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Lanciata la campagna di sensibilizzazione sullo screening per l’epatite C

di Camilla De Fazio

Parte il 5 giugno il tram della sensibilizzazione che ha lo scopo, attraverso del materiale informativo, di raccontare alla popolazione cos’è l’epatite C e perché è importante fare un test di screening per la patologia

06 GIU -

È partita il 5 giugno, a Milano, la campagna di sensibilizzazione multicanale di Gilead “Epatite C. Mettiamoci un punto”. L’obiettivo è favorire una maggiore conoscenza dell’infezione da HCV, ponendo particolare attenzione all’importanza di effettuare il test di screening.

Parliamo di una malattia poco conosciuta in Italia, secondo una ricerca realizzata da AstraRicerche per Gilead Sciences a maggio 2024, in cui sono stati intervistate poco più di 1.000 persone tra i 18 e 70 anni. Il 73,9% degli intervistati ha affermato di aver almeno sentito nominare l’epatite C. Tra questi, il 64,9% (quindi il 40% del totale) sa che esiste un test per diagnosticare la malattia e solo il 44,3% è a conoscenza della possibilità, per i nati tra il 1969 e il 1989 e per alcune categorie di persone, di sottoporsi gratuitamente al test per la diagnosi dell’epatite C. Tra chi conosce l’epatite C, il 29,6% afferma di volersi sottoporre in futuro al test (e un ulteriore 52,3% lo farebbe in caso di sintomi).

La situazione cambia dopo aver letto un breve testo informativo che spiega cosa è l’epatite C, come si contrae, cosa può causare: l’intenzione di sottoporsi in futuro al test è arrivata al 45.5% presso l’intero campione.

Trasmissione del virus: le popolazioni a rischio

Le percentuali possono essere più o meno rappresentative della popolazione italiana, ma il sondaggio mostra come l'informazione può fare la differenza. In occasione del lancio della campagna, Roberta D’Ambrosio, Specialista in Gastorenterologia ed Epatologa presso la Fondazione IRCSS Ca’Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano offre qualche informazione in più sul virus e sull'infezione. “L'HCV è un virus che si trasmette attraverso il contatto con sangue infetto. Il patogeno dal sangue si sposta al fegato, dove pian piano induce la necrosi delle cellule sane, in un processo noto come fibrosi”. L'esperta spiega che, se la malattia non viene individuata e trattata, “la progressione della fibrosi nel corso degli anni può portare alla cirrosi”.

L’HCV è stato scoperto nel 1989. “Negli anni precedenti a questa data il virus circolava nella popolazione generale attraverso trasfusioni di sangue infetto, dialisi, uso di strumenti chirurgici non sterili, vaccinazioni eseguite con siringhe che venivano solo bollite e usate per più pazienti”. Oggi questi fattori di rischio non sussistono più, per questo la popolazione che viene considerata particolarmente a rischio di aver contratto l'infezione è quella di coloro che sono nati prima del 1989.

Attualmente l’infezione da HCV è più comune tra coloro che risiedono nelle carceri e tra i tossicodipendenti, che hanno una maggiore probabilità di fare uso di siringhe infette. In parte, anche se questo avviene sempre più di rado, la trasmissione del virus può avvenire anche nel fare un piercing o un tatuaggio, se non vengono prese le misure igieniche necessarie.

Test di screening gratuito per i nati tra il 1969 e il 1989
L’epatite C viene definita una malattia silenziosa, perché il paziente inizialmente non presenta sintomi evidenti. Allo stesso tempo è una malattia su cui bisogna intervenire tempestivamente per evitare che, come abbiamo detto, evolva in cirrosi epatica o in epatocarcinoma. “Da circa dieci anni abbiamo a disposizione dei farmaci antivirali efficaci (con tassi di guarigione che sfiorano il 100%), sicuri e ben tollerati”, continua D’Ambrosio. “Per questo è fondamentale sottoporsi al test di screening, per identificare il virus e cominciare la cura”.

