiamo dovuti inventare giorno per giorno, mentre i "covidologi" raggiungevano la notorietà sui media, con tesi spesso contradditorie che hanno disorientato cittadini e pazienti....della serie: "Un bel tacer non fu mai scritto".
 
Il nostro lavoro impone una professionalità massima, ma in questa seconda ondata, quello che ci ha fatto più male sono state proprio le accuse ingiuste di catastrofismo e malpractice, per le quali sono già "in caldo" numerosissimi procedimenti in sede penale e civile; oltre al danno la beffa, non è accettabile!
 
In conclusione, è intuibile che i vaccini rappresentino una delle armi vincenti per riuscire ad arginare questa strage e mi aspetto una risposta tempestiva da parte del Governo e del commissario Arcuri al fine di revisionare la priorità per l’accesso alla vaccinazione, adottando un criterio di equità e giustizia, evitando che vi siano i soliti "furbetti del quartierino" che, arbitrariamente, “saltino le file”.
 
Auspico che sia le Procure italiane, sia i Nas attuino una vigile sorveglianza e pongano in essere un adeguato monitoraggio sulle modalità di somministrazione del vaccino, onde valutare la legittimità dell’erogazione dello stesso, a personale che sanitario non è perchè quei 301 medici meritano un minimo di rispetto.
 
Dr.ssa Mirka Cocconcelli
Chirurgo Ortopedico
Ps: totale solidarietà e gratitudine a tutti i sanitari in prima e seconda linea


26 gennaio 2021
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