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Conti (Opi Ancona): “Penalizzati infermieri e assistenza ai cittadini. Urge che la politica ci ascolti”


02 SET - “Non possiamo accettare che la categoria degli infermieri che godeva della riconoscenza di tutti per il servizio generoso e puntuale prestato nel corso della pandemia, oggi subisca un pesante attacco alla propria dignità personale e professionale”. E’ la posizione che l’Ordine degli Infermieri della Provincia di Ancona (Opi), che “sentiti anche gli Ordini Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno", esprime profondo disappunto e preoccupazione per la pubblicazione della L.R. 19/2022. 

“Non è intenzione dell’Opi Ancona che rappresenta oltre 3.700 infermieri, entrare nel merito della decisione politica di modificare l’attuale assetto in n. 5 Aziende Sanitarie Territoriali oltre all’Azienda Ospedaliero-Universitaria Ancona ed Inrca”, sottolinea la nota dell’Ordine, “e proprio per questo ci siamo riservati un po’ di tempo per analizzare i contenuti del testo della legge regionale per gli approfondimenti del caso”.

Per Giuseppino Conti, presidente Opi Ancona, le scelte compiute “non vanno assolutamente nella direzione auspicata dagli Infermieri, non nell’interesse corporativistico della categoria ma in quello del paziente e della sua assistenza”. La Regione Marche, sottolinea l’Opi di Ancora, “era stata tra le prime in Italia ad attivare il Dipartimento delle Professioni Sanitarie, definendone anche gli ambiti di intervento, il ruolo e le responsabilità, LR 13/2003. L’auspicio era che quello che venisse dato ulteriore corpo e sostanza a tale istituto nel rispetto dei dettati normativi e generando una valorizzazione vera della disciplina infermieristica e degli infermieri”.

Invece, con la nuova legge 19/22, “nei fatti viene eliminato il Dipartimento delle Professioni Sanitarie e sostituito con un generico 'servizio’ (art. 36), così come non viene prevista la Dirigenza Infermieristica e delle professioni sanitarie a livello di presidio ospedaliero (art. 37) e a livello distrettuale (art. 31), evidenziando una considerazione diversa rispetto alla direzione medica”.

Secondo l’Ordine delle Professioni Infermieristiche “non è possibile ripensare i servizi territoriali che obbligano ad una contestuale riorganizzazione dei servizi ospedalieri senza una direzione infermieristica e delle professioni sanitarie adeguata nelle competenze e nel riconoscimento pieno della responsabilità diretta nell’operatività, al pari delle altre dirigenze sanitarie". 

“Urge inoltre – puntualizza la dirigenza provinciale dell’Ordine – un immediato confronto con chi governa la sanità nelle Marche e che porti a recepire le nostre istanze e non, come si legge al punto z) del nuovo testo normativo “il periodico confronto con le rappresentanze delle organizzazioni sindacali, degli ordini professionali dell’ambito sanitario e dei principali stakeholder regionali pubblici e privati, per contribuire alla corretta attuazione del Piano socio-sanitario regionale”.

Per quanto concerne la questione del reperimento del personale, secondo l’Ordine "è di tutta evidenza che il reclutamento è possibile se il mercato del lavoro offre tali professionalità richieste e se soprattutto il SSN è disposto a ripensare il vincolo di esclusività, il sistema di valorizzazione (anche stipendiale) e la crescita professionale degli infermieri”. 

“Diversamente – conclude Conti - molto presto anche nelle Marche la soluzione adottata dovrà inevitabilmente reperire personale infermieristico dai paesi asiatici, dell’Europa dell’Est e del Sud America, come già avvenuto in altre regioni nelle scorse settimane”.

02 settembre 2022
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