Diverse Regioni, tra cui la Lombardia, dal 2022 offrono a tutte le persone nate tra il 1969 e il 1989 la possibilità di sottoporsi al test di screening gratuitamente. La campagna è stata prorogata fino alla fine del 2024. “Questa iniziativa è importante ma non sufficiente, perché i soggetti più anziani non possono accedere gratuitamente al test”.

Stefano Fagiuoli, Direttore dell’UOC di Gastroenterologia, Epatologia e Trapiantologia ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo; Gastroenterologia, Dipartimento di Medicina Università di Milano Bicocca, sempre in occasione del lancio della campagna di sensibilizzazione, sottolinea la necessità di estendere lo screening al resto della popolazione. Non solo ai più anziani, che hanno vissuto un’epoca in cui non venivano messe in atto le misure preventive per evitare la diffusione del virus, ma anche ai giovani, perché il virus continua a circolare, in particolare nelle carceri e nei Serd (queste due categorie di persone accedono allo screening gratuito per l’HCV).

Nella campagna per lo screening gratuito, limitato alla fascia di età indicata, vengono individuate diverse criticità. Prima di tutto l’Italia come sempre viaggia a 21 velocità diverse, nota Fagiuoli: “non tutte le Regioni sono riuscite ad attivare lo screening gratuito, poiché il finanziamento previsto copre i test, ma non tiene conto della componente amministrativa e gestionale, necessaria per portare avanti la campagna”. La possibilità di effettuare il test gratuito dovrebbe essere poi estesa a tutta la popolazione. “La Lombardia ha tutta la volontà, la capacità organizzativa e i finanziamenti per allargare lo screening. Per poterlo fare però serve la risposta positiva del MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze), che per ora non è arrivata”, aggiunge Fagiuoli.

Parte il tram dell'informazione
La campagna “Epatite C. Mettiamoci un punto” vuole sensibilizzare la popolazione generale attraverso un’azione sui social e inaugura il suo viaggio a Milano, occupando un tram storico che attraversa il centro della città “addobbato”, dentro e fuori, di informazioni. Il tram circola tra le vie della città da mercoledì 5 giugno a sabato 8 giugno, passando per Piazza 6 febbraio (nelle vicinanze del MiCo, dove è in corso il congresso dell’Associazione europea per lo studio del Fegato, EASL), Castello, Cantù e Piazza Fontana.

Supportano la campagna uno spot radiofonico, il coinvolgimento di influencer e un sito di informazione sull'epatite C.

La campagna ha il patrocinio di 7 Associazioni pazienti (Anlaids Sezione Lombardia ETS, Anlaids Onlus, EpaC ETS, Associazione Milano Check Point, Cooperativa Sociale Open Group Bologna, Plus Roma, Fondazione Villa Maraini - CRI), di 3 Società Scientifiche (Associazione Italiana Studio del Fegato, AISF; Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primaria, SIMG; Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, SIMIT) e della Città Metropolitana di Milano.

Diana De Marchi, Delegata alle Politiche Sociali, Formazione e Pari Opportunità di Milano Città Metropolitana, commenta: “Secondo l’Oms l'epatite C potrebbe essere eradicata entro il 2030. Il traguardo non è distante e credo che, se lavoriamo tutti insieme per raggiungere l’obbiettivo, possiamo raggiungerlo. Fare divulgazione è fondamentale e, grazie alla campagna “Epatite C. Mettiamoci un punto”, ora sappiamo cosa divulgare e come. Per quanto ci riguarda, ci poniamo l'obiettivo di far conoscere la possibilità di screening nelle scuole, che sono un tramite importantissimo, nei 133 comuni coperti da Città Metropolitana di Milano”.

Carmen Piccolo, Direttore Medico di Gilead Sciences Italia, concorda sulla possibilità di raggiungere l’obiettivo di liberare il mondo dall’epatite C. “La cura passa attraverso la diagnosi, per questo Gilead, con la sua campagna, vuole aumentare la consapevolezza e raccontare alla popolazione cos'è l'epatite C, quali sono le sue complicanze e spiegare perché è importante sottoporsi al test”.



06 giugno 2024
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